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risponderanno mai a queste?

…. si accettano scommesse

di Giorgina Cantalini

1) Come mai siete otto, cioè come mai avete deciso comunque una strategia che invece di superare le separazioni le accentua e che in pratica vuol dire perseguire una strategia perdente che consegnala città al nemico? (all’altro da voi, a chi comunque sarà più forte nel decidere, perché i nuclei pensanti e rappresentanti della città si neutralizzano vicendevolmente frazionandosi)? In definitiva, se ognuno di voi si identifica con un concetto di ricostruzione, parziale, personale o del gruppo di potere che rappresenta e che non è stato in grado di partecipare che ad un gruppo di eguali, che garanzie dà di essere in futuro in grado di creare un concetto integrato e universalmente condivisibile di ricostruzione che metta insieme il meglio di tutti?

2) A Cialente: come mai si ricandida, visto che in numerose sue dichiarazioni ha lamentato di essere stato lasciato solo dai suoi stessi cittadini, o non sostenuto? Cioè se veramente non è mai stato seguito a suo avviso come sarebbe stato opportuno, perché crede di essere la persona giusta alla guida della città? Per continuare a lamentare solitudine?

Troppo tardi, vero, per farle approvare dall’Assemblea?

Comunque, forse sbaglio, ma non ce n’è una di domanda che chieda a ciascuno di spiegare la propria visione sulla ricostruzione e il processo che immagina perseguibile (anche a costo di sforzi inumani) per attuarla.

Perché non si chiede che battaglia vogliono combattere e che cosa sono disposti a rischiare per essa?

6 domande. Risponderanno?

da http://www.6aprile.it, 16 apr.

Tutti gli 8 candidati alla poltrona di sindaco hanno accettato di rispondere, giovedì 19 aprile alle 17:30 nel tendone di Piazza Duomo, alle 6 domande stilate dall’Assemblea Cittadina. Ecco le 6 domande:

1. Con il superamento del commissariamento, gli enti locali avranno poteri e responsabilità. Quale metodo intende usare per l’individuazione delle nuove funzioni e responsabilità? E come intende rendere efficiente la macchina comunale e realmente vicina ai bisogni/diritti dei cittadini aquilani? (qualche suggerimento: riorganizzando i servizi, prevedendo una rotazione di incarichi dei dirigenti, valutando con cadenza ravvicinata il lavoro svolto da dirigenti ed impiegati, introducendo i meccanismi della trasparenza nella nomina dei consulenti che vanno, in ogni caso, ridotti solo alla rara e reale necessità. Quali di questi suggerimenti ritiene di poter prendere in considerazione?)

2. L’Aquila è “città di fondazione” e il centro storico è sempre stato il suo cuore pulsante. Se non si ri-costruisce tale centro vitale, la città ed il comprensorio non ripartiranno. Quale il suo primo provvedimento in questa direzione? (qualche suggerimento : ricollocare in centro le direzioni di uffici pubblici strategici; ricollocare le sedi istituzionali di Comune, Provincia, Regione; ricollocare le attività commerciali -con quali criteri?- Collocare attività di nicchia, artigianali. Redigere un nuovo piano del commercio per il centro storico. E una riflessione: le scuole potrebbero essere i luoghi che farebbero rivivere il centro, soprattutto a bambini e ragazzi?)

3. Le nuove povertà sono una piaga nazionale, a causa della crisi economica. All’Aquila ad esse si aggiunge l’emergenza povertà sorta a causa del terremoto. Parliamo di piccoli artigiani e commercianti e lavoratori autonomi in genere che hanno perso il lavoro, in molti casi unica fonte di reddito per le loro famiglie. Come intende affrontare tale emergenza?

4. Quale sarà il PRIMO provvedimento che intende assumere per rilanciare lo sviluppo del comprensorio aquilano e per incentivare il lavoro? ( qualche suggerimento: facilitazione dell’accesso al credito, modalità di utilizzo immediato del “de minimis”, far partire immediatamente i cantieri per la ricostruzione in periferia)

5. La terza città, le casette fai da te , troppo spesso edificate senza il rispetto delle regole: la delibera n. 58 del 25 maggio 2009, revocata con la delibera n.145 del 16 novembre 2010, ha dettato chiari criteri per la realizzazione dei manufatti temporanei che possono essere autorizzati soltanto a coloro che hanno l’abitazione principale inagibile e nei limiti temporali dell’esecuzione dei lavori per il ripristino della stessa. Ritiene di poter far fede alle regole sancite da tale delibera del Comune dell’Aquila ?

