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parco urbano piazza d’Armi

di IPOSTUDIO ARCHITETTI , CAPSTUDIOARCHITETTI su http://europaconcorsi.com

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© Ipostudio Architetti . Pubblicata il 04 Luglio 2012.

Un parco urbano, oggi, come si manifesta? Che significato assume all’interno del sistema della città? In particolare, come esso deve costituirsi a L’Aquila, oggi, dopo la tragedia? E’ a tutte queste domande che il progetto deve una risposta. Il parco urbano nella struttura della città si costituisce come elemento antinodale/periferico (ad esempio, il parco delle cascine a Firenze). Di fatto esso è la negazione della città, come vuoto contrapposto al pieno, natura contrapposta all’artificio.

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© Ipostudio Architetti . Pubblicata il 04 Luglio 2012.

Nei secoli la tradizione ha concepito parchi e giardini urbani “disegnati”, dove il senso di un assoluto controllo della natura attraverso il disegno: giardino all’italiana, parco romantico, ecc.. Il parco urbano contemporaneo, oggi, è certamente un luogo antinodale dal punto di vista strutturale,. ma di fatto esso è uno dei luoghi centrali della città contemporanea, costituita infatti di elementi policentrici. Esso si costituisce in particolare come alter ego della città costruita, come appunto uno dei luoghi centrali dove vengono svolti funzioni e usi specifici e particolari.

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schemmi

© Ipostudio Architetti . Pubblicata il 04 Luglio 2012.

Perché in questo tempo un parco urbano deve rispondere a esigenze diverse, e costituirsi come spazio e come luogo disponibile e flessibile. In questo senso possiamo e dobbiamo immaginare un parco urbano contemporaneo come una matrice disponibile ad assumere configurazioni varie, nel tempo e nello spazio. Non una struttura “disegnata”, ma appunto un diagramma dove lo spostamento e la modificazione di un componente, non compromette mai la struttura d’insieme del parco. Una piattaforma che si rende disponibile alla città, agli usi correnti, dalla contemplazione della natura, allo sport, all’incontro, alla lettura, allo stare, al pic-nic, e così via, dove ciascun cittadino possa disporre di questo spazio a propria immagine e somiglianza, senza che lo spazio si imponga su di lui. Potremmo quasi definire un parco urbano contemporaneo come la metafora di uno spazio “democratico” della città. Ma tutto ciò, come può oggi costituirsi e manifestarsi a L’Aquila? A piazza d’armi? Oggi, dopo la tragedia?

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© Ipostudio Architetti . Pubblicata il 04 Luglio 2012.

La risposta da un lato è semplice e contemporaneamente complessa. Da una parte, non può che manifestarsi come in qualsiasi altro luogo e qualsiasi altra area contemporanea. Non possiamo, però, sottrarci alla responsabilità di indicare una sua specifica modalità, proprio perché a piazza d’armi, e per il significato che questo luogo ha assunto nella storia recente di questa città. E dunque oltre agli elementi della piattaforma, della matrice, diventa indispensabile che il parco assuma con questo grande grado di libertà, la presenza di un segno, di una configurazione, capace di rammemorare e dare quel valore aggiunto che farà del parco urbano di piazza d’armi un luogo identitario e autentico. Questo segno è rappresentato da un segno unico e perentorio rappresentato da una faglia, una frattura, un cretto ricomposto dall’acqua che l’attraversa.

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la fontana

© Ipostudio Architetti . Pubblicata il 04 Luglio 2012.

COMPARTO B | IL PARCO Il parco è un programma, fatto di campi e di essenze arboree, di stanze, di acqua, di percorsi e di accessi. Il parco si adagia sul dislivello naturale presente nel sito, e accompagna un leggero sollevamento verso la piazza d’armi, diventando la grande copertura delle opere: il teatro e il parcheggio. I campi fungono da elementi ordinatori che assecondano e modellano il naturale digradare del parco, attraverso una struttura a gradoni, a terrazzamenti sempre uguali e ripetuti, paralleli l’uno all’altro. All’interno di questo programma trovano luogo le diverse aree e attrezzature, organizzate per elementi puntuali, le stanze, e gli accessi all’intera area. Le stanze sono luoghi topici, sono le attrezzature che caratterizzano il parco, sono, cioè, strutture, contenitori di spazi, elementi funzionali e decorativi insieme, come note su un pentagramma, i campi appunto. Al terminale di questo digradare, un leggero sollevamento e ondulazione del terreno copre la struttura del teatro e dei suoi servizi. Ed è solo in questo momento che si offre come fronte edilizio rispetto alla nuova piazza d’armi. Esso è collocato alla fine della frattura proprio perché pensiamo che il rammemorare e la ricomposizione possa essere proprio il teatro, come luogo della rappresentazione della memoria.

