Posts Tagged 'monumenti'

l’apparecchio aquilano

da: “Il disegno dell’apparecchio aquilano nell’architettura religiosa dal secolo XII al XIV”

di Stefano Brusaporci (*)

l'apparecchio aquilano

s.silvestro s.Maria Paganica

Collemaggios.Giusta

l’apparecchio aquilano

(*) Stefano Brusaporci: Ingegnere edile, è ricercatore di ruolo per il settore scientifico disciplinare ICAR/17 – Disegno, presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi dell’Aquila, afferente al Dipartimento di Architettura ed Urbanistica. È docente nei Corsi di Laurea in Ingegneria Edile – Architettura U.E., Ingegneria Civile ed Ingegneria per l’Ambiente ed il Territorio.

Svolge attività di ricerca inerenti il rilievo, l’analisi e la rappresentazione dell’architettura, con particolare riferimento all’architettura medievale, e dell’architettura della città storica e delle sue trasformazioni.

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palazzo della Magnifica Camera

Il ritorno del Palazzo della Magnifica Camera
di Errico Centofanti da Facebook, 3 dic.

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Nella giornata del 7 Dicembre va in scena uno dei piú significativi segnali di un concreto avvio a rinascita del centro storico: la restituzione alla comunità del primo edificio comunale risanato. Infatti, conclusi i lavori di consolidamento e restauro curati dal Ministero dei Beni Culturali con il supporto finanziario della Camera dei Deputati, viene riaperto quello che d’ora in avanti si potrà tornare a indicare come “Palazzo della Magnifica Camera”.

Solo in epoca piuttosto recente era invalso l’uso di denominare “Palazzetto dei Nobili” l’edificio che, dopo il terremoto del 1703, era stato acquisito dalla Congregazione dei Nobili ma che per secoli era stato sede dei “Signori della Camera”, cioè dell’antico organo di governo della città.

Grazie al ripristino del Palazzo della Magnifica Camera, tornerà a insediarsi nel cuore della città antica il Sindaco, nella veste di Presidente del Comitato Promotore della Candidatura dell’Aquila a Capitale Europea della Cultura per il 2019. Lí troveranno sede anche l’Assessorato alle Politiche Culturali e la struttura della Candidatura e lí avranno anche ospitalità iniziative di rappresentanza e eventi artistici.

L’antica denominazione di Palazzo della Magnifica Camera è attestata in primo luogo dall’iscrizione del 1514 scolpita, insieme con le civiche insegne, sul portale dell’edificio affacciante in Via Camponeschi. Inoltre, l’attestano gli autorevoli e meticolosi studi di Raffaele Colapietra (tra l’altro, in Antinoriana, II, L’Aquila 1978), come l’attestano numerosissimi documenti d’archivio, tra i quali:
a) il Fondo notarile dell’Archivio di Stato dell’Aquila (Notar Jobaptista Marini, vol. II, anni 1491/93 – 1495/98) che indica come sul lato occidentale dell’attuale Piazza di Santa Margherita sorgesse un complesso edilizio, noto come “case nuove dei Camponeschi”, il quale aveva acquistato funzione pubblica divenendo sede della Magnifica Camera Aquilana;
b) il Liber Reformationum (T27, c. 117, in Archivio Civico Aquilano presso Archivio di Stato dell’Aquila), dove, nella riformagione degli Statuta Civitatis Aquilae del 6 Ottobre 1592 si legge: «Le case dove risiede hora il Magistrato, detta la Camera».

Cosí, ora l’edificio non solo torna all’antico splendore ma riacquista anche l’onore di una denominazione che ne sottolinea sia l’appartenenza all’intera comunità sia la funzione di simbolo identitario degli aquilani, in attesa che quest’ultima funzione trovi ancor piú solenne espressione con il ripristino prossimo venturo della contigua residenza municipale.

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la fontana di S.Margherita

Fontana di Santa Margherita riconsegnata restaurata

Gli interventi di restauro, effettuati con fondi ministeriali, recuperati dalla Soprintendenza.
da Il Capoluogo, 29 ago.

