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da parcourbanopiazzad’armi di Ipostudio/Capstudio

 

parco urbano piazza d’Armi

di IPOSTUDIO ARCHITETTI , CAPSTUDIOARCHITETTI su http://europaconcorsi.com

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© Ipostudio Architetti . Pubblicata il 04 Luglio 2012.

Un parco urbano, oggi, come si manifesta? Che significato assume all’interno del sistema della città? In particolare, come esso deve costituirsi a L’Aquila, oggi, dopo la tragedia? E’ a tutte queste domande che il progetto deve una risposta. Il parco urbano nella struttura della città si costituisce come elemento antinodale/periferico (ad esempio, il parco delle cascine a Firenze). Di fatto esso è la negazione della città, come vuoto contrapposto al pieno, natura contrapposta all’artificio.

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© Ipostudio Architetti . Pubblicata il 04 Luglio 2012.

Nei secoli la tradizione ha concepito parchi e giardini urbani “disegnati”, dove il senso di un assoluto controllo della natura attraverso il disegno: giardino all’italiana, parco romantico, ecc.. Il parco urbano contemporaneo, oggi, è certamente un luogo antinodale dal punto di vista strutturale,. ma di fatto esso è uno dei luoghi centrali della città contemporanea, costituita infatti di elementi policentrici. Esso si costituisce in particolare come alter ego della città costruita, come appunto uno dei luoghi centrali dove vengono svolti funzioni e usi specifici e particolari.

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© Ipostudio Architetti . Pubblicata il 04 Luglio 2012.

Perché in questo tempo un parco urbano deve rispondere a esigenze diverse, e costituirsi come spazio e come luogo disponibile e flessibile. In questo senso possiamo e dobbiamo immaginare un parco urbano contemporaneo come una matrice disponibile ad assumere configurazioni varie, nel tempo e nello spazio. Non una struttura “disegnata”, ma appunto un diagramma dove lo spostamento e la modificazione di un componente, non compromette mai la struttura d’insieme del parco. Una piattaforma che si rende disponibile alla città, agli usi correnti, dalla contemplazione della natura, allo sport, all’incontro, alla lettura, allo stare, al pic-nic, e così via, dove ciascun cittadino possa disporre di questo spazio a propria immagine e somiglianza, senza che lo spazio si imponga su di lui. Potremmo quasi definire un parco urbano contemporaneo come la metafora di uno spazio “democratico” della città. Ma tutto ciò, come può oggi costituirsi e manifestarsi a L’Aquila? A piazza d’armi? Oggi, dopo la tragedia?

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© Ipostudio Architetti . Pubblicata il 04 Luglio 2012.

La risposta da un lato è semplice e contemporaneamente complessa. Da una parte, non può che manifestarsi come in qualsiasi altro luogo e qualsiasi altra area contemporanea. Non possiamo, però, sottrarci alla responsabilità di indicare una sua specifica modalità, proprio perché a piazza d’armi, e per il significato che questo luogo ha assunto nella storia recente di questa città. E dunque oltre agli elementi della piattaforma, della matrice, diventa indispensabile che il parco assuma con questo grande grado di libertà, la presenza di un segno, di una configurazione, capace di rammemorare e dare quel valore aggiunto che farà del parco urbano di piazza d’armi un luogo identitario e autentico. Questo segno è rappresentato da un segno unico e perentorio rappresentato da una faglia, una frattura, un cretto ricomposto dall’acqua che l’attraversa.

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la fontana

© Ipostudio Architetti . Pubblicata il 04 Luglio 2012.

COMPARTO B | IL PARCO Il parco è un programma, fatto di campi e di essenze arboree, di stanze, di acqua, di percorsi e di accessi. Il parco si adagia sul dislivello naturale presente nel sito, e accompagna un leggero sollevamento verso la piazza d’armi, diventando la grande copertura delle opere: il teatro e il parcheggio. I campi fungono da elementi ordinatori che assecondano e modellano il naturale digradare del parco, attraverso una struttura a gradoni, a terrazzamenti sempre uguali e ripetuti, paralleli l’uno all’altro. All’interno di questo programma trovano luogo le diverse aree e attrezzature, organizzate per elementi puntuali, le stanze, e gli accessi all’intera area. Le stanze sono luoghi topici, sono le attrezzature che caratterizzano il parco, sono, cioè, strutture, contenitori di spazi, elementi funzionali e decorativi insieme, come note su un pentagramma, i campi appunto. Al terminale di questo digradare, un leggero sollevamento e ondulazione del terreno copre la struttura del teatro e dei suoi servizi. Ed è solo in questo momento che si offre come fronte edilizio rispetto alla nuova piazza d’armi. Esso è collocato alla fine della frattura proprio perché pensiamo che il rammemorare e la ricomposizione possa essere proprio il teatro, come luogo della rappresentazione della memoria.

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le stanze

© Ipostudio Architetti . Pubblicata il 04 Luglio 2012.

Il parco è una struttura che si costituisce come sistema composto a sua volta da almeno quattro sotto-sistemi: – il sistema dei percorsi e degli accessi; – i campi – il sotto-sistema dell’’acqua – le stanze. Il sistema dei percorsi e degli accessi Il parco è attraversato da un sistema di percorsi capillari che trae origine da un asse longitudinale che collega le testate Nord e Sud, su cui si attestano gli accessi puntuali e pochi parcheggi a raso. Tale asse connette le diverse quote, digradando con una pendenza molto leggera, minore del 4%, per permettere una completa accessibilità a tutti i cittadini. Ad Est l’accesso è segnalato da un altro asse, trasversale e quasi perpendicolare al primo, come unico varco sul limite tra il parco e via Beato Cesidio. Ad ogni terrazzamento corrisponde un percorso pedonale minore, secondario, connesso al primo lungo asse, come costole alla spina, e diventano luogo degli accessi pedonali, moltiplicati su tutto il lato Ovest del parco, alle varie funzioni del parco urbano (il teatro), del comparto A (il parcheggio), e alle varie stanze.

