Posts Tagged 'urbanistica'

Dopo la commemorazione….

…riprende la competizione al posto della ri-costruzione

di Luciano Belli Laura, 10 apr.

Tra le molteplici commemorazioni delle 3e32 del 6 aprile 2009 di molte emittenti e di tanta carta stampata,  seguo Robinson di rai3, dove Philippe Daverio considera le 19 new town berlusconiane come dei “campi di concentramento senza filo spinato” e, sfumato dai titoli di coda, Antonio Cornaccione li vede con deportati non comunicanti solo per aver acquisito dialetti assai diversi, tant’è la distanza tra l’un e l’altro insediamento.

Spengo la TV pensando a Daverio ministro subito ed a Cornacchione meritevole di laurea honoris causa in urbanistica e sociologia. Poi, rifletto sul fatto che tra un anno, alla stessa ora, sullo stesso programma o sulle stesse pagine, tutti saranno di nuovo pronti a lacrimar e disquisir solo su quanto hanno fatto B.&B. nella fase emergenziale. Indi, mi chiedo se la ri-costruzione lasciata a metà non sia imputabile anche ad altro. Ossia, alla politica urbanistica degli amministratori locali che, approfittando della distruzione della polis (comunità), anziché ri-costruire innanzitutto il cuore della polis (città) favoriscono la costruzione, in ogni luogo, di nuove appendici edilizie prive di qualità. Mentre, i centri storici evacuati e puntellati sono colpevolmente lasciati alle intemperie. Se tre anni di gelo aquilano equivalgono almeno a dieci d’esposizione a Roma, sostiene Daverio, i danni del tempo ancor maggiori dei sismici saranno irreparabili.

Quantunque, imputabili a coloro che al motto immota manet  non associano le lettere P.H.S. significanti publica his salus e pertanto trascurano il significato compiuto ch’è: L’Aquila rimane salda a difesa della pubblica salute, dell’interesse della comunità. Prima nell’assecondare il cavaliere (ora inesistente) a fare L’Aquila Due purché disaggregata in porzioni da collocare “vicino” alle Frazioni, cioè prevalentemente sui terreni meno appetibili alla speculazione edilizia. Poi, nell’evitare di fare un Piano di Ricostruzione alternativo al Piano Regolatore vigente che permette ovunque ogni nuova costruzione. Indi, nell’abdicare al ruolo guida (proprio d’una appena rispettabile Amministrazione Pubblica) da sostenere nella pianificazione degli insediamenti urbani e territoriali. Infine, nel lasciare inutilizzate ingenti risorse pubbliche e/o nel favorire l’impiego delle disponibilità private (ancorché donate) per realizzare nuove opere prima del compimento della ri-costruzione dell’esistente.

Quindi, anziché la campagna elettorale a favore dei soliti noti ci vorrebbe un processo, dove sostenere l’accusa di perpetuazione ed accentuazione del disastro sismico. Un’incombenza facile, ardua, improba?

Un’impresa facile per chi sa bene che in qualsiasi nido siano deposte le uova d’un cuculo costruttore, al loro dischiudersi il cuculo costruttore in erba, con l’aiuto del dorso, si sbarazzerà dell’altre uova e dei ri-costruttori privi di piume presenti nel nido. Poi, ingannando i genitori adottivi, si farà accudire come fosse il loro pulcino.

Un compito arduo se, nel descrivere puntualmente lo stato attuale della ri-costruzione, anche Francesco Erbani e Vezio De Lucia non trovano la motivazione del perdurare di questo “cantiere infinito”. Idest, quella degli esperti d’enigmi urbanistici localistici, prima alleati credenti nella convenienza di costruire ex-nuovo invece di ricostruire l’esistente ed ora contendenti soltanto per temporanea utilità elettorale.