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le stanze

© Ipostudio Architetti . Pubblicata il 04 Luglio 2012.

Il parco è una struttura che si costituisce come sistema composto a sua volta da almeno quattro sotto-sistemi: – il sistema dei percorsi e degli accessi; – i campi – il sotto-sistema dell’’acqua – le stanze. Il sistema dei percorsi e degli accessi Il parco è attraversato da un sistema di percorsi capillari che trae origine da un asse longitudinale che collega le testate Nord e Sud, su cui si attestano gli accessi puntuali e pochi parcheggi a raso. Tale asse connette le diverse quote, digradando con una pendenza molto leggera, minore del 4%, per permettere una completa accessibilità a tutti i cittadini. Ad Est l’accesso è segnalato da un altro asse, trasversale e quasi perpendicolare al primo, come unico varco sul limite tra il parco e via Beato Cesidio. Ad ogni terrazzamento corrisponde un percorso pedonale minore, secondario, connesso al primo lungo asse, come costole alla spina, e diventano luogo degli accessi pedonali, moltiplicati su tutto il lato Ovest del parco, alle varie funzioni del parco urbano (il teatro), del comparto A (il parcheggio), e alle varie stanze.

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il cretto

© Ipostudio Architetti . Pubblicata il 04 Luglio 2012.

L’acqua Altro elemento caratterizzante il progetto è l’acqua: la fontana, all’ingresso Nord, crea un percorso d’acqua, un canale che taglia il sistema dei campi e dei percorsi, per gettarsi con una piccola cascata, nella frattura generata in corrispondenza del salto di quota, dove si trova il teatro. L’acqua diventa quindi lo specchio d’acqua su cui le pareti del cretto si riflettono, su cui si affaccia il teatro e dove sgorgano le 309 cannelle. 309 vite. Le stanze L’esperienza di attraversamento del parco è costellata da una serie di luoghi, accessibili dai percorsi pedonali secondari, e si configurano come luoghi di sosta, di sospensione, da un lato, e dove accadono delle cose, come episodi, note musicali di un pentagramma ordinatore. Le stanze sono spazi dedicati: internet point, taekwondo, bar ristoro e servizi, orti, sport, giardino all’italiana e punto di informazione. Pietre, ruderi e macerie del terremoto saranno il materiale usato per la costruzione della fontana, dei muretti a secco dei terrazzamenti dei campi, così come di tutte le altre opere murarie del parco. La tipologia di parco proposto è programmabile, per cui le opere e le attrezzature potranno essere costruite in più fasi. Questo progetto ne prevede la predisposizione, perché le opere possano venire via via realizzate, a seconda delle necessità dell’amministrazione. Tale progetto, per come è concepito, vuole configurarsi come elemento unitario capace di connettere i diversi elementi che lo compongono, attraverso un gesto quasi organico che accoglie e definisce le diverse strutture che ospitano le funzioni del parco. Tale elemento è il parco stesso: terreno e infrastruttura, connessione e frattura, futuro e memoria.

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© Ipostudio Architetti . Pubblicata il 04 Luglio 2012.

Il parco è anche luogo di memoria. Una sola opera d’arte per i due comparti: una fontana all’apice, a segnare l’ingresso Nord, è un muro su cui, per ogni vittima del terremoto, vi è unacannella. 309 cannelle da cui sgorga acqua. La memoria è come una sorgente d’acqua, una fonte a cui tutti noi ci abbeveriamo, che alimenta e dà vita al parco nel suo scorrere, e che, gettandosi nel cretto, ricompone la frattura. Questa presenza articolata è il segno identitario e autentico, in quanto il rammemorare ci aiuta a superare la tragedia.

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© Ipostudio Architetti . Pubblicata il 04 Luglio 2012.

