il piano di ricostruzione di Bugnara

TRA STRUMENTI CLASSICI E GEODATABASE 3D: IL PIANO DI RICOSTRUZIONE
POST SISMA 2009 DEL CENTRO STORICO DI BUGNARA (AQ)
di Romolo Continenza*, Ilaria Trizio**
(* )DICEAA, Università degli Studi di L’Aquila.  (**) ITC – CNR, L’Aquila.
SCIRES-IT SCIentific RESearch and Information Technology
Ricerca Scientifica e Tecnologie dell’Informazione
da  http://caspur-ciberpublishing.it

Bugnara Aerofoto

Il contributo affronta le problematiche relative alla redazione del Piano di Ricostruzione di un centro storico minore dell’Abruzzo montano colpito dal sisma del 2009, illustrando una sperimentazione effettuata con l’uso dei GIS 3D finalizzati alla corretta lettura di alcuni fenomeni, all’interpretazione critica del tessuto urbano e della sua storia, alla prefigurazione di scenari urbani e dunque alla semplificazione del percorso di conoscenza e alla verifica del progetto di recupero urbano.

1. Introduzione
Con visione di tipo eminentemente tecnicista, il criterio che ha guidato le scelte politiche nel processo di ricostruzione e riparazione dei danni causati dal sisma dell’aprile 2009 è stato quello di dare priorità alla riparazione degli immobili posti al di fuori del perimetro dei centri storici rinviando l’intervento su questi all’approvazione di Piani di Ricostruzione. Si è data così precedenza agli interventi di più semplice attuazione rinviando ad approfondimenti successivi il destino dei centri storici, oggetto unicamente di operazioni destinate a prevenirne il degrado. La fase delle decisioni politiche e degli iter amministrativi, lunga e complessa, ha condotto le amministrazioni locali coinvolte a rivolgere alle numerose università italiane già operanti sul territorio colpito dal sisma l’invito a supportare, nell’elaborazione dei Piani di Ricostruzione, i propri uffici tecnici, in genere privi del personale e delle competenze scientifiche per far fronte a questa nuova esigenza.
Il Dipartimento di Architettura ed Urbanistica dell’Università dell’Aquila è giunto così soltanto nel dicembre del 2011 a poter attivare alcune collaborazioni per la redazione dei Piani di Ricostruzione di alcuni comuni del cosiddetto cratere sismico, fra i quali il centro storico di Bugnara, un importante borgo posto a soli sei chilometri dal cuore della Valle Peligna: la città di Sulmona.
[….]