6. Assumendo che comunicare decisioni e provvedimenti non significa attivare la partecipazione e sottolineando che il neo operante Regolamento comunale della Partecipazione, all’articolo 13, esclude, tra l’altro, i cittadini dalla consultazione referendaria in merito urbanistico e prendendo atto che L’Aquila è una città che mai ha praticato la partecipazione, quali strategie intende adottare, affinché argomenti, tempi e luoghi siano realmente partecipati, e dall’Amministrazione comunale pretesi, dalla sparpagliata e sconnessa comunità aquilana? Ha senso parlare di un luogo fisico nel quale migliorare il livello d’informazione, conoscenza, trasparenza, partecipazione, condivisione? Se sì , in quali tempi la sua istituzione?

caro Candidato ti scrivo….

Chi votare se tra i candidati sindaci ci fossero (Die Wahlverwandtschaften) “affinità elettive”?

di Luciano Belli Laura, 26 mar

Una cittadina aquilana mi ha chiesto di valutare l’ultima Ordinanza del CdM ponendomi queste due FAQ:

A) con cinque preventivi di spesa per le ditte e tre per i tecnici, si sarà costretti a scegliere il preventivo meno oneroso? Ma non sempre quello più economico è il più vantaggioso;

B) con quale piano di ricostruzione si procederà se quello di Cialente non è neanche andato in Consiglio Comunale? Toccherà farne un altro?

Dopo aver ri-letto l’Ordinanza n. 4013 del 23/03/2012 , m’è venuto spontaneo risponderle:

1a) tanto per spargere un po’ di fumo (senza arrosto) in direzione del “rigore”, all’art. 7, hanno deciso che …

(comma 1) “al fine di garantire concorrenza e trasparenza nell’affidamento dei lavori e di prevenire infiltrazioni malavitose, le domande di contributo  per la riparazione o la ricostruzione degli edifici danneggiati o distrutti dal sisma del 6 aprile 2009, presentate ai sensi delle Ordinanze … , devono essere corredate anche da almeno cinque offerte acquisite da imprese, nonché da almeno tre offerte acquisite da progettisti, individuati tra quelli compresi in elenchi di cui al successivo art. 8 al fine di consentire valutazioni comparative. “;

precisando ovviamente che …

(comma 2) “le disposizioni di cui al comma precedente si applicano per gli affidamenti dei lavori e gli incarichi professionali successivi alla data di pubblicazione della presente Ordinanza. “;

ma, considerando che le cose potrebbero andare per le lunghe, s’accontentano che …

(comma 3) “nelle more di formazione degli elenchi … le domande di contributo … devono essere corredate anche da almeno cinque offerte acquisite da imprese, nonché da almeno tre offerte acquisite da imprese e progettisti scelti dai committenti tra soggetti che garantiscono adeguati livelli di affidabilità e professionalità. “.

Ovvero, nell’affidamento sia degli incarichi di progettazione (ma davvero ne restano d’assegnare?) sia dei lavori d’esecuzione d’opere per gli edifici tipo “E” (cioè senza danni strutturali tali da renderli inagibili), i ritardatari dovranno essere un po’ più rigorosi. Quando per riparare le case “B” e “C”, accolsero preventivi di spesa al centesimo inferiore al minimo consentito. E quando, per alcune “E” di pescecani dalle pinne rosso-nere o di murene variopinte, tutto s’è svolto assai velocemente e senza alcuna trasparenza. Ora, però, dalla “barca” di Barca si calano reti con maglie più piccole per prendere qualche pesce di piccola taglia.

2a) Nei restanti 27 articoli dell’Ordinanza non ho trovato novità in merito al Piano di Ricostruzione. Nulla tanto evidente quanto le sforbiciate per Cicchetti e la “paccata” (187,5 milioni) d’euro data per gli Uffici gestiti, nei rispettivi ambiti territoriali, da Chiodi & Cialente. Neppure di alquanto fasullo quanto la proroga al 31/12 c. a. per:

a) l’erogazione del CAS e del soggiorno negli alberghi per i residenti al 6 aprile 2009 nelle case tipo “E”;

b) la presenza dei militari a guardia della “zona rossa”;

c) le convenzioni con la filiera (Fintecna, Reluis e Cineas) che deve terminare l’istruttoria ai progetti di ricostruzione degli edifici privati;

d) financo, saldare gli indennizzi ai proprietari dei terreni espropriati al fine di costruire C.A.S.E., M.A.P. e M.U.S.P. emergenziali!