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il cretto

© Ipostudio Architetti . Pubblicata il 04 Luglio 2012.

L’acqua Altro elemento caratterizzante il progetto è l’acqua: la fontana, all’ingresso Nord, crea un percorso d’acqua, un canale che taglia il sistema dei campi e dei percorsi, per gettarsi con una piccola cascata, nella frattura generata in corrispondenza del salto di quota, dove si trova il teatro. L’acqua diventa quindi lo specchio d’acqua su cui le pareti del cretto si riflettono, su cui si affaccia il teatro e dove sgorgano le 309 cannelle. 309 vite. Le stanze L’esperienza di attraversamento del parco è costellata da una serie di luoghi, accessibili dai percorsi pedonali secondari, e si configurano come luoghi di sosta, di sospensione, da un lato, e dove accadono delle cose, come episodi, note musicali di un pentagramma ordinatore. Le stanze sono spazi dedicati: internet point, taekwondo, bar ristoro e servizi, orti, sport, giardino all’italiana e punto di informazione. Pietre, ruderi e macerie del terremoto saranno il materiale usato per la costruzione della fontana, dei muretti a secco dei terrazzamenti dei campi, così come di tutte le altre opere murarie del parco. La tipologia di parco proposto è programmabile, per cui le opere e le attrezzature potranno essere costruite in più fasi. Questo progetto ne prevede la predisposizione, perché le opere possano venire via via realizzate, a seconda delle necessità dell’amministrazione. Tale progetto, per come è concepito, vuole configurarsi come elemento unitario capace di connettere i diversi elementi che lo compongono, attraverso un gesto quasi organico che accoglie e definisce le diverse strutture che ospitano le funzioni del parco. Tale elemento è il parco stesso: terreno e infrastruttura, connessione e frattura, futuro e memoria.

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© Ipostudio Architetti . Pubblicata il 04 Luglio 2012.

Il parco è anche luogo di memoria. Una sola opera d’arte per i due comparti: una fontana all’apice, a segnare l’ingresso Nord, è un muro su cui, per ogni vittima del terremoto, vi è unacannella. 309 cannelle da cui sgorga acqua. La memoria è come una sorgente d’acqua, una fonte a cui tutti noi ci abbeveriamo, che alimenta e dà vita al parco nel suo scorrere, e che, gettandosi nel cretto, ricompone la frattura. Questa presenza articolata è il segno identitario e autentico, in quanto il rammemorare ci aiuta a superare la tragedia.

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© Ipostudio Architetti . Pubblicata il 04 Luglio 2012.

 

Il teatro Il teatro strutturalmente si compone di tre elementi: l’area del foyer e dei servizi annessi, del teatro vero e proprio e del luogo d’ingresso e dei passi perduti, e i servizi tecnici annessi, camerini, sale prove e uffici. Tutti e tre gli elementi stanno sotto questo grande mantello rappresentato da questa grande volta, con tetto verde, che ammanta e copre tutte e tre le aree funzionali. Il teatro si rivolge con la scena verso la piazza d’armi. L’accesso alla struttura avviene sia dalla piazza, sia dall’area antistante il cretto, ed è costituito da un muro di vetro che lascia intravedere tutte le attività che si svolgono al suo interno come richiesto dal bando di concorso. Il teatro come scatola magica, come macchina capace di ridefinire volta per volta, attraverso diverse configurazioni spaziali (ad assetto variabile) le relazioni fra pubblico e scena. Il teatro diventa tutto torre scenica, il graticcio sul soffitto invade anche lo spazio del pubblico, tutto il pavimento è flottante attrezzato, tutto per poter allestire e “pensare” pubblico e scena insieme Per un teatro laboratorio.

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pianta del teatro

© Ipostudio Architetti . Pubblicata il 04 Luglio 2012.

 

Nell’era contemporanea l’architettura teatrale non è finalizzabile soltanto alle funzioni della messa in scena, ma va intesa come centro di accoglienza delle nuove istanze linguistiche e culturali. Un nuovo teatro deve saper rispondere alle esigenze creative e operative delle giovani generazioni, ma saper anche essere spazio predisposto alla formazione e la sperimentazione dei nuovi linguaggi. Nell’era telematica un’architettura teatrale deve possedere le possibilità tecniche e sceniche per permettere la creazione estetica e drammaturgica, che trova nelle applicazioni tecnologico-digitali nuove possibilità espressive, ma soprattutto nuove soluzioni economiche e produttive. Immaginare una struttura teatrale contemporanea non significa realizzare un monumento architettonico come nel passato, quanto pensare a una vera e propria fabbrica dei linguaggi. Progettare un nuovo teatro per la città de L’Aquila significa pensare a una rinascita, che sappia portare con sé la memoria. Un nuovo segno architettonico che dalla tragedia sappia condurre alla catarsi. La città de L’Aquila, ha un’antica tradizione teatrale, non solo per l’importanza del suo Teatro Stabile, ma anche per i gloriosi spazi teatrali ricavati in alcune delle 99 chiese della Città Storica.

