“[....] è auspicabile un intervento immediato per mettere al riparo non solo questa, ma tutte le altre meraviglie lasciate senza protezione [...]” R.S.
di Giorgina Cantalini (traduzione di Anna Pacifica Colasacco), da FaceBook, 26 gennaio
Ricostruzione della chiesa di San Gregorio Magno
consegna entro il 20 marzo 2012
La Presidenza del Consiglio dei Ministri – Commissario Delegato per la Ricostruzione, Ufficio del Vice Commissario delegato per la tutela dei Beni Culturali, nell’ambito del programma di “adozioni” di Beni di cui all’elenco dei 45 monumenti stilato in occasione del G8 all’Aquila, volto al recupero e alla fruizione degli edifici monumentali danneggiati dal sisma del 6 aprile 2009, bandisce un concorso finalizzato all’acquisizione di un progetto d’idee, corredato di relazione tecnica di dettaglio e tavole illustrative, relativo alla ricostruzione e al restauro della Chiesa di San Gregorio Magno, presso la Frazione di San Gregorio – L’Aquila.
La proposta d’intervento dovrà tenere conto, in primo luogo, del restauro integrale delle preesistenze, del recupero, della catalogazione e analisi di tutti gli elementi lapidei, scultorei e decorativi delle diverse stratificazioni utili alla loro corretta lettura ed eventuale ricollocazione, cosicché si possa giungere all’integrale trasmissione al futuro dell’opera, nella sua complessità, facilitandone la lettura e senza cancellare le tracce del passaggio del tempo.
Le possibili ricomposizioni degli elementi più significativi dovranno fondarsi sul rispetto della materia antica, proponendosi come atto d’interpretazione critica che riesca a contemperare la doppia polarità, quella storica e quella estetica.
Il Concorso è aperto alle persone fisiche, alle società di ingegneria e architettura e alle associazioni temporanee di professionisti dell’Unione Europea in possesso, alla data del bando, delle abilitazioni necessarie secondo l’ordinamento dello Stato di appartenenza membro dell’Unione Europea.
Premi
- 1 premio 10.000,00 euro come anticipo sugli onorari;
- 2 premio 3.000,00 come rimborso spese.
Procurato allarme, prevedere e prevenire terremoti e altre sciagure in un’Italia contro la scienza
di Gennaro Carotenuto, da www.gennarocarotenuto.it , lunedì 6 aprile 2009
Il paese che cade giù a pezzi anche senza bisogno di un terremoto (a volte basta un acquazzone come a Sarno), è quello nel quale si dà all’untore o si denuncia per “procurato allarme” uno scienziato che aveva previsto con precisione il terremoto in Abruzzo non in un futuro ipotetico ma qui e ora.
Forse dovranno dargli il premio Nobel a Giampaolo Giuliani, che all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare sotto il Gran Sasso ci lavora, per quel meccanismo che sembra in grado di sentire arrivare i terremoti qualche ora prima. O almeno ascoltarlo invece di trattarlo come una Cassandra. Ma forse non poteva andare diversamente in Italia se meno di una settimana fa, il 31 marzo, San Guido Bertolaso, un’icona dell’efficientismo bi-partisan, aveva insultato “quell’imbecille che si diverte a diffondere notizie false”.
Forse era impossibile far davvero evacuare l’Aquila come la previsione di Giuliani (il rivelarsi esatta non è una colpa) induceva a fare. Ma in un paese oramai anti-scientista sempre e comunque, in pochi oramai sanno distinguere uno scienziato o una scienziata da una fattucchiera. In un paese sempre più ignorante, e quindi sempre più superstizioso, la prevenzione, il preparare la cittadinanza a eventi catastrofici, il lavorare non per cancellarli con un miracolo, ma per ridurne al minimo le conseguenze come si fa in paesi più sismici ma anche più civili del nostro, è sempre più mal visto. Oltretutto costa e non offre quei dividendi d’immagine, di favori, di clientele che le tragedie annunciate offrono ai politici dopo che questi hanno già speculato su deroghe, proroghe, sanatorie, condoni. Meglio una photo-opportunity (dopo) per un politico, meglio andare a benedire le salme (dopo) per un cardinale, meglio costruire male (prima) e ricostruire (dopo, bene?) per il sistema edilizio, meglio condurre una lunga diretta da “breaking news” (dopo) che realizzare una noiosa inchiesta (prima) per un giornalista.
