Posts Tagged 'macerie'

infografica delle macerie

da http://www.ilpost.it, 21 feb

Il 6 aprile del 2009 un terremoto di magnitudo 6.3 ha causato danni consistenti nella provincia dell’Aquila in Abruzzo e la morte di oltre 300 persone. Da allora autorità locali, volontari, imprese private e governo sono al lavoro per sgomberare dalle macerie le aree maggiormente interessate e riavviare la ricostruzione. Un’operazione che si è rivelata particolarmente lenta a causa di alcune mancanze organizzative iniziali e per una distribuzione dei fondi per la ricostruzione ritenuta, da diversi detrattori, alquanto discutibile.

Il lavoro di messa in sicurezza degli edifici e di rimozione delle macerie, soprattutto all’Aquila, procede ancora oggi e si stima che fino a ora siano state rimosse quasi 426mila tonnellate di macerie dai lavori per gli edifici pubblici e circa 273mila per quelli privati. Il sito del Commissario per la Ricostruzione tiene traccia dei lavori e delle operazioni svolte, con una serie di dati “aperti” (open data), liberamente consultabili dalla cittadinanza. Sulla base di queste informazioni, l’agenzia di prodotti multimediali Mister Wolf, che ha sede all’Aquila, ha realizzato una interessante infrografica per illustrare il lavoro svolto fino a oggi per rimuovere le macerie.

rimozione-macerie-aquila

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rimozione macerie – consuntivo del 2012

da http://www.commissarioperlaricostruzione.it, 29 dic

rimozione maceriemappa rimozionimacerie pubbliche

macerie privatemacerie private

va demolito. Anzi no.

Il palazzo dell’ANAS è sano (scheda AeDES) ma…VA DEMOLITO (parola dei VV.FF.)

di Peppe Vespa, da www.http://www.leditoriale.com, 5 nov

Il palazzo dell'Anas, Via XX SettembreIl palazzo dell’Anas, Via XX Settembre

L’affaire macerie, sulle quali nessuno (compresa la Procura della Repubblica dell’Aquila) ha voluto mai fare chiarezza, continua a fare gola un po’ a tutti, anche se ormai siamo agli sgoccioli, almeno nella rimozione di quelle degli edifici pubblici. C’è poi la grande torta delle demolizioni che ha fatto nascere più di un appetito. Esse fanno parte delle emergenze e quindi sono affidate senza gara ad evidenza pubblica, ma con il sistema della procedura negoziata, usata in emergenza con l’invito di poche ditte.
Privati, Vigili del Fuoco ed Asm, si stanno litigando la demolizione ed il relativo trasporto in discarica, e uno degli ossi più polposi che resta è il Palazzo dell’Anas in Via XX settembre. Ma il tutto è tutelato da un gran mistero, anche perché in esso c’è l’osso, con attaccata ancora molta polpa.
Voi vi chiederete: ma come, anche l’ex sede dell’Anas è da demolire?
Guardandola da fuori, sembra in ottime condizioni. Eppure i Vigili del Fuoco, ritengono che il palazzo sia da abbattere con urgenza, pena l’incolumità pubblica. Questo starebbe a significare che il sindaco Cialente sarebbe un irresponsabile, avendo autorizzato la circolazione (nei due sensi) degli autoveicoli su una strada, una delle arterie più importanti della città, con un rischio urgente di crollo, mettendo a repentaglio la vita dei suoi concittadini, compresi quelli che lo hanno nuovamente votato.
Caso curioso è che a richiederne l’abbattimento, non è stata l’Anas che ne è proprietaria, ma i Vigili Del Fuoco, con il chiaro intento di vedersene affidato l’appalto, senza gara, ma con affidamento diretto. Uguale richiesta, sembrerebbe, sia stata avanzata dall’Asm che, vedendo esaurito il suo compito “in esclusiva” vorrebbe affiancare i vigili, in un compito così ben retribuito.
A questo punto sorge spontanea una domanda: come mai, nel 2009, i tecnici della Protezione Civile che compilarono le schede AeDES, dichiararono che non erano stati rilevati danni strutturali ed oggi il comandante provinciale dei VV.FF, Vincenzo Ciani, dichiara che la struttura del palazzo è a rischio crollo, per cui ne chiede l’abbattimento con la procedura dell’urgenza?
Come mai non è stato minimamente interpellato il GTA (Gruppo Tecnico di sostegno Allargato) per un sopralluogo?
A scanso di equivoci, sono uno che ha sempre lodato il comportamento dei Vigili del fuoco all’Aquila, in particolar modo nei primi soccorsi e nei primi puntellamenti per la messa in sicurezza, anche mettendo a repentaglio la propria incolumità fisica; e di questo la città, dovrà essere sempre riconoscente. Ora però, dopo 3 anni e mezzo, l’emergenza è finita ed i Vigili del fuoco dovrebbero tornare a svolgere quei compiti istituzionali cui “il corpo” è chiamato.
Stesso discorso vale per le Forze Armate. Il Ministero della Difesa ed il Ministero degli Interni, sono costati ai terremotati circa 700milioni di euro; tutti fondi tolti alla ricostruzione dell’Aquila.
É come se “lo Stato”, con la mano destra avesse dato i finanziamenti e con la mano sinistra, se li riprendesse.
Dei fondi stanziati per le macerie, restano ancora da spendere circa 15milioni di euro: 10 andranno al soggetto attuatore che andrà a sostituire il commissario Romano e 4milioni, saranno girati al comune di Barisciano, per il non meglio identificato Polo Tecnologico; sul quale torneremo a parlare, specificatamente, nei prossimi giorni.
Come torneremo ad interrogarci sul perché, ancora non arrivino in città gli automezzi donati dalla Fiat e sollecitati dai sindacati di base dei Vigili del Fuoco che ne hanno denunciato il blocco, in qualche deposito pubblico a Roma.