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riferimenti

© Ipostudio Architetti . Pubblicata il 04 Luglio 2012.

Oggi si presenta l’opportunità di creare un teatro-laboratorio, dalle molteplici funzioni, che possa concretamente relazionarsi con le realtà creative e produttive del territorio ma anche con le diverse istituzioni dell’Università e delle scuole di Alta Formazione Artistica. Pensiamo a un teatro-laboratorio che per le sue caratteristiche tecnologiche possa svolgere più funzioni e ospitare un’ampia gamma di proposte in grado di connettere la cittadinanza, oltre che con i linguaggi della tradizione, principalmente con le nuove emergenze contemporanee, nei diversi ambiti delle arti e dello spettacolo. Il progetto guarda alle diverse possibilità del rapporto scena/platea, incentivando il confronto artista/fruitore, nel solco delle intuizioni delle Avanguardie Storiche del ‘900 e delle linee estetiche e culturali contemporanee. Il teatro è pensato come un centro per le arti performative. Il teatro è progettato per consentire l’allestimento di spettacoli teatrali con diverse modalità di collocazione scenica. Lo spazio del teatro è pensato come luogo aperto e completamente sovrastato da un sistema di graticcio che permetta l’utilizzazione dell’intero spazio per particolari allestimenti. Esso è predisposto tecnologicamente per poter avere la scena frontale con platea per totali 500 posti (SCENA TRADIZIONALE)

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© Ipostudio Architetti . Pubblicata il 04 Luglio 2012.

Infine è trasformabile in due platee e due palchetti laterali, per spettacoli a scena centrale, per un totale di 470 posti (Es. spettacoli Eugenio Barba, Motus, Krypton) La grande flessibilità della struttura del teatro è realizzata attraverso lo spostamento di tutta la galleria principale, l’intera gradinata, che scivola all’interno di una parete contenitore. Lo scorrimento è assicurato da binari e ruote motorizzate. Allo stesso modo sui lati lunghi del teatro, in altri contenitori, sono disposti a piccole gtradonate tre serie di poltrone che si palesano solo attraverso l’apertura e il sollevamento di un bandone. Queste modalità consentono l’uso delle due modalità principali. Nello stesso tempo questo spazio-laboratorio è trasformabile, alla bisogna, in tre platee per spettacoli di danza contemporanea, e può diventare anche disponibile a sfilate di moda, o ai più diversi usi, tra i quali non ultimo l’esecuzioni di concerti di musica classica e contemporanea. Per quanto riguarda le questioni del concerto, il teatro è pensato con la possibilità di aprire la scena sulla piazza d’armi, o attraverso l’apertura di grandi portelloni e l’eventuale scorrimento del palco, o altrimenti la costruzione di un palco all’esterno, comunque protetto dalla grande volta della copertura, tale da il confronto artista/fruitore, nel solco delle intuizioni delle Avanguardie Storiche del ‘900 e delle linee estetiche e culturali contemporanee. Il teatro è pensato come un centro per le arti performative.

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© Ipostudio Architetti . Pubblicata il 04 Luglio 2012.

 

Questo possibilità potrebbe significare per L’Aquila un potenziale culturale ed economico molto importante, perché di luoghi pensati e attrezzati per i grandi raduni concertistici all’aperto, sia classico, che jazz, che contemporaneo, in Italia ne esistono pochi E sicuramente nessuno nell’Italia centrale. E’ possibile immaginare che questo stesso spazio disponibile per attività teatrali e in generale spettacoli, possa trasformarsi in uno spazio multimediale ed essere predisposto per multiproiezioni su tutti i lati, convention e particolari performance, e consentire, inoltre, la predisposizione di sistemi di spazializzazione acustica e visuale.

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© Ipostudio Architetti . Pubblicata il 04 Luglio 2012.

 

Dal punto di vista illuminotecnico e scenotecnico è auspicabile l’utilizzazione di americane elettriche carrellabili sull’intera superficie della graticcia, per il sollevamento degli apparecchi elettrici (teste mobili computerizzate) e il sollevamento degli oggetti scenici, comprese quinte, fondali, schermi, etc. Naturalmente tutto ciò è parte di un progetto di approfondimento che solo una fase esecutiva consente di definire. Un teatro laboratorio di fatto si costituisce come luogo di produzione teatrale, ma consente anche la possibilità di allestire set televisivi e cinematografici per la produzione di audio-video. A questo proposito, la terza componente del sistema del teatro è rappresentato da una serie di laboratori, per corsi di formazione sui mestieri dello spettacolo, laboratorio di danza…

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prospetto principale

© Ipostudio Architetti . Pubblicata il 04 Luglio 2012.

 

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© Ipostudio Architetti . Pubblicata il 04 Luglio 2012.

piazza d’Armi – “Squarecity” – 2007

di GIULIO AVVENTI&SILVIA BOSCHELLO, STEFANO BARBIERATO, SILVIA BOSCHELLO, su http://europaconcorsi.com

583590516_large © Giulio Avventi&Silvia Boschello . Pubblicata il 30 Gennaio 2007.
340611733_large Museo e piazza del mercato © Giulio Avventi&Silvia Boschello . Pubblicata il 30 Gennaio 2007.