Tuttavia, se la cittadina preoccupata innanzitutto per il possibile rallentamento della ri-costruzione “pesante”, derivante dalla mancata approvazione del Piano di Ricostruzione in Consiglio prima dello scioglimento per scadenza elettorale, ritenesse queste risposte inaccettabili ed inadeguate ad incuterle speranza, allora le proporrei di girarle pari pari agli undici Candidati Sindaci, magari aggiungendone altre cinque:

C) Per quale motivo s’è aspettato circa tre anni per varare un Piano di Ricostruzione dei centri storici?

D) Quali Osservazioni nel pubblico interesse ritenete di fare sul PdR che sostanzialmente mantiene in vigore il vetusto Piano Regolatore Generale del 1975-’79? Sebbene questo abbia determinato ben 300 “diffide” all’Amministrazione e 40 ricorsi al TAR per la mancata ri-normazione di 7,3 milioni di metri quadri a “vincolo decaduto” (ovvero a standard per pubbliche attrezzature): un’assurda enormità connessa all’immensità di cementificazione (specialmente di natura residenziale) prevista ovunque dal suddetto strumento urbanistico.

E) Quale giudizio date sulla Delibera che consentirà l’edificabilità delle suddette “aree bianche” con un indice di 0,08 m3/m2 e con un “modello perequativo” tale da evitare il protrarsi del contenzioso ma, per ammissione dell’assessore all’urbanistica in carica, foriero d’un diverso trattamento dei cittadini (ovvero, con profili anche incostituzionali)? Senza tener conto delle conseguenze insediative d’un numero elevato d’altri nuovi abitanti grazie alla possibile cementificazione delle aree prima vincolate a standard. Che andranno ad aggiungersi agli abitanti esistenti ed a quelli insediabili nelle aree residenziali ancora edificabili secondo il P.R.G. vigente. Adesso, tutti privati della possibilità d’aver almeno diciotto metri quadrati di pubbliche attrezzature cadauno. Com’è sancito dall’articolo 18 dell’Urbanistica (ovvero dal D.M. applicativo della Legge Ponte n° 765/’67).

F) Sapendo bene che la qualifica “nuovo” non ha alcun significato univoco, giacché può anche significare con più aree edificabili o con maggiori indici di edificabilità o con procedure più liberiste (quindi, “liberticide” per l’ambiente), tutti voi (come qui quello uscente) promettete: “Se sarò sindaco, partirà immediatamente l’iter per il  n u o v o  piano regolatore generale dell’Aquila“?

G) Ammesso che conosciate la sostanziale differenza tra opere d’urbanizzazione “primaria”, “secondaria” ed “indotta”, continuerete a far fare dei buchi per erigere “cubi sghembi” in legno ad “Alta risonanza” (cioè opere d’urbanizzazione secondaria)? Invece di fare e chiudere immediatamente innanzitutto i buchi necessari a ri-pristinare tutte le opere d’urbanizzazione primaria (cioè le reti per l’adduzione dell’acqua, del gas, della luce e della corrente, per le comunicazioni telefoniche, ciclabili, veicolari, nonché per la sosta e per l’illuminazione pubblica) in tutte le aree abitate prima del sisma? Giacché, se avessi dimora od attività lavorativa aju vicolacciu od in Costa Masciarelli, vi voterei SOLTANTO se v’avessi visto (o se vi vedessi) concretamente all’opera per realizzare quanto risulta indispensabile per la ricostruzione vera della città terremotata e giammai sosterrei coloro che, invece, hanno pensato alla realizzazione futura d’opere “indotte” a raccogliere solo voti. Indirizzando presso le Frazioni (ovvero sui terreni meno appetibili per la speculazione fondiaria ed immobiliare) la costruzione dei C.A.S.E. e dei M.A.P. provvisori, ma duraturi. Appaltando puntellamenti solo in affitto ai soliti noti e financo a caro prezzo. Favorendo ogni tipo di nuova costruzione privata (o d’uso pubblico come l’Auditorium) in alternativa al recupero immediato delle costruzioni esistenti.