 

Il teatro Il teatro strutturalmente si compone di tre elementi: l’area del foyer e dei servizi annessi, del teatro vero e proprio e del luogo d’ingresso e dei passi perduti, e i servizi tecnici annessi, camerini, sale prove e uffici. Tutti e tre gli elementi stanno sotto questo grande mantello rappresentato da questa grande volta, con tetto verde, che ammanta e copre tutte e tre le aree funzionali. Il teatro si rivolge con la scena verso la piazza d’armi. L’accesso alla struttura avviene sia dalla piazza, sia dall’area antistante il cretto, ed è costituito da un muro di vetro che lascia intravedere tutte le attività che si svolgono al suo interno come richiesto dal bando di concorso. Il teatro come scatola magica, come macchina capace di ridefinire volta per volta, attraverso diverse configurazioni spaziali (ad assetto variabile) le relazioni fra pubblico e scena. Il teatro diventa tutto torre scenica, il graticcio sul soffitto invade anche lo spazio del pubblico, tutto il pavimento è flottante attrezzato, tutto per poter allestire e “pensare” pubblico e scena insieme Per un teatro laboratorio.

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pianta del teatro

© Ipostudio Architetti . Pubblicata il 04 Luglio 2012.

 

Nell’era contemporanea l’architettura teatrale non è finalizzabile soltanto alle funzioni della messa in scena, ma va intesa come centro di accoglienza delle nuove istanze linguistiche e culturali. Un nuovo teatro deve saper rispondere alle esigenze creative e operative delle giovani generazioni, ma saper anche essere spazio predisposto alla formazione e la sperimentazione dei nuovi linguaggi. Nell’era telematica un’architettura teatrale deve possedere le possibilità tecniche e sceniche per permettere la creazione estetica e drammaturgica, che trova nelle applicazioni tecnologico-digitali nuove possibilità espressive, ma soprattutto nuove soluzioni economiche e produttive. Immaginare una struttura teatrale contemporanea non significa realizzare un monumento architettonico come nel passato, quanto pensare a una vera e propria fabbrica dei linguaggi. Progettare un nuovo teatro per la città de L’Aquila significa pensare a una rinascita, che sappia portare con sé la memoria. Un nuovo segno architettonico che dalla tragedia sappia condurre alla catarsi. La città de L’Aquila, ha un’antica tradizione teatrale, non solo per l’importanza del suo Teatro Stabile, ma anche per i gloriosi spazi teatrali ricavati in alcune delle 99 chiese della Città Storica.

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riferimenti

© Ipostudio Architetti . Pubblicata il 04 Luglio 2012.

Oggi si presenta l’opportunità di creare un teatro-laboratorio, dalle molteplici funzioni, che possa concretamente relazionarsi con le realtà creative e produttive del territorio ma anche con le diverse istituzioni dell’Università e delle scuole di Alta Formazione Artistica. Pensiamo a un teatro-laboratorio che per le sue caratteristiche tecnologiche possa svolgere più funzioni e ospitare un’ampia gamma di proposte in grado di connettere la cittadinanza, oltre che con i linguaggi della tradizione, principalmente con le nuove emergenze contemporanee, nei diversi ambiti delle arti e dello spettacolo. Il progetto guarda alle diverse possibilità del rapporto scena/platea, incentivando il confronto artista/fruitore, nel solco delle intuizioni delle Avanguardie Storiche del ‘900 e delle linee estetiche e culturali contemporanee. Il teatro è pensato come un centro per le arti performative. Il teatro è progettato per consentire l’allestimento di spettacoli teatrali con diverse modalità di collocazione scenica. Lo spazio del teatro è pensato come luogo aperto e completamente sovrastato da un sistema di graticcio che permetta l’utilizzazione dell’intero spazio per particolari allestimenti. Esso è predisposto tecnologicamente per poter avere la scena frontale con platea per totali 500 posti (SCENA TRADIZIONALE)

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© Ipostudio Architetti . Pubblicata il 04 Luglio 2012.