665895918_largeLa riqualificazione della zona di Piazza d’'Armi, secondo i punti contenuti nel bando di concorso, passa a nostro avviso attraverso un elemento unificante: il tema della piazza. Il nostro gruppo di lavoro, che per questo prende il nome di Squarecity, ha elaborato un progetto in cui la piazza viene considerata l’'elemento centrale del fare città. Ispirandoci a questo elemento urbanistico ibrido, in cui coesistono pieno e vuoto, abbiamo saputo collocare e combinare in modo armonico le funzioni richieste: interscambio, direzionalità pubblica e privata, promozione turistica, congressualità, tempo libero e attività complementari. L’'organizzazione del complesso si basa su uno schema a griglia orientato secondo una direttrice nord sud, andando a riprendere il castello dell'’Aquila come riferimento appunto per l'’orientamento, ma non solo anche per la misura che genera la maglia: avendo constatato che il castello può essere inscritto in un quadrato di lato 120m abbiamo lavorato usando una sotto multiplo di questa misura che potesse ordinare la Piazza d’'Armi e potesse dare una misura di progetto agli elementi che siamo andati ad inserire, tutto infatti è sviluppato secondo una griglia di base di modulo 30x 30m. Le diverse piazze (moduli della rete) si adattano inoltre al dislivello naturale del terreno dell'’area di progetto, mettendo l'’accento nella presenza di elementi orizzontali introducendo un solo elemento verticale significativo: la direzionalità privata, questo per soddisfare l’'eventuale richiesta di visibilità per scopi pubblicitari.

Questa rete di piazze sarà un nuovo centro precursore della vita cittadina con una densità tale di elementi strategici da farci attentamente considerare la sua rammagliatura al sistema viario esistente. In conclusione sarà un insieme di moduli che avrà un’’unità d’’insieme ma senza sovrapposizione.: come una rete appunto. L’’utente potrà in modo agevole accedere alla piazza-modulo che gli interessa oppure godere dell’’offerta d’’insieme di sport, ristorazione, cultura, promozione turistica che spostandosi nella rete da una piazza all’’altra.752034072_large1567859198_large1132139312_large443589785_large

parco urbano piazza d’Armi

progetto di MATTIA GAMBARDELLA, MATTHEW EDWARD GETCH, MARIA IOLE GAMBARDELLA, PATRIZIA CAPOCASALE, da http://www.europaconcorsi.com

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© Mattia Gambardella . Pubblicata il 08 Luglio 2012.

L’intervento proposto tratta la riqualificazione di una vasta area denominata Piazza d’Armi da adibire a nuovo centro urbano per l’intrattenimento, lo svago ed il commercio fino al ripristino del limitrofo centro storico della città, oggi abbandonato ed in attesa di essere reso accessibile ai cittadini. La proposta è volta dunque non solo a fornire una immediata risposta alla comunita’ aquilana fornendo un luogo civico dove i cittadini possano proseguire la vita culturale e sociale, ma mira a divenire in futuro un assett turistico importante sul panorama nazionale ed internazionale, una volta che le condizioni di agibilita’ della citta’ verranno ristabilite. Nell’ambito destinato al parco urbano verrà realizzato il Teatro con i relativi servizi, che, così come progettato, rappresenterà l’elemento di raccordo tra la zona sportiva e la nuova piazza e diventera’ il nuovo fulcro della vita cittadina. La “Traccia della Memoria”, una estesa opera artistica seguirà il profilo della piazza raccogliendo al suo interno gli uffici pubblici, la mediateca, la libreria ed infine il teatro. Nell’area attigua alla nuova piazza si svilupperanno un parcheggio interrato contiguo ad un’area destinata ad uffici e direzionale. Lungo iI volume dell’edificio si snodera’ il camminamento aereo affacciato sulla piazza. Questo camminamento, che rappresenterà un punto privilegiato dal quale ammirare il via vai delle persone nella Piazza ed il magnifico paesaggio circostante, definisce, allo stesso tempo, il percorso tecnico di accesso al teatro per l’arrivo di strumentazioni e macchinari scenici. Il parco al suo interno presentera’ diverse aree programmatiche che ne garantiranno l’uso esteso e la varietà di offerta di intrattenimento di svago per famiglie, ragazzi ed anziani. La viabilità è stata pensata in modo da non tagliare il parco urbano con assi veicolari.Il Parco sarà organizzato con un insieme di diversi sentieri, passeggiate e aiuole. Il verde sarà articolato: un insieme armonico di alberi, di siepi , di aree a prato, così da modificare lo spazio secondo i ritmi che possono generare emozioni nei fruitori. Sono previsti parcheggi, passeggiate piste ciclabili. Al miglioramento dell’ assetto ambientale e funzionale di tutto l’ambito interessato si prevede nel contempo, il necessario collegamento alla viabilità ordinaria e sovra comunale. Con il progetto proposto si è tentato di dare un disegno unitario l’ambiente del parco verde e del costruito ed alle preesistenze, ponendo particolare attenzione all’inserimento paesaggisico ed all’impatto ambientale, attraverso l’impiego di edifici bassi perfettamente integrati nel paesaggio.

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© Mattia Gambardella . Pubblicata il 08 Luglio 2012.

lame di luce in un giardino d’inverno

lame di luce in un giardino d’inverno -L’Aquila (AQ), Italia

Nuovo parco urbano piazza d’armi

di RRS-STUDIO, su http://europaconcorsi.com, 15 nov.

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© rrs-studio . Pubblicata il 01 Ottobre 2012.