Forse sarebbe stato meglio se Bertolaso con Giuliani ci avesse fatto una chiacchierata (prima) invece di denunciarlo. Questo, come qualunque scienziato onesto, poneva un problema rompendo uno schema stantio per offrire una soluzione per risolverne uno più grande. I terremoti non si possono prevedere, dicono. Chissà, magari in futuro si potrà come per i segnalatori di fughe di gas e magari il merito sarà della vituperata ricerca scientifica italiana. Ma il prevedere o meno sposta i termini della questione.
Il problema non è prevedere, è prevenire. Mille cose possono essere fatte e vengono fatte altrove, ma già, noi italiani dei giapponesi preferiamo riderne. Ma è meglio spendere soldi, allarmare, per evitare una tragedia, far rispettare e non derogare norme antisismiche prima, oppure invocare la fatalità e il destino cinico e baro dopo? E’ meglio fare campagne per insegnare a usare il preservativo o invocare l’astinenza contro l’AIDS? Meglio un peccatore all’inferno o un santo vivo? Chi adesso userà il decreto sull’edilizia, il “Piano casa”, per alzare di un piano la propria abitazione (ringraziando il governo) la renderà più o meno anti-sismica?
In un paese dove oramai tutti gli studiosi sono considerati azzeccagarbugli, grilli parlanti da schiacciare sulla parete, se non irrisi come fannulloni e additati tutti come baroni (pure i ricercatori precari nella vulgata Perotti-Stella) la scienza, lo studio, è oramai la più negletta delle discipline. Ma per un Giuliani che aveva avuto l’ardire di predire un terremoto quanti consigli che dagli studiosi vengono sono ignorati, presi con sufficienza o addirittura rifiutati? Sono impopolari, fanno spendere, rompono schemi mentali consolidati, causano problemi con i poteri forti. Quanti costituzionalisti (scienziati della Costituzione) avevano avvisato che la legge sulla fecondazione assistita così come concepita era perlappunto incostituzionale? I politici sono andati avanti per poi stracciarsi le vesti di fronte l’attentato della Corte Costituzionale (sic) alla centralità del Parlamento. Come se sostituendo alle regole civili la volontà d’Oltretevere bastasse portare il santo patrono in processione per fermare i terremoti o le eruzioni vulcaniche.
Del resto a che serve la ricerca scientifica (è il messaggio) se non a creare rompiscatole, cassandre, fondamentalisti dell’ambiente, regole, controlli, tasse, ovvero le cose più invise agli abitanti del paese del “meno male che Silvio c’è”. Magari a volte sbagliano gli scienziati ma sarebbe il caso di parlare, dare spazio a quelli che vorrebbero prender precauzioni per tutte quelle radiazioni, quei pesticidi, quelle polveri sottili che ci attraversano la vita, per le incipienti centrali nucleari in un paese sismico come l’Italia dove se vedi un pannello per l’energia solare ti viene ancora voglia di fotografarlo come una stravaganza. Per l’opportunismo a breve termine e la grettezza del potere politico ed economico stiamo ritornando al Sillabo di Pio IX.
Forse la denuncia di Giuliani non poteva essere presa in considerazione, ma nel paese dove ogni anno che il padreterno mette in terra, governi di destra e sinistra, approvano un “decreto mille proroghe” (sic) dove si rinviano, spesso a mai, scadenze importantissime come quelle per l’applicazione delle norme antisismiche, è mille volte meglio evacuare l’Aquila a vuoto perché uno scienziato si sbaglia (prima) piuttosto che la processione di politici e sciacalli già pronti a lucrare sulla ricostruzione (dopo).