Un dovere improbo, per ora, assolto in questa mia virtuale arringa pubblica sostenuta da argomenti tecnici forse comprensibili anche ai non addetti ai lavori, purché elettori non a loro insaputa.

modifiche-art-18-urbanistica

caro Candidato ti scrivo….

Chi votare se tra i candidati sindaci ci fossero (Die Wahlverwandtschaften) “affinità elettive”?

di Luciano Belli Laura, 26 mar

Una cittadina aquilana mi ha chiesto di valutare l’ultima Ordinanza del CdM ponendomi queste due FAQ:

A) con cinque preventivi di spesa per le ditte e tre per i tecnici, si sarà costretti a scegliere il preventivo meno oneroso? Ma non sempre quello più economico è il più vantaggioso;

B) con quale piano di ricostruzione si procederà se quello di Cialente non è neanche andato in Consiglio Comunale? Toccherà farne un altro?

Dopo aver ri-letto l’Ordinanza n. 4013 del 23/03/2012 , m’è venuto spontaneo risponderle:

1a) tanto per spargere un po’ di fumo (senza arrosto) in direzione del “rigore”, all’art. 7, hanno deciso che …

(comma 1) “al fine di garantire concorrenza e trasparenza nell’affidamento dei lavori e di prevenire infiltrazioni malavitose, le domande di contributo  per la riparazione o la ricostruzione degli edifici danneggiati o distrutti dal sisma del 6 aprile 2009, presentate ai sensi delle Ordinanze … , devono essere corredate anche da almeno cinque offerte acquisite da imprese, nonché da almeno tre offerte acquisite da progettisti, individuati tra quelli compresi in elenchi di cui al successivo art. 8 al fine di consentire valutazioni comparative. “;

precisando ovviamente che …

(comma 2) “le disposizioni di cui al comma precedente si applicano per gli affidamenti dei lavori e gli incarichi professionali successivi alla data di pubblicazione della presente Ordinanza. “;

ma, considerando che le cose potrebbero andare per le lunghe, s’accontentano che …

(comma 3) “nelle more di formazione degli elenchi … le domande di contributo … devono essere corredate anche da almeno cinque offerte acquisite da imprese, nonché da almeno tre offerte acquisite da imprese e progettisti scelti dai committenti tra soggetti che garantiscono adeguati livelli di affidabilità e professionalità. “.

Ovvero, nell’affidamento sia degli incarichi di progettazione (ma davvero ne restano d’assegnare?) sia dei lavori d’esecuzione d’opere per gli edifici tipo “E” (cioè senza danni strutturali tali da renderli inagibili), i ritardatari dovranno essere un po’ più rigorosi. Quando per riparare le case “B” e “C”, accolsero preventivi di spesa al centesimo inferiore al minimo consentito. E quando, per alcune “E” di pescecani dalle pinne rosso-nere o di murene variopinte, tutto s’è svolto assai velocemente e senza alcuna trasparenza. Ora, però, dalla “barca” di Barca si calano reti con maglie più piccole per prendere qualche pesce di piccola taglia.

2a) Nei restanti 27 articoli dell’Ordinanza non ho trovato novità in merito al Piano di Ricostruzione. Nulla tanto evidente quanto le sforbiciate per Cicchetti e la “paccata” (187,5 milioni) d’euro data per gli Uffici gestiti, nei rispettivi ambiti territoriali, da Chiodi & Cialente. Neppure di alquanto fasullo quanto la proroga al 31/12 c. a. per:

a) l’erogazione del CAS e del soggiorno negli alberghi per i residenti al 6 aprile 2009 nelle case tipo “E”;

b) la presenza dei militari a guardia della “zona rossa”;

c) le convenzioni con la filiera (Fintecna, Reluis e Cineas) che deve terminare l’istruttoria ai progetti di ricostruzione degli edifici privati;

d) financo, saldare gli indennizzi ai proprietari dei terreni espropriati al fine di costruire C.A.S.E., M.A.P. e M.U.S.P. emergenziali!