ABSTRACT Il progetto generale del parco nasce dagli stimoli derivati da movimenti artistici italiani, quali il senso del taglio e del cretto, che ben si adattano al sottile margine di compenetrazione tra pensiero e gesto progettuale, così come l’analisi del lotto ha suggerito al momento di stendere le prime linee guida. Il teatro nasce infine come elevazione del movimento per parco che, alzandosi, genera un giardino coperto per le attività in clima invernale al cui interno è posizionato il teatro di forma ellittica. L’intero progetto si basa su principi di compatibilita ambientale, risparmio delle risorse e corretta gestione delle stesse e pone al centro come polo convergente, il recupero di una conviviale coscienza collettiva, sviluppatane attraverso funzioni ludiche come quelle individuate all’interno del parco e delle sue strutture di servizio.

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© rrs-studio . Pubblicata il 01 Ottobre 2012.

MONTAGNE E PROGETTO II contesto in cui il progetto si inserisce è particolarmente delicato dal punto di vista compositivo per il sistema di relazioni, visive, di vicinanza, con il paesaggio naturale e con il contesto urbano. Il progetto del nuovo parco urbano di piazza d’Armi si colloca in una parte di territorio dove la compresenza di elementi è ancora fortemente presente, a tal fine, si è voluto studiare e ponderare con attenzione la componente ambientale, dedicando proprio all’architettura di questo paesaggio un’apposita dimensione declinandone i principi e formando un reticolo di idee impostato su due scale dimensionali (architettura del verde ed architetture solide) in modo da poter definire visivamente nel fruitore sia l’elemento costruito come emergenza urbana e sociale sia lo spazio naturale come isola di riposo dalla vita della città. Per quanto riguarda i fronti su strada è nata la volontà di porre il nuovo parco in posizione riparata rispetto alla viabilità che lo circonda a nord, ad est ed a sud, circondandolo infatti da un anello ciclabile che ne segna il margine perimetrale è stata data la sensazione che il terreno naturale sia isolato rispetto al contorno cittadino. Il progetto generale del parco nasce dagli stimoli derivati da movimenti artistici italiani, quali il senso del taglio e del cretto, che ben si adattano al sottile margine di compenetrazione tra pensiero e gesto progettuale, cosi come l’analisi del lotto ha suggerito al momento di stendere le prime linee guida. Il teatro nasce infine come elevazione del movimento per parco che, alzandosi, genera un giardino coperto per le attività in clima invernale al cui interno è posizionato il teatro di forma ellittica. L’intero progetto si basa su principi di compatibilità ambientale, risparmio delle risorse e corretta gestione delle stesse e pone al centro come polo convergente, il recupero di una conviviale coscienza collettiva, sviluppatane attraverso funzioni ludiche come quelle individuate all’interno del parco e e delle sue strutture di servizio.

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© rrs-studio . Pubblicata il 01 Ottobre 2012.

VISIONE A LIVELLO URBANISTICO

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© rrs-studio . Pubblicata il 01 Ottobre 2012.

TEMA A studio preliminare di una pista ciclabile che inserisca l’area di Piazza d’Armi nel percorso ciclabile del fiume Aterno e della direttrice città storica. l’inserimento di un collegamento ciclabile rientra nel piano della mobilità redatto nel 2009 dal Comune de L’Aquila e determina una condizione necessaria per il raggiungimento di una alta qualità urbana permettendo sia di collegare l’area della Piazza d’Armi con il fiume Aterno e con la stazione ferroviaria, sia di riqualificare zone e margini stradali adesso logorati dall’utilizzo quotidiano, ridando slancio e funzione connettiva sociale ad aree adesso di solo passaggio.

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© rrs-studio . Pubblicata il 01 Ottobre 2012.

TEMA B studio preliminare di un corridoio ecologico da Piazza d’Armi fino a Madonna Fore con interventi di rinaturalizzazione del fosso di San Giuliano. Nell’ottica di fornire un miglioramento della qualità di vita urbana, anche in relazione alla importante presenza del fattore paesaggistico circostante, il nuovo corridoio ecologico nasce dall’idea di parco presente in Piazza d’Armi e come continuazione ideale di esso fino verso le montagne a nord della città in direzione Madonna Fore, toccando anche punti di attuali vuoti urbani per accogliere parchi tematici (ludici per bambini, di riposo, musicali).

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© rrs-studio . Pubblicata il 01 Ottobre 2012.

TEMA C studio preliminare dell’area militare occupata dalle caserme nell’ipotesi di un futuro diverso suo utilizzo, in raccordo con l’area di Pettino (sede uffici della Regione). l’idea preliminare parte dalla riqualificazione degli edifici adesso occupati dalle caserme, mediante l’uso di una “pelle” di rivestimento esterno capace sia di migliorare le prestazioni energetiche sia di mascherare e diluire la fredda disposizione dei prospetti adesso esistenti. La nuova destinazione è pensata mista tra residenza e direzionale a bassa densità. Il concetto fondamentale resta dunque quello di far aderire anche le aree delle caserme alla logica del parco portando da Piazza d’Armi il seme di un nuovo sistema di spazi verdi connettivo.

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© rrs-studio . Pubblicata il 01 Ottobre 2012.

TEMA D studio della viabilità l’ingresso alla città nel tratto complessivo tra l’ingresso in autostrada dal casello L’Aquila Ovest, SS.17, Via Corrado IV, Via Beato Cesidio e le arterie definite nelle nuove polarità rappresentate dall’area di Piazza d’Armi e dell’area delle Caserme. i nuovi sistemi di accoglieza all’accesso della città sono pensati in parte mediante l’uso del verde adesso poco presente, e soprattutto mediante segnaletica variabile a ledwall che informi ed indirizzi il visitatore. Una grande parete spartitraffico in ledwall che segua e si colori a seconda della velocità serve a diminuire il rischio incidenti ed ad illuminare il viale.