Forse non è questione di prevedere (i terremoti, le alluvioni, le fughe di gas, le catastrofi nucleari) ma di essere preparati, mettere il territorio in sicurezza, di essere un popolo in grado di affrontare il proprio destino con razionalità e non con fatalismo. Più che di angeli del fango ed eroi che salvano vite scavando a mani nude tra le pietre abbiamo bisogno (prima) di una merce ormai introvabile: progresso, progresso scientifico, progresso sociale, progresso culturale.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
la ricostruzione possibile: Gemona
Pubblicato 25 gennaio 2012 bacheca , Dalla rete Lascia un commentoGemona del Friuli, ricostruita, vive
SPORTEL SORECOMUNÂL PE LENGHE FURLANE DAL GLEMONÀS
Comuns di BORDAN, GLEMONE, MONTENÂRS, TRASAGHIS e VENÇON
La Aministrazion Comunâl di Glemone e à cetant plasê di invidâUs li de Sale Conferencis de Comunitât di Mont dal Glemonàs, Cjanal dal Fier e Valcjanâl aes seradis di
Domenie ai 29 di Zenâr dal 2012, aes 20.30
“VOIE DI IDENTITÂT”
Serade di monolics e di cjançons in marilenghe di e cun Dario Zampa
e di
Domenie ai 5 di Fevrâr dal 2012, aes 17.00
in colaborazion cu la Societât Filologjiche Furlane pe
PRESENTAZION DAL “STROLIC FURLAN PAL 2012”
dedicât ai atletis cun disabilitâts
cun esibizion de scuele di bal “Star Dance”
Sperant te Vuestre presince cetant gradide, o saludìn di rispiet.
IL SINDIC
Paolo Urbani
Palazzo Ardinghelli: 28 giorni per il progetto esecutivo
da “il Capoluogo, 24 gen
Il cantiere di Palazzo Ardinghelli, nel centro storico dell’Aquila, è stato consegnato oggi alla ditta che eseguirà i lavori per il recupero, dopo l’aggiudicazione della gara d’appalto. Da oggi la ditta ha 28 giorni di tempo per presentare il progetto esecutivo e successivamente inizieranno i lavori. Lo rende noto la Struttura del Vice Commissario per la tutela dei Beni Culturali, Luciano Marchetti. I lavori sono finanziati dal Governo della Federazione Russa, in base

all’accordo stipulato il 26 aprile 2010 con il Governo italiano, che prevede una donazione di 7,2 milioni di euro, destinati a palazzo Ardinghelli e alla chiesa di San Gregorio Magno, con la possibilità di un ulteriore finanziamento di 1,8 milioni, qualora il costo dei lavori superi l’ammontare del contributo concesso. Il progetto preliminare di palazzo Ardinghelli, portato a termine dalla Struttura del Vice Commissario Marchetti, con la consulenza delle Università di Pescara, L’Aquila, Genova e Catania, comprende un primo lotto dedicato al consolidamento strutturale e un secondo lotto per le finiture e gli impianti. [...]
18.01.2012 – Si informano gli utenti che a partire dal 19.01.2012 gli Uffici del Servizio Pianificazione e Ripianificazione del Territorio osserverenno il seguente orario di apertura al pubblico: MARTEDI ORE 15.30 ORE 17.30 E GIOVEDI ORE 11.00 ORE 13.00
NON SI RICEVE FUORI ORARIO DI APERTURA
… alla prossima.
di Adriano Di Barba, 18 gen
Al Sottosegretario di Stato, Dott. Antonio Catricalà
e, per conoscenza,
al Commissario Vicario per la Ricostruzione, dott. Antonio Cicchetti,
al Vice Commissario Delegato alla Tutela dei Beni Culturali, ing. Luciano Marchetti
al Sindaco dell’Aquila, on. Massimo Cialente
Egregio Signor Sottosegretario,
ho avuto modo di leggere sul sito web http://www.commissarioperlaricostruzione.it la Sua lettera di ringraziamento al Commissario Vicario per la Ricostruzione, dott. Antonio Cicchetti, per l’omaggio della pubblicazione illustrativa degli interventi pubblici di ricostruzione de L’Aquila. (29 dicembre 2011)
Mi permetto di sottoporLe un quadro sinottico di quegli interventi, in cui sono stati evidenziati i dati relativi alla durata del Procedimento (in mesi), al costo delle opere finanziate (in milioni di euro) e al cronoprogramma delle fasi salienti (progettazione definitiva, gara d’appalto, progettazione esecutiva, attuazione) di ciascuno di essi.