 

 

 

 

 

 

 

Il 29 agosto in occasione dei festeggiamenti della Perdonanza Celestiniana, alla presenza della Soprintendente BSAE Lucia Arbace e dell’assessore all’Ambiente del Comune dell’Aquila Alfredo Moroni, è stata riconsegnata alla città la fontana di Santa Margherita a conclusione dei complessi interventi di restauro effettuati con fondi ministeriali, condotti sotto la direzione del funzionario della Soprintendenza BSAE Anna Colangelo ed eseguiti dalla restauratrice Berta Giacomantonio.

La fontana monumentale sorge alla metà dell’Ottocento in Piazza Palazzo e viene trasferita nel 1903 in Piazza Santa Margherita per lasciare posto al monumento a Sallustio. Per la realizzazione della nuova fontana viene bandito un “concorso d’idee” e, tra le diverse ipotesi presentate, viene scelto il progetto dell’architetto Giovanni Mazzella.
Grazie ad un’azione coordinata tra Soprintendenza BSAE, Comune di L’Aquila, Gran Sasso Acque ed A.S.M. , si è resa possibile la riapertura di parte della Piazza dei Gesuiti che è così uscita dalla zona rossa e tornata alla fruibilità della cittadinanza. Un piccolo passo per la ricostruzione della città in attesa anche della prossima ultimazione dei lavori del Palazzetto dei Nobili prevista per l’autunno.

non e’ semplice proteggere i monumenti

Cnr, non e’ semplice proteggere i monumenti, http://www.AGI.it,  7 giu

 “Cio’ che appare relativamente semplice per l’edilizia moderna e tradizionale realizzata con colonne, travi, solai e tetti portanti su disegni progettuali precisi, non lo e’ affatto per strutture spesso assai datate, in mancanza di progetti e nell’impossibilita’ di effettuare diagnosi invasive, nonostante la conoscenza“. Lo ha detto ad Almanacco della Scienza Roberto Vinci, direttore dell’Istituto per la tecnologia delle costruzioni (Itc) del Cnr. “Sovente i muri portanti si rivelano ‘riempiti’ con detriti incoerenti, di spessore variabile, senza legature evidenti, con l’aggiunta di sovrastrutture, modifiche e interventi successivi, talvolta improvvisati. Analoga difficolta’ – ha aggiunto – si incontra nel ‘leggere’ crepe, irrigidimenti, fondazioni spesso appoggiate sul terreno, che rendono fondamentale l’analisi del suolo. Di tali edifici si conoscono le tipologie strutturali, le tecniche costruttive del periodo di edificazione e i possibili comportamenti al sisma per esperienza, ma e’ difficile adeguarli alle diverse forme di sollecitazione”. Ecco perche’ il direttore dell’Itc-Cnr invita a evitare un approccio “demagogico” alla problematica. “Le tecniche disponibili piu’ conosciute ed efficaci sono talvolta assai semplici, come tiranti e catene, mentre altre piu’ innovative e meno invasive, che richiedono competenze progettuali e applicative piu’ raffinate, sono utilizzabili solo per casi eccezionali“. Un approccio “low profile”, insomma, partendo dalla considerazione che “da un lato il rigore nell’approccio scientifico e’ irrinunciabile, dall’altro – ha detto Vinci – l’ingegneria predispone soluzioni su un approccio probabilistico che non possiede i connotati dell’esattezza. Alla diagnosi deve quindi seguire una terapia adatta a ciascun caso”. Alla ricerca nel settore edilizio spetta pero’ in quest’ambito un fondamentale ruolo “culturale”.

  “Migliorare la consapevolezza significa, in una fase di criticita’ del finanziamento pubblico come l’attuale, ricordare ai decisori che la prevenzione ha costi economici inferiori a quelli dell’intervento a danno avvenuto, anche se non e’ banale attuare concrete forme di ‘prevenzione’ su aree molto vaste”, ha detto Vinci.
  “Date le sue competenze multidisciplinari, il Cnr potrebbe proporsi come attore di un ‘programma-Paese’ che eviti il rischio di dissipare le sempre poche risorse, come accade reagendo sotto lo stimolo emotivo”, ha aggiunto. “Non esistono ‘calamita” naturali, ma solo eventi che diventano tali a causa dell’inadeguatezza dell’uomo quando incontrano condizioni vulnerabili del patrimonio edilizio e del territorio in senso lato”, ha confermato Giandomenico Cifani, ricercatore dell’Itc-Cnr. “Emblematico il caso di L’Aquila in cui, purtroppo, le valutazioni preventive hanno avuto conferma. Fin dal 1995 comparivano ai primi posti delle graduatorie di vulnerabilita’ – ha vonvluso – tutti gli edifici pubblici crollati o gravemente danneggiati dal sisma del 2009 tra i quali, solo per citarne uno, la Prefettura, paradossalmente sede del Centro coordinamento soccorsi”. (AGI) .
 