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© rrs-studio . Pubblicata il 01 Ottobre 2012.

VISIONE A LIVELLO URBANO

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© rrs-studio . Pubblicata il 01 Ottobre 2012.

ZOLLE DI TERRA Come terra smossa il parco deve la genesi della sua forma alla concrezione di un movimento tellurico capace di smuovere la superficie naturale delle cose. Dissolvendo la continuità e la planarità questo movimento spinge alcune zolle ad alzarsi ed altre ad abbassarsi creando un fitto gioco di parterre erbosi, il cui negativo creatosi forma il sistema dei percorsi.

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© rrs-studio . Pubblicata il 01 Ottobre 2012.

GRADIENTE DI TERRA L’epicentro del movimento capace di generare le zolle si registra in quota, a nord della città e prende piede mano a mano crescendo verso le montagne, al contrario esso tende a minimizzarsi incontrando la pianura individuata dalla sede stradale.

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© rrs-studio . Pubblicata il 01 Ottobre 2012.

OPERA APERTA II lotto di Piazza d’Armi non diviene un mero contenitore di attività ma si trasforma in opera aperta dalla lettura bivalente: da terra come parco attrezzato ed urbano, capace di stimolare luoghi ed occasioni di incontro e di generare piazze ed incroci verdi e dall’alto come installazione a livello urbano, generatore di tessuto e portatore di forma abile nel ricucire un territorio margine fatto di tanti fronti-limite dettati dalla viabilità stradale. Nel parco sono presenti direttrici principali a definire le concentrazioni funzionali, privilegiando quelle attività che prevedono un coinvolgimento sociale attivo, anche in virtù di una ricerca di aggregazione, inter-generazionale come gli orti urbani ed i parchi da gioco.

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© rrs-studio . Pubblicata il 01 Ottobre 2012.

ZONE E FUNZIONI DEL PARCO Una delle maggiori attività attrattive del parco è legata al mondo dello sport non agonistico. Sono infatti presenti attrezzature per gli esercizi dolci da abbinare alla corsa o alla bicicletta, entrambe da farsi nell’anello ciclabile che circonda il parco. Uno skate park in legno e metallo, smontabile ed ampliabile è pensato così come importanza è data all’uso dei sensi, quali tatto ed olfatto mediante l’impianto di aree dedicate ad essenze odorose. Nelle grandi dimensioni del parco sono previste tre vaste aree gioco attrezzate, con moduli in legno e plastica riciclata per le attività libere dei bambini dai 2 ai 10 anni. Inoltre sono presenti aree per il gioco libero, dove possibile riunire più gruppi in giochi collettivi, quali pallavolo, calcetto, freesbee, aquilone, acchiappino, pallavvelenata ecc., il tutto in ambiente a prato senza ostacoli in maniera che i genitori possano costantemente vigilare sui piccoli. Una delle maggiori attività connesse al parco è rappresentata dall’inserimento di orti urbani didattici a totale gestione di volontari che, in coordinazione con scuole elementari e medie, trasmettano le conoscenze acquisite e permettano ai più piccoli di imparare giocando. L’irrigazione degli orti è garantita da vasche di accumulo di acque piovane e di scioglimento nevi, inserite sotto i percorsi (ispezionabili da pozzetti) che producano una costante e regolabile irroramento dei campi con pompe a caduta, manuali (e per necessità elettriche). Riuscire a concretizzare un insieme di sentimenti risulta operazione difficile se non impossibile, soprattutto delicata. Per questo il monumento si erge in alto per quasi cinquanta metri dal suolo del parco ed illumina di notte con un fascio il cielo, per collegare il mondo terreno ed il mondo spirituale. Il corpo del monumento è cavo ed al suo interno sono scritti i 309 nomi delle vittime, leggibili entrando all’interno da sotto.

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© rrs-studio . Pubblicata il 01 Ottobre 2012.

VISIONE A LIVELLO ARCHITETTONICO

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© rrs-studio . Pubblicata il 01 Ottobre 2012.

SALA DEL TEATRO La genesi della forma della sala nasce dall’idea che lo spazio interno del teatro possa essere una sintesi di perfetta armonia tra suoni e visibilità. Come un fiore la sala si apre mano a mano che sale in altezza ed è capace di ospitare circa settecento posti a sedere tra platea, prima galena e seconda galleria. L’orchestra è a piano incassabile ed il numero di accessi alla sala garantiscono un deflusso rapido in caso di emergenza. Per favorire l’acustica sono impiegati elementi superficiali che rivestono le pareti ed i parapetti della sala con forme estruse capaci di mitigare ed indirizzare le onde sonore in maniera tale da rendere il più possibile l’ascolto da parte degli spettatori.

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© rrs-studio . Pubblicata il 01 Ottobre 2012.

CAFFÈ’ LETTERARIO L’edificio teatrale ospita una serie di attività connesse, quali caffè letterario, ristorante, bar e sala conferenze oltre a foyer con art-music shop. Il caffè letterario è posto al terzo piano sopra la sala conferenze e gode di un meraviglioso affaccio in quota sulla città de L’Aquila. Esso si compone di un unico grande spazio aperto, con sedute disposte a tulipano dove poter consumare pasti e bevande ed al contempo poter sia utilizzare una connessione wifi che leggere potendo prendere libri dall’enorme scaffale aperto addossato alla unica parete.