macerie….

…… ancora 4 milioni di tonnellate da rimuovere

da “il Capoluogo” – 3 apr 2012

A tre anni dal terremoto che il 6 aprile devastò L’Aquila e il circondario, causando la morte di 309 persone, circa duemila feriti e la distruzione di un ingente patrimonio architettonico, resta ancora da rimuovere il 95% delle macerie generate dal crollo degli edifici, ovvero circa tre milioni e 800mila tonnellate di detriti.

E’ quanto emerge dal report ‘I numeri della ricostruzione’ della Struttura per la Gestione dell’Emergenza (Sge). Le macerie complessive ammontano a quattro milioni di tonnellate, di cui 2,7 milioni di edifici privati e 1,3 di edifici pubblici. Ad oggi sono state rimosse 211mila tonnellate, di cui 115mila nel 2012, 62mila nel 2010 e 34mila nel 2009. Solo a gennaio di quest’anno sono state rimosse oltre 20mila tonnellate di detriti e negli ultimi quattro mesi sono state trasportate per lo smaltimento 59mila tonnellate, ovvero il 28% del totale rimosso, con un incremento medio delle operazioni del +139%.

Sulla delicata questione macerie, nelle scorse settimane è intervenuto anche il ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, confermando che «il 5% dei detriti è già stato rimosso». «Entro fine 2012 – ha annunciato il ministro -, tutto il problema relativo allo spostamento delle macerie della parte pubblica sarà risolto.

Non è vero, come abbiamo letto, che sullo spostamento delle macerie siamo a zero. Il 38% della parte pubblica spostabile è stata spostata».

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Qualcuno ci capisce qualcosa? Qualcuno raccoglie e aggiorna i dati e le stime del materiale da rimuovere? E annota i dati contenuti nelle bolle di trasporto? E nei certificati di smaltimento?  E il conto delle spese?

demolizioni e macerie

NO ALLE DEMOLIZIONI SELVAGGE E ALLA POLITICA DI “SGOMBERO DELLE MACERIE”


La Donau Universitat, che ha portato in Abruzzo l’esperienza di ricostruzione dei centri storici in Firuli del prof. arch. Pirzio-Biroli, considera i cantieri della messa in sicurezza e dello sgombero ragionato dei materiali lapidei, come quello ad esempio adottato nel centro storico dell’Aquila in Piazza Santa Maria Paganica, metodologicamente esemplari e da applicare non solo alle chiese ma anche e subito alle case.Infatti tale pratica di cantiere va adottata immediatamente, come fatto anche a Venzone in Friuli, nei borghi storici lungo il Tratturo Magno, come ad esempio a Paganica, a San Gregorio e a Castelnuovo, dove la Donau Universitat sta operando.