H) entro quanto tempo pensate che siano raggiunto il limite di cento mila anime da amministrare?

I)  Infine, se vi restasse un minimo di spazio libero nel “Programma di Governo della città”, magari anche solo a caratteri piccoli piccoli, sareste così cortesi da infilarci qualche rispostina ai seguenti interrogativi:

– si deve continuare a credere nella ricostruzione “dov’era e com’era”? E cosa, di preciso, intendete per: “come era”,  e: ” dove era”?

– per la rilocalizzazione dei servizi urbani in centro storico, quali contatti intendete assumere con le amministrazioni di poste, comunicazioni, scuole, università, teatri, musei, spettacolo, ecc.?

– cosa proponete per incentivare la rilocalizzazione d’attività commerciali, artigianali, professionali nel Centro Storico?

ritenete utile pubblicizzare la calendarizzazione e la mappatura delle riaperture delle parti di Centro storico in “Zona rossa”?

– cosa pensate di fare, in concreto e con quali risorse e con quali tempi per i grossi contenitori edilizi ( Scuola De Amicis, Biblioteca Tommasi, Palazzo dele Poste, Collegi, Scuole, Università, Municipio etc.) quali linee d’intervento varerete?

come tratterete e con quali tempi e con quali risorse, le macerie e il recupero del degrado?

siete interessati alla “protezione” ed al “recupero” degli elementi architettonici dispersi sul territorio? Se sì, con quali risorse tecniche e finanziarie?

– favorirete gli interventi di anastilosi estesa al patrimonio edilizio “minore” e privato?

pubblicizzerete la calendarizzazione dell’esame e dell’approvazione delle pratiche edilizie?

ci sarà consultazione periodica dei cittadini sulla “gestione urbanistica del territorio”? E cosa intendete fare per l’assistenza al cittadino durante l’intero iter di approvazione dei progetti edilizi e l’esecuzione degli appalti di ricostruzione del patrimonio edilizio privato?

– specie in relazione all’utenza “debole” (anziani, ragazzi, donne) migliorerà l’offerta di trasporto pubblico urbano (in particolare notturno, per donne e ragazzi)? Avete elaborato proposte per l’attuazione del Piano urbano della Mobilità?

sarà attuata la pedonalizzazione del centro storico?

– collegando le isole esistenti saranno acquisite nuove aree verdi per realizzare adeguate penetrazioni naturali nell’abitato?

– come favorirete le attività giovanili? Cosa proponete a proposito di attività sportive e di aggregazione dei giovani, specie durante le vacanze estive?

cosa prevedete per le aree dell’ex ospedale psichiatrico a Collemaggio?

– come incentiverete le attività di richiamo turistico?

– volete l’Istituzionalizzazione del question time al sindaco, pubblicazione delle agende del sindaco, con rendicontazione periodica sulla attività svolta e risultati conseguiti? Idem per l’Applicazione del Sistema di Qualità alle attività ordinarie del Comune?

come curerete la Formazione della compagine amministrativa? Quali saranno i Criteri di cooptazione degli assessori e dei reponsabili dei servizi? Come avverrà l’ Esame dei curricula? Quali saranno i Criteri di applicazione dei bandi pubblici per l’acquisizione di beni strumentali e di collaborazioni professionali ?

– sarà avviata l’Analisi delle risorse economiche ordinarie e straordinarie? Sarà disponibile l’organigramma delle risorse umane, professionali e tecniche dell’amministrazione comunale e delle aziende municipali ?

– come provvedere alla Regolamentazione condomini c.a.s.e. e gestione della manutenzione ?

Giacché: << Le possibilità vengono presupposte; esse devono trasformarsi in capacità >>.
[ Luciano Belli Laura ]

(ha collaborato Adriano Di Barba)

la domenica di PinkoPallo

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foto Yar Man, nov 2012

L’Aquila in diretta

webcam da www.MeteoAQuilano.it
da www.caputfrigoris.it

il sismografo di Massimo

che sia sempre "piatto" e giallo ! immagine "on-line" da http://www.laquilaemotion.it/sismografo/laquilaemotion/sismotion.html

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Massimo Giuliani: “Il primo terremoto di Internet” (libro o e-book)



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