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© rrs-studio . Pubblicata il 01 Ottobre 2012.

FOYER DI INGRESSO Gli accessi al teatro per i visitatori sono tre di cui uno centrale e due laterali, tutti serviti dai vani scale per i piani superiori, mentre il caffè letterario, il bar e la sala conferenza hanno accessi separati in posizione opposta al foyer. L’accesso principale del teatro si sviluppa su una altezza libera di circa 16ml su cui si affaciano due ballatoi distributivi dei piani galleria. Il foyer affaccia direttamente sul parco coperto ed è raggiungibile anche dal percorso carrabile. Il colore che caratterizza lo spazio foyer, a parte la luce che filtra dalle vetrate a tutta altezza è quello del legno che riveste anche l’interno sala del teatro creando di fatto una anticipazione dall’esterno dello spazio interno.

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© rrs-studio . Pubblicata il 01 Ottobre 2012.

PARCO COPERTO II parco si fonde assieme al teatro mediante una grande installazione che ricalca l’andamento delle forme delle zolle del terreno, il suo negativo, per svilupparsi come una grande serra aperta in cui nasce un giardino al coperto, utilizzabile 360 giorni all’anno in qualsiasi stagione capace di divenire punto di incontro naturale anche in momenti invernali. Una passerella in quota parte dal giardino coperto, permette di ampliare la visuale sul teatro e sulle specie arboree e poi arriva fino al monumento per poi riscendere sul parco. Il teatro, rivestito di lastre in metallo rosso, risplende come punto centrale di tutta la composizione.

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© rrs-studio . Pubblicata il 01 Ottobre 2012.

PROGETTAZIONE ACUSTICA Il livello LAeq mappato nei diagrammi inseriti in tavola 3 è significativo della distribuzione dei livelli sonori nelle varie postazioni di ascolto, va letta in maniera relativa, per confrontare i punti di ascolto tra loro: non rappresenta il livello in dB del suono realmente percepito poiché la sorgente utilizzata nel modello è solo una sorgente ideale, omnidirezionale, di potenza fittizia. La mappatura dei livelli di pressione sonora in platea (LAeq) non evidenzia fenomeni particolari di focalizzazione del suono, neppure nella parte terminale della sala dove convergono le riflessioni provenienti dalle pareti laterali e dalla balconata della prima galleria.

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© rrs-studio . Pubblicata il 24 Ottobre 2012.

Continua a leggere ‘lame di luce in un giardino d’inverno’

che sarà mai?

di Giusi Pitari, su FaceBook, 13 nov.

Adesso proprio basta! Fermatevi! Non potete fare della città quello che volete, per il semplice motivo che la città non è vostra. E non basta dire che ne risponderete di fronte alla storia, perchè ne rispondete con tutti noi. Partecipazione non vuol dire aprire un ufficio, ma darci un luogo che sia un laboratorio nel quale possiamo lavorare assieme, specialmente per i mega-progetti che ci sono caduti addosso senza che nessuno potesse proferire parola. E quando le parole sono venute dopo i misfatti, ci avete detto anche che siamo disfattisti. Ma siete voi che state “disfacendo” L’Aquila e non è più ammissibile. Capito?
La localizzazione del progetto C.A.S.E., le mega-rotonde, le varianti sud e nord, l’Ufo di Piazza D’Armi, la localizzazione dell’auditorium, i “non servizi” delle periferie, l’ex-mattatoio, la mobilità insostenibile …. l’elenco non finisce… mai. E poi la Madonna D’Appari … ma quella era la Provincia vero?
Che saranno mai due alberi tagliati, vero? E che sarà mai una montagna bruciata, vero? Che sarà mai uno scavo al Castello, vero? Che saranno mai “n” rotonde che non hanno risolto nulla? Che sarà mai fare tutto questo in una non città? Che sarà mai?

la via dei canti

la via dei canti, 2° premio, Concorso Parco urbano di piazza d’Armi

di Alessandro Corradini, Valerio Barberis (mdu architetti), Marcello Marchesini (mdu architetti), Cristiano Cosi (mdu architetti), Gabriele Pinca, francesca zorzetto, Lucia Petrà, Massimo Toni (AEI progetti s.r.l.), Stefano Mignani (M&E)

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mdu architetti. Pubblicata il 04 Luglio 2012.

Il progetto si muove nel tentativo di definire una nuova centralità urbana nella città dell’Aquila, nella quale progettazione del paesaggio e architettura si fondino in un unico “atto espressivo”. Il progetto, infatti nasce prima di tutto come una sequenza di “fluidi” che attraversano trasversalmente la valle, collegando le montagne a Sud e a Nord dell’area di concorso, che delineano nel territorio una forma ramificata, una sorta di albero che collega elementi naturali e funzioni pubbliche esistenti. Il disegno dell’area di concorso, così, risulta essere collegato intimamente con la città esistente, non solo in termini fisici, ma sopratutto in termini poetici: il parco urbano di Piazza d’Armi nasce dalle relazioni che questi nuovi segni adagiati sul territorio instaurano con l’esistente, donando un nuovo significato anche a ciò che esiste già. Come gli aborigeni del bush australiano trovano la propria strada nel deserto “cantando” ciò che incontrano nel loro percorso, delineando i percorsi invisibili della tradizione millenaria delle Vie dei Canti, allo stesso modo il progetto definisce nuovi percorsi che attraversano la città esistente e l’area di concorso, definendo nuove relazioni tra gli elementi naturali del la valle ed il paesaggio urbano.