Tuttavia, se la cittadina preoccupata innanzitutto per il possibile rallentamento della ri-costruzione “pesante”, derivante dalla mancata approvazione del Piano di Ricostruzione in Consiglio prima dello scioglimento per scadenza elettorale, ritenesse queste risposte inaccettabili ed inadeguate ad incuterle speranza, allora le proporrei di girarle pari pari agli undici Candidati Sindaci, magari aggiungendone altre cinque:

C) Per quale motivo s’è aspettato circa tre anni per varare un Piano di Ricostruzione dei centri storici?

D) Quali Osservazioni nel pubblico interesse ritenete di fare sul PdR che sostanzialmente mantiene in vigore il vetusto Piano Regolatore Generale del 1975-’79? Sebbene questo abbia determinato ben 300 “diffide” all’Amministrazione e 40 ricorsi al TAR per la mancata ri-normazione di 7,3 milioni di metri quadri a “vincolo decaduto” (ovvero a standard per pubbliche attrezzature): un’assurda enormità connessa all’immensità di cementificazione (specialmente di natura residenziale) prevista ovunque dal suddetto strumento urbanistico.

E) Quale giudizio date sulla Delibera che consentirà l’edificabilità delle suddette “aree bianche” con un indice di 0,08 m3/m2 e con un “modello perequativo” tale da evitare il protrarsi del contenzioso ma, per ammissione dell’assessore all’urbanistica in carica, foriero d’un diverso trattamento dei cittadini (ovvero, con profili anche incostituzionali)? Senza tener conto delle conseguenze insediative d’un numero elevato d’altri nuovi abitanti grazie alla possibile cementificazione delle aree prima vincolate a standard. Che andranno ad aggiungersi agli abitanti esistenti ed a quelli insediabili nelle aree residenziali ancora edificabili secondo il P.R.G. vigente. Adesso, tutti privati della possibilità d’aver almeno diciotto metri quadrati di pubbliche attrezzature cadauno. Com’è sancito dall’articolo 18 dell’Urbanistica (ovvero dal D.M. applicativo della Legge Ponte n° 765/’67).

F) Sapendo bene che la qualifica “nuovo” non ha alcun significato univoco, giacché può anche significare con più aree edificabili o con maggiori indici di edificabilità o con procedure più liberiste (quindi, “liberticide” per l’ambiente), tutti voi (come qui quello uscente) promettete: “Se sarò sindaco, partirà immediatamente l’iter per il  n u o v o  piano regolatore generale dell’Aquila“?

G) Ammesso che conosciate la sostanziale differenza tra opere d’urbanizzazione “primaria”, “secondaria” ed “indotta”, continuerete a far fare dei buchi per erigere “cubi sghembi” in legno ad “Alta risonanza” (cioè opere d’urbanizzazione secondaria)? Invece di fare e chiudere immediatamente innanzitutto i buchi necessari a ri-pristinare tutte le opere d’urbanizzazione primaria (cioè le reti per l’adduzione dell’acqua, del gas, della luce e della corrente, per le comunicazioni telefoniche, ciclabili, veicolari, nonché per la sosta e per l’illuminazione pubblica) in tutte le aree abitate prima del sisma? Giacché, se avessi dimora od attività lavorativa aju vicolacciu od in Costa Masciarelli, vi voterei SOLTANTO se v’avessi visto (o se vi vedessi) concretamente all’opera per realizzare quanto risulta indispensabile per la ricostruzione vera della città terremotata e giammai sosterrei coloro che, invece, hanno pensato alla realizzazione futura d’opere “indotte” a raccogliere solo voti. Indirizzando presso le Frazioni (ovvero sui terreni meno appetibili per la speculazione fondiaria ed immobiliare) la costruzione dei C.A.S.E. e dei M.A.P. provvisori, ma duraturi. Appaltando puntellamenti solo in affitto ai soliti noti e financo a caro prezzo. Favorendo ogni tipo di nuova costruzione privata (o d’uso pubblico come l’Auditorium) in alternativa al recupero immediato delle costruzioni esistenti.

