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porta Napoli – opere di restauro e recupero ambientale

Progetto di miglioramento sismico della struttura muraria di “Porta Napoli” presso L’Aquila, danneggiata a seguito degli eventi sismici del 06.04.09

di RICCARDO VETTURINI, su http://europaconcorsi.com, 14 nov.

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Porta Napoli © Riccardo Vetturini . Pubblicata il 14 Novembre 2012.

Porta Napoli è tra le porte che fanno parte della medievale cinta muraria aquilana, quella più imponente; fu ricostruita nel 1820 su impianto di una precedente porta rinascimentale con i metariali di risulta della chiesa di San Lorenzo de Porcinari, quest’ultima demolita nel 1811 per consentire il collegamento con le realizzazioni infrastrutturali e urbanistiche del periodo. 

Rilievo del danno A seguito del sisma del 2009 Porta Napoli ha subito notevoli danni provocati dalla eterogeneità dei materiali, dai diversi e complessi momenti costruttivi e soprattutto dalla forma non regolare dell’edificio. il gioco squilibrato che intercorre tra masse diverse e alternanza tra pieni e vuoti ha contribuito ad accentuare l’azione cinetica del sisma. l’insieme tuttavia ha resistito, soprattutto nella parte centrale; le ali laterali di raccordo tra il volume principale e le mura hanno subito invece dei veri e propri crolli così come è parzialmente crollata l’orditura del tetto e dell’unico vano utile. I danni si possono così riassumere:

  • Dissesto generale dell’impianto murario e del corredo lapideo;
  • crollo del tetto ligneo di copertura del vano sud;
  • crollo del setto murario sud di raccordo e sostegno del tetto;
  • crollo del setto murario opposto di raccordo;
  • crollo del setto murario di raccordo, nord;
  • crollo di un tratto di corredo lapideo non sostanziale.
Foto 1

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© Riccardo Vetturini . Pubblicata il 14 Novembre 2012.

Intervento di recupero Proprio per i gravi danni che Porta Napoli ha subito a causa del sisma è stato immediato l’intervento di messa in sicurezza. Le opere provvisionali di puntellamento sono state eseguite dai Vigili del Fuoco e sono state adeguate ed opportunamente realizzate per essere utilizzate anche come ponteggiature di servizio per la realizzazione dei lavori di consolidamento e restauro. Gli interventi di recupero si possono così riassumere:

  • raccolta, cernita e ricomposizione a terra di tutti gli elementi lapidei del partito architettonico che ne costituiva la facies sui due lati della Porta (versante nord e versante sud);
  • smontaggio dell’apparato decorativo rimasto in situ lesionato ed in fase di distacco dal nucleo murario;
  • ricostruzione delle murature crollate, reintegrazione, consolidamento di tutte le porzioni murarie restanti;
  • posizionamento di opportune tirantature di contrasto;
  • ricomposizione del paramento lapideo anche attraverso reintegrazioni di conci distrutti durante il crollo;
  • consolidamento della volta del fornice e risistemazione della struttura secondaria del tetto con revisione del manto di copertura;
  • svuotamento e pulitura estradossale della volta del fornice con posizionamento di fibre di consolidamento;
  • pulitura, reintegrazione, consolidamento, protezione e riequilibratura cromatica delle intonacature e dell’intero apparato lapideo.
Foto 2

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© Riccardo Vetturini . Pubblicata il 14 Novembre 2012.

La presente si riferisce all’intervento di ripristino, restauro statico e miglioramento sismico del complesso monumentale “Porta Napoli” in L’Aquila gravemente danneggiato dalla crisi sismica del 06.04.2009. Lo stato di danno di “Porta Napoli” è tanto grave da aver richiesto nei giorni immediatamente dopo l’evento sismico un pronto intervento da parte della protezione civile e vigili del fuoco. Le parti rimaste prossime al collasso sono state poste in sicurezza da una struttura articolata di puntellazione con il sistema tubo-giunto. La non accessibilità del complesso per i crolli subiti, la presenza della puntellazione che celava completamente ciò che era rimasto della Porta hanno condizionato la definizione della progettazione che si è sviluppata sulla base della copiosa documentazione fotografica precedente al sisma e immediatamente dopo l’evento.

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© Riccardo Vetturini . Pubblicata il 14 Novembre 2012.
Foto 3 – 4

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© Riccardo Vetturini . Pubblicata il 14 Novembre 2012.