Questo metodo a lungo sperimentato si oppone alle demolizioni praticate senza alcun criterio all’Aquila e non solo, che non rispettano il patrimonio dei Beni Culturali anche apparentemente invisibili, di proprietà degli abitanti cui appartengono gli immobili.

Tutti, anche quelli della cosiddetta “architettura minore”.

L’azione sconsiderata di abbattimento e di demolizione è una forma di espropriazione non autorizzata del patrimonio culturale di proprietà privata a partire dalle murature portanti in elevazione costruite da secoli di sudori dagli abitanti e dai loro parenti emigrati all’estero, muri di elevazione invece facilmente consolidabili e recuperabili.

Esempi sono infatti le porzioni di muri portanti che sostenevano absidi, cupole, navate che valgono tanto quanto le case degli abitanti di Paganica in Via salita del castello e in Via dei Frati; come le mura portanti degli edifici della Piazza di San Gregorio compresa la Chiesa (la cui abside è ancora in piedi e per la quale urge la messa in sicurezza), e così come le case storiche di Castelnuovo lungo Via San Giovanni.

Sia gli elaborati su questa metodologia riguardanti alcuni aggregati consegnati dalla Donau al comune dell’Aquila, e sia i rilievi e gli elaborati progettuali in corso per la preparazione di cantieri pilota e simultanei su più edifici, hanno disegnato tutti gli elementi decorativi delle facciate e i reperti lapidei di pregio a terra.

Tale esempio di catalogazione contemporaneamente al disegno delle abitazioni da ricostruire, prevede lo stoccaggio presso le proprietà di questo patrimonio architettonico.

Questo patrimonio architettonico anche minuto, è costiuito da resti di stucchi, di portali in pietra, di portoni in legno, di archi, di resti di volte di elementi lapidei squadrati utilizzabili per il completamento di murature antisismiche.

Non si tratta infatti di demolire edifici, ma di smontarli pezzo su pezzo, se necessario, al fine del recupero di murature di pregio.

Non si tratta di sgombero e rimozione di “macerie”, ma di catalogazione e selezione di elementi architettonici di pregio e anche di quell’architettura minore che ha comunque valore, materiale inerte e rifiuti generalmente metallici .

Come il cantiere di Santa Maria Paganica viene trattato in questo momento come fosse un’area archeologica, ovvero con attenzione scientifica, così i borghi storici vanno trattati con le stesse attenzioni adottate nelle aree archeologiche.

Questo metodo inquadra la ricostruzione nelle tecniche del restauro urbano più che in quello semplificatorio di demolizione e ricostruzione garantendo il futuro turismo culturale dell’Abruzzo.

I lontani depositi di macerie previsti non permettono di rendere i cantieri di restauro e ricostruzione convenientemente economici rispetto a depositi invece individuati a ridosso degli edifici dei palazzi dei borghi.

Per questa opera di restauro la Donau Universitat coordinata dal prof.arch Pirzio-Biroli e dal dipl. arch. Hanus, ritiene urgente l’apertura di una scuola di restauro e di lavorazione della pietra possibilmente da realizzarsi presso l’antica cava di Poggio Picenze o di Tornimparte.

Questo programma di minuziosa progettazione di recupero e restauro dei borghi storici lungo il Tratturo Magno, ridurrebbe il traffico dei mezzi pesanti risolvendo per due terzi il problema del trasporto delle macerie, e renderebbe supeflue possibili varianti infrastrutturali dannose per la conservazione del paesaggio del Tratturo, patrimonio dell’umanità.


foto Yar Man, nov 2012

L’Aquila in diretta

webcam da www.MeteoAQuilano.it
da www.caputfrigoris.it

il sismografo di Massimo

che sia sempre "piatto" e giallo ! immagine "on-line" da http://www.laquilaemotion.it/sismografo/laquilaemotion/sismotion.html

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