H) entro quanto tempo pensate che siano raggiunto il limite di cento mila anime da amministrare?

I)  Infine, se vi restasse un minimo di spazio libero nel “Programma di Governo della città”, magari anche solo a caratteri piccoli piccoli, sareste così cortesi da infilarci qualche rispostina ai seguenti interrogativi:

– si deve continuare a credere nella ricostruzione “dov’era e com’era”? E cosa, di preciso, intendete per: “come era”,  e: ” dove era”?

– per la rilocalizzazione dei servizi urbani in centro storico, quali contatti intendete assumere con le amministrazioni di poste, comunicazioni, scuole, università, teatri, musei, spettacolo, ecc.?

– cosa proponete per incentivare la rilocalizzazione d’attività commerciali, artigianali, professionali nel Centro Storico?

ritenete utile pubblicizzare la calendarizzazione e la mappatura delle riaperture delle parti di Centro storico in “Zona rossa”?

– cosa pensate di fare, in concreto e con quali risorse e con quali tempi per i grossi contenitori edilizi ( Scuola De Amicis, Biblioteca Tommasi, Palazzo dele Poste, Collegi, Scuole, Università, Municipio etc.) quali linee d’intervento varerete?

come tratterete e con quali tempi e con quali risorse, le macerie e il recupero del degrado?

siete interessati alla “protezione” ed al “recupero” degli elementi architettonici dispersi sul territorio? Se sì, con quali risorse tecniche e finanziarie?

– favorirete gli interventi di anastilosi estesa al patrimonio edilizio “minore” e privato?

pubblicizzerete la calendarizzazione dell’esame e dell’approvazione delle pratiche edilizie?

ci sarà consultazione periodica dei cittadini sulla “gestione urbanistica del territorio”? E cosa intendete fare per l’assistenza al cittadino durante l’intero iter di approvazione dei progetti edilizi e l’esecuzione degli appalti di ricostruzione del patrimonio edilizio privato?

– specie in relazione all’utenza “debole” (anziani, ragazzi, donne) migliorerà l’offerta di trasporto pubblico urbano (in particolare notturno, per donne e ragazzi)? Avete elaborato proposte per l’attuazione del Piano urbano della Mobilità?

sarà attuata la pedonalizzazione del centro storico?

– collegando le isole esistenti saranno acquisite nuove aree verdi per realizzare adeguate penetrazioni naturali nell’abitato?

– come favorirete le attività giovanili? Cosa proponete a proposito di attività sportive e di aggregazione dei giovani, specie durante le vacanze estive?

cosa prevedete per le aree dell’ex ospedale psichiatrico a Collemaggio?

– come incentiverete le attività di richiamo turistico?

– volete l’Istituzionalizzazione del question time al sindaco, pubblicazione delle agende del sindaco, con rendicontazione periodica sulla attività svolta e risultati conseguiti? Idem per l’Applicazione del Sistema di Qualità alle attività ordinarie del Comune?

come curerete la Formazione della compagine amministrativa? Quali saranno i Criteri di cooptazione degli assessori e dei reponsabili dei servizi? Come avverrà l’ Esame dei curricula? Quali saranno i Criteri di applicazione dei bandi pubblici per l’acquisizione di beni strumentali e di collaborazioni professionali ?

– sarà avviata l’Analisi delle risorse economiche ordinarie e straordinarie? Sarà disponibile l’organigramma delle risorse umane, professionali e tecniche dell’amministrazione comunale e delle aziende municipali ?

– come provvedere alla Regolamentazione condomini c.a.s.e. e gestione della manutenzione ?

Giacché: << Le possibilità vengono presupposte; esse devono trasformarsi in capacità >>.
[ Luciano Belli Laura ]

(ha collaborato Adriano Di Barba)


foto Yar Man, nov 2012

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