Il complesso “Porta Napoli” è ciò che rimane dell’antica cinta muraria della città di L’Aquila, in particolare di uno degli accessi meridionali alla città. E’ costituita da due ampie e corpose spalle che costituiscono il cassero difensivo e l’ingresso alla città coperto da una volta che insiste su queste due spalle. Sul fianco destro (guardando dall’esterno) è presente un piccolo locale ad un solo livello con una copertura lignea. Al di sopra la volta che copre l’ingresso è presente un piccolo vano inaccessibile che si interpone tra la volta stessa e la copertura. L’intero complesso è costruito in pietrame composto in maniera caotica, privo di filari orizzontali e cantonali ben organizzati. Sono presenti molteplici conci lapidei squadrati e regolari che costituiscono di fatto solo un rivestimento decorativo senza di fatto un efficace connessione o ammorsatura con il corpo murario principale. Stato di danno e cause del dissesto Lo stato di danno del complesso “Porta Napoli” è particolarmente grave, di fatto c’è stato il crollo quasi totale delle porzioni murarie di estremità e la disgregazione di ampie porzioni dei rivestimenti di pietra calcarea che costituivano le lesene e le cornici ornamentali della porta. Il piccolo locale a destra è inaccessibile a causa del crollo di ampie porzioni murarie e della caduta della struttura lignea all’interno del locale stesso. Seriamente danneggiata è anche la struttura della volta, che seppur non ha subito crolli è severamente segnata da profonde lesioni di ampiezza centimetrica. La sommità della porta è costruita con una cordolatura in c.a. che chiude in testa la porta. Dall’analisi della documentazione fotografica si desume che la realizzazione di detta cordolatura ha modificato l’altezza originaria della sommità della porta. Ciò che ad oggi resta è quanto è stato possibile salvare con il pronto intervento eseguito nei giorni immediatamente dopo il sisma dalla protezione civile, vigili del fuoco. Per evitare il definitivo collasso è stato predisposto un articolata struttura in tubo giunto che di fatto sostiene le parti rimaste, pericolanti.Le cause del dissesto sono riconducibili alla scarsa qualità muraria con cui è stata concepita e realizzata la Porta. Si rileva come l’input sismico abbia innescato una disgregazione muraria che nelle appendici esterne ha provocato il crollo. Dal quadro fessurativo delle porzioni rimaste, sempre analizzando le foto disponibili, si rileva uno stato deformativo della muratura che coincide con un rigonfiamento a metà altezza delle pareti per poi chiudersi fino ad annullarsi in sommità e al piede. Il meccanismo di collasso principale appare quindi riconducibile alla disgregazione della muratura a seguito dell’evento sismico che è stato “trattenuto” in sommità dalla presenza del cordolo e alla base dalla struttura di fondazione incastrata nel terreno. Le appendici non avendo detto ritegno in sommità sono completamente crollate. Interventi di ripristino, restauro statico e miglioramento sismico La proposta di intervento deve ovviamente conciliare le esigenze della sicurezza con la compatibilità delle stesse con la valenza monumentale del monumento, sebbene seriamente danneggiato. L’intervento proposto riguarda innanzi tutto la ricostruzione in muratura delle parti crollate per la ricostituzione delle parti mancanti avendo cura di ben ammorsare la parti costruite ex novo con quanto rimane. Di fatto questa “cucitura” tra ricostruito ed esistente è fondamentale per una continuità strutturale del manufatto. A tale scopo verrà eseguito una bonifica della muratura esistente mediante iniezioni di calce idraulica a saturare le cavità e i vuoti nella muratura esistente consolidandola. Inoltre per introdurre un elemento resistente a trazione che impedisca il rigonfiamento e crollo delle corpose spalle murarie si prevedono dei tiranti in acciaio all’interno dello stesso spessore murario eseguiti mediante perforazioni e successiva sigillatura del foro armato con malta resistente. Queste cuciture ripetute in più punti e a diversa altezza confinano dall’interno la struttura muraria del complesso. E’ inoltre previsto la ricostruzione della copertura sia della porta che del locale a destra con una struttura lignea e tavolato. L’intervento si completa con la ricostituzione del paramento lapideo di rivestimento che dovrà essere efficacemente ammorsato alla compagine muraria interna sia con ammorsature che microcuciture armate di fissaggio.

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porta Napoli

da http://www.cityrumors.it, 11 nov.

(foto Eleonora Floris)

A tre anni e mezzo dal terremoto torna di nuovo percorribile uno degli ingressi principali alla città grazie a un complesso intervento di recupero finanziato interamente dalla Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila.

Sono serviti un anno  e mezzo di lavori e un finanziamento di quasi 380mila euro per restituire alla città e ai suoi abitanti uno dei luoghi simbolo e riaprire al traffico i due viali di Porta Napoli e Francesco Crispi. Uno dei monumenti maggiormente danneggiati dal sisma del 6 aprile 2009 da oggi torna agli antichi splendori grazie a un sapiente intervento di restauro che ci restituisce l’originario aspetto sia per quanto riguarda la struttura, sia per l’apparato decorativo e che per la cromia delle murature. Utilizzando le opere provvisionali di puntellamento, eseguite dai Vigili del Fuoco, anche come ponteggiature, si è intervenuti con un attento lavoro di consolidamento attraverso il posizionamento di opportune tirantature di contrasto eseguendo così anche il necessario adeguamento sismico; si è poi passati alla ricostituzione del paramento lapideo anche attraverso la reintegrazione di conci distrutti dal sisma, per concludere con la pulitura, reintegrazione, consolidamento, protezione e riequilibratura cromatica delle intonacature e dell’intero edificio.