Infine è trasformabile in due platee e due palchetti laterali, per spettacoli a scena centrale, per un totale di 470 posti (Es. spettacoli Eugenio Barba, Motus, Krypton) La grande flessibilità della struttura del teatro è realizzata attraverso lo spostamento di tutta la galleria principale, l’intera gradinata, che scivola all’interno di una parete contenitore. Lo scorrimento è assicurato da binari e ruote motorizzate. Allo stesso modo sui lati lunghi del teatro, in altri contenitori, sono disposti a piccole gtradonate tre serie di poltrone che si palesano solo attraverso l’apertura e il sollevamento di un bandone. Queste modalità consentono l’uso delle due modalità principali. Nello stesso tempo questo spazio-laboratorio è trasformabile, alla bisogna, in tre platee per spettacoli di danza contemporanea, e può diventare anche disponibile a sfilate di moda, o ai più diversi usi, tra i quali non ultimo l’esecuzioni di concerti di musica classica e contemporanea. Per quanto riguarda le questioni del concerto, il teatro è pensato con la possibilità di aprire la scena sulla piazza d’armi, o attraverso l’apertura di grandi portelloni e l’eventuale scorrimento del palco, o altrimenti la costruzione di un palco all’esterno, comunque protetto dalla grande volta della copertura, tale da il confronto artista/fruitore, nel solco delle intuizioni delle Avanguardie Storiche del ‘900 e delle linee estetiche e culturali contemporanee. Il teatro è pensato come un centro per le arti performative.

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© Ipostudio Architetti . Pubblicata il 04 Luglio 2012.

 

Questo possibilità potrebbe significare per L’Aquila un potenziale culturale ed economico molto importante, perché di luoghi pensati e attrezzati per i grandi raduni concertistici all’aperto, sia classico, che jazz, che contemporaneo, in Italia ne esistono pochi E sicuramente nessuno nell’Italia centrale. E’ possibile immaginare che questo stesso spazio disponibile per attività teatrali e in generale spettacoli, possa trasformarsi in uno spazio multimediale ed essere predisposto per multiproiezioni su tutti i lati, convention e particolari performance, e consentire, inoltre, la predisposizione di sistemi di spazializzazione acustica e visuale.

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© Ipostudio Architetti . Pubblicata il 04 Luglio 2012.

 

Dal punto di vista illuminotecnico e scenotecnico è auspicabile l’utilizzazione di americane elettriche carrellabili sull’intera superficie della graticcia, per il sollevamento degli apparecchi elettrici (teste mobili computerizzate) e il sollevamento degli oggetti scenici, comprese quinte, fondali, schermi, etc. Naturalmente tutto ciò è parte di un progetto di approfondimento che solo una fase esecutiva consente di definire. Un teatro laboratorio di fatto si costituisce come luogo di produzione teatrale, ma consente anche la possibilità di allestire set televisivi e cinematografici per la produzione di audio-video. A questo proposito, la terza componente del sistema del teatro è rappresentato da una serie di laboratori, per corsi di formazione sui mestieri dello spettacolo, laboratorio di danza…

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prospetto principale

© Ipostudio Architetti . Pubblicata il 04 Luglio 2012.

 

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© Ipostudio Architetti . Pubblicata il 04 Luglio 2012.

chi progetta …. e chi fa

A febbraio 2012 il Comune dell’Aquila ha pubblicato il ” bando parco urbano ” per la riqualificazione dell’area piazza d’Armi.

Nella cartografia allegata ai documenti di gara, sono state ignorate alcune  preesistenze  (ad esempio, questa “meraviglia” del maggio 2010) di cui, forse,  si sarebbe dovuto tenere conto e “informare” i concorrenti.

Per non parlare di progetti e studi di fattibilità di uso dell’area , più o meno  fantasiosi che nel frattempo hanno fatto bella mostra di sè (giugno 2010) e senza che si sia tenuto alcun conto dei risultati e delle proposte progettuali, alcune piuttosto interessanti, di un Concorso di idee bandito dall’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di L’Aquila nel 2006, dal suggestivo titolola porta della città“. 

Nei giorni scorsi, è stata annunciata la chiusura del Concorso, che ha visto la partecipazione di numerosi (33) concorrenti di tutta Italia, e anche di Spagna e Polonia. Siamo ansiosi di vedere i risultati del Concorso. E fiduciosi che vincerà il migliore.

Nel frattempo, si “costruisce”


foto Yar Man, nov 2012

L’Aquila in diretta

webcam da www.MeteoAQuilano.it
da www.caputfrigoris.it

il sismografo di Massimo

che sia sempre "piatto" e giallo ! immagine "on-line" da http://www.laquilaemotion.it/sismografo/laquilaemotion/sismotion.html

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Massimo Giuliani: “Il primo terremoto di Internet” (libro o e-book)



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