il terremoto nell’arte

 

La lezione del terremoto emiliano rischia di essere inutile.

di Tomaso Montanari, da http://www.eddyburg.it, 2 giu – Corriere del Mezzogiorno, 1° giu. (m.p.g.)

Sul terremoto abbiamo alcune certezze.
La prima è che, purtroppo, tornerà. Quasi tutta l’Italia è, più o meno, sismica. E certo lo è il Mezzogiorno.
La seconda è che, quando tornerà un forte terremoto al Sud, i danni saranno terribili. E una delle vittime più massacrate sarà sicuramente il patrimonio storico e artistico monumentale.
La terza certezza è che questo si potrebbe evitare, almeno in misura significativa.
Se, nonostante tutto, abbiamo ancora il tessuto storico-architettonico che abbiamo, lo dobbiamo all’umile manutenzione assiduamente curata lungo i secoli. Una manutenzione che oggi è completamente trascurata: per mancanza di soldi, ma assai prima per mancanza di interesse per qualunque cosa non dia un immediato ritorno mediatico.
Oggi, anzi, il nostro patrimonio è ancora più esposto di cento o duecento anni fa. Perché è abbandonato, reso malsicuro dal dissesto dei suoli, non di rado appesantito e compromesso da ‘restauri’ moderni. Non è, per esempio, difficile immaginare che tutto il cemento improvvidamente iniettato nelle strutture delle chiese storiche di Napoli dopo il 1980 le condannerebbe a morte in caso di una nuova forte scossa sismica.
Dunque, che fare? Forse è venuto il tempo di dire che la vera Grande Opera che lo Stato dovrebbe mettere in campo per far ripartire l’economia meridionale è la messa in sicurezza del patrimonio storico e artistico. Sarebbe un investimento economico, sociale, intellettuale e morale.
E consentirebbe anche uno straordinario risparmio: di vite umane, di monumenti e di denaro. Il fiume di denaro che da decenni continuiamo a gettare per riparare ai gravissimi danni sismici che ci ostiniamo a non voler prevenire.
E, purtroppo, la quarta certezza è che nemmeno la lezione dell’Emilia servirà.

Italia Nostra – appello

Beni Culturali: Italia Nostra, Mibac intervenga a L’Aquila, Milano e Venezia

Roma, 6 mar. (Adnkronos) – La presidente di Italia Nostra, Alessandra Mottola Molfino, incontra oggi il ministro per i Beni e le Attivita’ Culturali Lorenzo Ornaghi. Lo rende noto la stessa associzione, annunciando la consegna di tre specifici dossier riguardanti L’Aquila, Venezia e Milano, con la richiesta di intervento del Mibac e la piu’ generale richiesta di un maggor attivismo da parte del Ministero.
“Il Ministero per i Beni e le Attivita’ Culturali deve riuscire ad assumere, in tempi rapidissimi, un ruolo propositivo e da attore protagonista quale, negli ultimi anni specialmente, gli era sempre stato precluso, facendolo assurgere a ministero minore o peggio inutile, declassato e scippato dei suoi esigui fondi”, afferma la presidente, aggiungendo che “empre di piu’ i cittadini si rivolgono a noi chiedendo di portare avanti cause specifiche contro una politica sbagliata e arrogante.
Questi cittadini vogliono essere rappresentati per la tutela dei loro interessi da organismi non politici che hanno a cuore solo il bene dei cittadini e del nostro Paese”.
“I nostri bravissimi avvocati sono impegnati in numerose cause in tutta Italia per tutelare il nostro patrimonio storico, artistico e paesaggistico, ma i casi che sottopongo oggi al ministro sono cruciali e altamente simbolici” afferma la presidente illustrando i tre dossie: Italia Nostra chiede di “intervenire con urgenza e fermezza per contrastare l’abbandono del centro storico de L’Aquila, le mega-opere che rischiano di distruggere Venezia e il parcheggio sotterraneo in piazza Sant’Ambrogio a Milano.”