Inoltre, per alcuni di tali interventi, sono state affiancate nella medesima tabella sinottica, le informazioni riportate nelle 44 schede predisposte a suo tempo dal Mi.B.A.C. e dalla Direzione Regionale BBCCPP per l’Abruzzo: si tratta, come Lei saprà, delle schede di Valutazione e censimento dei danni che furono predisposte in occasione del G8 dell’Aquila del 2009 e che furono sottoposte ai Capi di Stato partecipanti a quell’incontro, affinchè conoscessero e “adottassero” ciascun sito monumentale e ne consentissero, con i mezzi economici e tecnici dei loro Paesi, il recupero e la ricostruzione in tempi brevi.
A un esame, seppur sommario, dei dati così evidenziati e comparati, si possono rilevare alcune incongruenze nelle valutazioni economiche e temporali, per gli interventi che sono compresi in entrambe le “liste”, e non solo: durata degli interventi di recupero non proporzionata all’entità del finanziamento; incongruenza delle fasi di progettazione esecutiva che viene prevista in momenti successivi all’espletamento delle gare d’appalto; carenza di informazioni sulle figure professionali coinvolte negli interventi con compiti di responsabilità dei procedimenti, controllo e coordinamento, ecc.
E di queste carenze e incongruenze si potrebbe chiedere ragione agli Enti che hanno redatto i medesimi documenti senza, evidentemente, verificarne la congruità e la corrispondenza reciproca. In ciò, inficiando fortemente l’attendibilità delle informazioni tutte.
Sarà interessante comunque seguire, come peraltro Lei stesso auspica nella Sua lettera di apprezzamento, e come ci ripromettiamo di fare e di divulgare, l’evolversi nel tempo degli avanzamenti che ciascun intervento subirà (la linea rossa verticale segnerà l’inesorabile trascorrere del tempo).
Ciò esclusivamente nell’interesse del consolidamento della fiducia non solo della Comunità dell’Aquila, ma dell’intera popolazione italiana, che ripone grande interesse e speranza nella efficacia e tempestività degli interventi previsti.
Con osservanza
Adriano Di Barba
www.versolaquila.com
(elaborazione grafica ADB, collaborazione di Luciano BelliLaura)
da “il Capoluogo”, 13 gen.
Avrebbero voluto lasciare da parte le polemiche proprio nel giorno del taglio del nastro del blocco didattico “Coppito zero” realizzato anche grazie ai fondi di “Amiche per l’Abruzzo” pari a un milione 300 mila euro; invece durante la cerimonia, davanti ad una folta platea di studenti e sollecitata dalla domanda di una cronista, Fiorella Mannoia ha sbottato: «Questa è una città depredata; è un coscio da spolpare» ha detto l’artista, poi ha ammesso che L’Aquila è «l’esempio della sconfitta della politica».
«Il pesce puzza dalla testa – ha aggiunto – Intorno a questa città ci sono stati degli scandali vergognosi. Questo non è un Paese in crisi, ma è un Paese corrotto. C’era gente che rideva la notte del terremoto». «Questi governi speculano sul terremoto così come sulle guerra – ha aggiunto Gianna Nannini – Quelli che ridevano li avrei uccisi di persona».
Poi ha chiesto a bruciapelo: «Dove sono finiti i soldi destinati dal conservatorio raccolto con i cd “Domani”? Noi siamo state fortunate visto che oggi inauguriamo una struttura dedicata ai ragazzi realizzata anche grazie alla nostra raccolta». «I vostri soldi sono stati spesi bene – ha rassicurato il provveditore alle Opere pubbliche, Donato Carlea – Questo polo didattico è stato realizzato al costo di 1.270 euro al metro quadrato».
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