[….]

L’intervento di recupero di Porta Napoli ha avuto come progettisti l’Ing. Giacomo Di Marco e l’Arch. Giuseppe Chiarizia, è stato seguito dai funzionari e tecnici della Direzione Regionale per i Beni Culturali e  Paesaggistici dell’Abruzzo e della Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici per l’Abruzzo Arch. Marcello Marchetti e geom. Giuseppe Scarsella. I lavori di recupero sono stati eseguiti dal Consorzio Stabile AbruzzoLavori.

EPPURE, LI’ ACCANTO….

da Antonio Gasbarrini, su FaceBook: “A qualche decina di metri, sullo sfondo, Porta Napoli. Nella scarpata, tra rovi e arbusti, una “pietra preziosa“. Fatta da me vedere, a cerimonia conclusa, al Direttore dei Beni Culturali Magani: è rimasto di stucco. E i plaudenti aquilani?”

riapre

 

porta Napoli

Porta Napoli riapre a settembre dopo i restauri

di Michela Corridore, da http://ilcentro.gelocal.it, 17 ago

Lavori in ritardo a causa del passaggio di competenze finanziamento della Fondazione Carispaq per 400mila euro

Ad assicurarlo sono i progettisti del lavoro di restauro e consolidamento, cominciato a settembre 2011. Le opere, che sarebbero dovute durare pochi mesi, hanno subìto notevoli ritardi a causa di difficoltà incontrate nel corso del restauro. La Fondazione Carispaq, che ha finanziato il lavoro, dopo una prima tranche di 250mila euro, ha dovuto “sborsarne” altri 125.600 per interventi inizialmente non preventivati. In totale il restauro della porta di accesso alla città, una delle più preziose della cinta muraria, costerà 375.600 euro. La porta ha subìto notevoli danni dal terremoto con il crollo di parte dei muraglioni laterali e lesioni sulla struttura dell’arco. Le operazioni di restauro sono cominciate con il vicecommissario per i Beni culturali Luciano Marchetti, che le ha seguite in prima persona e ha sottoscritto la convenzione con la Fondazione Carispaq, e sono state affidate al funzionario della Soprintendenza Marcello Marchetti, che ha la responsabilità del procedimento e si occupa della direzione dei lavori. Con la fine del commissariamento è stato necessario un passaggio completo di competenze alla Soprintendenza. L’intervento prevedeva il consolidamento della struttura e l’installazione di «tirantature» di rinforzo, oltre alla cernita e alla catalogazione delle pietre crollate per effettuare la ricomposizione del partito architettonico della porta in maniera quanto più possibile simile all’originale.

«I puntellamenti dei vigili del fuoco, in un primo momento, hanno impedito una valutazione completa del danno», ha spiegato il responsabile del procedimento. «Solo in corso d’opera ci siamo resi conto delle difficoltà nel consolidamento. Gran parte della porta era crollata, ma siamo riusciti a recuperare quasi tutto il materiale lapideo e a ricostruire le zone mancanti. Per di più abbiamo dovuto interrompere i lavori nel periodo invernale». Attualmente la parte destra, all’interno e all’esterno delle mura, è completa, mentre la parte sinistra è in lavorazione. Resta da intervenire sull’arco, consolidare la volta e il tetto della porta.

[…..]

Anche detta Porta San Ferdinando in onore di Ferdinando II delle Due Sicilie, Porta Napoli costituisce l’estremità di viale Crispi, a sua volta prosecuzione naturale del Corso. Venne realizzata nel 1820 con i materiali di risulta della chiesa di San Lorenzo de’ Porcinari, demolita nel 1811 e si inserisce nell’ambito di un progetto di ampliamento del nucleo urbano intra moenia verso il cosiddetto Campo di Fossa, proseguito poi durante tutto l’Ottocento con la creazione di giardini, edifici pubblici e ville private. È costituita da un arco a sesto acuto in pietra incanalata tra lesene; ai lati è completata da due muraglioni di fattura tardo barocca.


foto Yar Man, nov 2012

L’Aquila in diretta

webcam da www.MeteoAQuilano.it
da www.caputfrigoris.it

il sismografo di Massimo

che sia sempre "piatto" e giallo ! immagine "on-line" da http://www.laquilaemotion.it/sismografo/laquilaemotion/sismotion.html

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