L’Aquila…tre anni dopo – A tre anni dal terremoto, il centro storico de L’Aquila è un “buco nero”, una città fantasma. Italia Nostra indica al ministro quattro punti chiave per segnare una svolta e vigilare su quanto sta accadendo nella città: la fine del commissariamento, l’approvazione del vincolo paesaggistico, l’avvio dei lavori nel centro storico, il contenuto del Piano di ricostruzione adottato dal Comune .

Il clamore del terremoto ha fatto da passerella mediatica a politici senza scrupoli che hanno tradito la fiducia degli italiani e degli aquilani.

Le 19 “new-town” sono state costruite su terreni vergini, scempiando paesaggi integri, in qualche caso lontane dai centri distrutti di provenienza degli abitanti; senza servizi sociali, né possibilità di relazioni. Dopo 3 anni non esistono regole certe per il restauro del centro storico e per la ricostruzione, perché è tutto ancora nelle mani della Protezione Civile (organismo che agisce in deroga alle leggi ordinarie) e dei suoi commissari.
Italia Nostra chiede, per l’ennesima volta, e questa volta direttamente al ministro dei Beni Culturali, una legge apposita per la ricostruzione; con i finanziamenti e le regole di pianificazione e progettazione dell’intero territorio. Chiede che la gestione torni agli organismi previsti dalle leggi ordinarie, il diritto e le risorse necessarie per restaurare i monumenti, le piazze, le proprie case e pianificare il rinascimento della città e del territorio. Italia Nostra chiede che cessino le illegalità di gestione straordinaria affidata ai commissari; e ribadisce ancora una volta la richiesta di dimissioni del commissario della Protezione Civile per i beni culturali de L’Aquila e dell’Abruzzo, Luciano Marchetti.

LAquila-4-punti-chiave-per-segnare-una-svolta.pdf

l’effetto che fa

Maltempo: stato di allerta a L’Aquila per effetti su monumenti

da http://www.liberoquotidiano.it, 14 feb  (Adnkronos)

“Per il momento non ci risultano situazioni di pericolo anche se permane lo stato di allerta”. E’ quanto spiega all’ADNKRONOS Luca Magi, soprintendente dei beni architettonici e paesaggistici per l’Abruzzo, riferendo degli effetti del maltempo che ha imperversato sulla regione, in particolare per quanto riguarda i Beni Culturali a L’Aquila, gia’ martoriati dal terremoto. “Nonostante ci siano zone molto colpite dalla neve di questi giorni -aggiunge Magi- per ora non abbiamo segnalazioni, ne’ dai sopralluoghi che stiamo effettuando ne’ dal territorio. Certo è che ogni inverno che passa lo stato del degrado a L’Aquila aumenta. Sono passati tre inverni dal terremoto, non siamo piu’ nella situazione post sisma e la situazione è peggiorata”.

Ma, a parte la cautela del soprintendente la situazione descritta da alcuni residenti, appare seria: Ai sopralluoghi partiti già dalla domenica successiva alla prima, forte, nevicata della stagione si sono aggiunti, da questa mattina, controlli da parte di squadre dei tecnici del vicecommissario per controllare i puntellamenti sui monumenti messi in sicurezza. Sarà necessario alleggerire le coperture provvisorie dei monumenti dalla neve che si è accumulata per evitare che vada ad infilarsi nelle mura perimetrali provocando ulteriori danni.

Non solo: Alcune chiese sono ancora piene di neve. E’ il caso di Santa Maria Paganica dove gia’ a dicembre, a causa di un forte vento, i teli che coprivano il tetto si sono scoperchiati dando cosi’ alla neve la possibilita’ di entrare dentro. Stessa situazione per il Duomo, dove la copertura non era ancora stata realizzata, e per la chiesa di San Marco.


foto Yar Man, nov 2012

L’Aquila in diretta

webcam da www.MeteoAQuilano.it
da www.caputfrigoris.it

il sismografo di Massimo

che sia sempre "piatto" e giallo ! immagine "on-line" da http://www.laquilaemotion.it/sismografo/laquilaemotion/sismotion.html

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Massimo Giuliani: “Il primo terremoto di Internet” (libro o e-book)



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