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Il tema principale del parco è costituito da una sequenza di percorsi pedociclabili disposti secondo una direzione nord sud, che iniziano in corrispondenza del punto di incontro tra Via Corrado IV e la Piazza attualmente in costruzione. Si tratta di un vero e proprio percorso-piazza che si articola attorno alla Piazza in costruzione, che si divide definendo due “rami”: il primo subisce una deviazione e, passando dal nuovo edificio per servizi, conduce alla piazza antistante il Conventino. Il secondo “diviene” in teatro, il cui interno è trattato come una semplice estensione dello spazio pubblico. Lungo il tragitto si incontrano chioschi per la sosta, aree gioco per bambini, aree alberate e siepi tappezzanti. I percorsi principali del parco, seguendo la filosofia generale del progetto, collegano tra di loro funzioni esistenti nell’area di concorso e nuove attrezzature: anche il Conventino, entra a far parte di questa rigenerazione urbana, enfatizzando il ruolo della piccola piazza urbana che sarà aperta verso la città grazie alla demolizione dei muri perimetrali esistenrti.

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Il fronte del nuovo teatro si configura come un portico urbano in grado di delineare uno sfondo adeguato alla nuova piazza allungata che si relaziona a Via Corrado IV, vera e propria arteria di collegamento veicolare veloce tra l’autostrada ed il centro cittadino. Risulta attraversato da un percorso pubblico che si alza lievemente, attraversa il teatro ad una quota rialzata, scende dalla parte opposta dell’edificio fino a ritrovare la quota del parco: è il percorso che conduce al “Memoriale delle Vittime del Sisma del 6 Aprile 2009”. Si configura come un percorso pubblico caratterizzato da variazioni spaziali che hanno il compito di stabilire differenti “momenti emozionali” : parte come rampa aperta che inizia ad alzarsi da uno spazio pubblico di grande ampiezza; entra fisicamente nel teatro di cui gode di viste privilegiate dall’alto grazie alle pareti integralmente vetrate, assumendo la forma di uno stretto percorso prima coperto e poi a cielo libero; esce dall’edificio ritornando nella forma di rampa aperta, che scende alla quota del terreno, passando a fianco delle fronde degli alberi; dove assume la forma di un percorso pavimentato che si “perde” nel prato in corrispondenza del Memoriale. Il Memoriale è costituito da 309 leggerissime steli in acciaio specchiante dalla forma ad elica, che riflettono il paesaggio circostante, la luce, le nuvole e che risultano collegati tra di loro attraverso dei cavi in acciaio: una comunità di anime segnate dallo stesso destino.

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mdu architetti. Pubblicata il 04 Luglio 2012.

Il teatro è concepito come uno spazio polifunzionale in stretta relazione con lo spazio pubblico esterno: lo studio è stato condotto in modo da generare un edificio dotato di grande flessibilità funzionale in grado di configurare molteplici possibilità di rappresentazione teatrale (teatro classico, contemporaneo, sperimentazione multimediale, musica, conferenze, cinema etc.), dotato di un palco scorrevole che può, di conseguenza trovarsi in posizione classica di fronte alla platea o in posizione centrale. La parete nord del teatro è integralmente vetrata (il suo corretto funzionamento è comunque garantito dal fondale in tessuto nero oscurante che può essere aperto): la porzione inferiore, fino ad un’altezza di 7 m, è trasparente ed apribile, in modo da diventare una grande finestra aperta verso il parco e permettere l’utilizzo del palco per spettacoli all’aperto, con il pubblico distribuito lungo il percorso pubblico che diviene un’arena grazie al declivio naturale del terreno. Il nuovo edificio per servizi nasce anch’esso dai percorsi pubblici e si configura esso stesso come parte integrante dello spazio pubblico: il solaio del piano terra si alza in modo da formare uno spazio coperto nel quale si estende il parco. Nel Parco la vegetazione struttura e definisce gli spazi di collegamento tra il quartiere ed il teatro. Il paesaggio diventa elemento di riqualificazione e ricucitura, un nuovo episodio urbano che invoglia gli abitanti ad attraversarlo, a percorrerlo, a viverlo. Esso diventa fattore attivo di collegamento e propulsore al tempo stesso di nuove identità e qualità dello spazio urbano, costruendo un paesaggio dove l’artificiale e il naturale siano in armonia. L’elemento cardine del progetto sono i percorsi sinuosi, evocativi dell’albero con i suoi rami e le su foglie, morbidi, quasi naturali, che organizzano lo spazio quale luogo in cui l’accessibilità e la vivibilità sono obiettivi e caratteristiche essenziali. Il teatro stesso è parte, ramo, di questo macramè di percorsi e vegetazione. La dotazione vegetale del parco stabilisce una continuità tra sistema urbano e le aree naturali concepite considerando sia le condizioni climatiche sia le esigenze del quartiere, della città.

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mdu architetti. Pubblicata il 04 Luglio 2012.

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mdu architetti. Pubblicata il 04 Luglio 2012.

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mdu architetti. Pubblicata il 04 Luglio 2012.

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mdu architetti. Pubblicata il 04 Luglio 2012.


foto Yar Man, nov 2012

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il sismografo di Massimo

che sia sempre "piatto" e giallo ! immagine "on-line" da http://www.laquilaemotion.it/sismografo/laquilaemotion/sismotion.html

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