3. Le scelte del piano
Per la maggior parte dei centri colpiti dal sisma, i danni causati dal movimento tellurico sono andati a sovrapporsi a condizioni di generale fragilità accompagnate da forti carenze strutturali. Carenza di attività produttive, condizioni economiche precarie, mancato ricambio ed invecchiamento della popolazione, degrado ed abbandono del patrimonio edilizio storico, carenze nella dotazione di servizi ed infrastrutture, sono quindi le condizioni contestuali all’interno delle quali sono andati a collocarsi i Piani di Ricostruzione (PdR), chiamati ad individuare finalità, criteri, priorità e costi della ricostruzione post sisma. Il centro storico di Bugnara si trova in una condizione analoga a quella sopra descritta ma anche in quella, del tutto particolare, di aver subito nel corso del tempo una serie di eventi che ne hanno notevolmente ridotto la consistenza edilizia, al punto che, nella situazione attuale, ogni ulteriore impoverimento del tessuto edilizio storico può condurre ad una sostanziale irriconoscibilità dei suoi caratteri tipo-morfologici. In questo caso, la scelta operata per la redazione del piano è stata quella di concentrare l’attenzione sull’unica possibile risorsa, la qualità urbana ed architettonica residua del patrimonio edilizio costruito, la sua storia, il suo ruolo e la sua collocazione nel contesto ambientale, per contrastarne il depauperamento e metterne in valore le caratteristiche salienti, delineando le scelte più adeguate alla sua conservazione e valorizzazione. In aggiunta a questo si è posta inoltre grande attenzione alla individuazione di tutte le misure che potessero concorrere al rafforzamento delle, pur residuali, attività economiche presenti sul territorio.
4. Metodologia operativa
Una serie di condizioni operative, fra le quali la carenza dei dati relativi alle verifiche di agibilità del costruito, la necessità di gestire in maniera efficiente una gran mole di dati, quantitativi e qualitativi, riguardanti l’intero edificato e la possibilità di operare letture sintetiche della pianificazione esistente, unita alla disponibilità di numerosi ulteriori strumenti operativi utili alla effettuazione di simulazioni bi-tridimensionali, ha suggerito l’adozione di una piattaforma operativa GIS 3D7 per l’inserimento e la gestione di tutte le informazioni indispensabili alla pianificazione. Per ottenere in tempi accettabili una conoscenza il più possibile esaustiva dell’edificato, si è deciso di integrare il rilevamento diretto e con quello fotogrammetrico. Il laser-scanner si è rilevato di notevole utilità nel rilevamento indiretto delle fronti e dei volumi affacciati sui vicoli, ambienti particolarmente angusti nei quali sarebbe stato particolarmente difficile impiegare una strumentazione fotogrammetrica e pericoloso ricorrere al rilevamento diretto. Nello specifico: la fotogrammetria è stata impiegata nel caso del rilevamento dei fronti di alcuni edifici (la Chiesa del SS. Rosario ed alcuni casi di edilizia palaziale) particolarmente significativi; una accurata campagna di rilevamento diretto e fotografico ha invece consentito l’identificazione e la schedatura degli elementi di pregio e dei detrattori presenti, e la catalogazione dell’intero patrimonio costruito, classificato, ai fini della realizzazione degli interventi di consolidamento e rafforzamento antisismico, in aggregati strutturali. Analogamente, attraverso operazioni di rilevamento diretto, sono state ottenute tutte le informazioni relative all’esistenza ed allo stato di conservazione di tutte le reti di servizio, aeree ed interrate. La disponibilità di una base di dati georeferenziati aggiornata ha consentito la individuazione di alcune ipotesi di lettura ed interpretazione critica del tessuto urbano e della sua storia. Su questa base conoscitiva sono state dapprima formulate le prime ipotesi d’intervento sul tessuto urbano, successivamente verificate, oltre che attraverso il confronto con l’Amministrazione e la cittadinanza.
L’unico ente autorizzato alla effettuazione dei sopralluoghi ed alla classificazione degli immobili, la struttura commissariale, ha proceduto, anche grazie alla collaborazione prestata dal servizio nazionale della Protezione Civile e dagli ordini professionali degli ingegneri e degli architetti di tutta Italia, nella prima fase dell’emergenza alla classificazione degli immobili occupati in tutti i centri, in genere una frazione contenuta dell’intero patrimonio immobiliare. La sostanziale riduzione del personale impiegato nelle strutture commissariali, intervenuta con la fine dello stato d’emergenza, ha rallentato sostanzialmente il completamento della classificazione di agibilità per l’intero patrimonio costruito dei centri storici.elementi di conoscenza. La possibilità di disporre di uno strumento di modellazione tridimensionale flessibile, avanzato ed integrato con la strumentazione conoscitiva approntata, ha favorito la prefigurazione di scenari urbani che hanno semplificato il confronto e la verifica del progetto di recupero urbano.
L’individuazione degli operatori e la quantificazione economica degli interventi, sia sul patrimonio (pubblico e privato) che sulle reti è stata poi notevolmente semplificata dalla disponibilità dei dati catastali, inseriti in precedenza, e delle informazioni quantitative acquisite in maniera contestuale dal supporto cartografico aggiornato attraverso una apposita campagna di rilevamento.

5. Contenuti del piano
Il centro antico di Bugnara è attestato al margine della Valle Peligna e domina lo sbocco del fiume Sagittario, un corso fluviale ricco di valori storici e paesaggistici che, provenendo dall’alto delle montagne e dal lago di Scanno, ha scavato il suo tortuoso tracciato in rapide e profondi burroni sino a raggiungere la pianura. Grazie a questa particolare posizione ha un’economia basata sia sulle colture dell’altopiano, soprattutto vino ed olio, che su quelle della montagna retrostante, legate alla pastorizia ed ai frutti del bosco, principalmente funghi e tartufi. A causa dell’invecchiamento della popolazione e della dimensione familiare delle aziende, queste colture all’attualità sono praticate al limite della sopravvivenza. I servizi e l’industria edilizia sono gli unici settori nei quali le giovani generazioni trovano ancora.
Il centro storico, di formazione medievale, giace sul versante nord di un colle ed è dominato da una grande residenza fortificata, oggi in precario stato di conservazione, che ingloba, al suo interno, una torre. Sul suo tessuto urbano si sono accanite le forze del tempo, dei sismi, dell’abbandono e dell’incuria, sino alla mano demolitrice dell’uomo, che ne hanno fatto scomparire porzioni così ampie che ormai ulteriori lacune, anche modeste, potrebbero renderne non più leggibile trama ed ordito, e cioè identità e significati strutturanti.
Bugnara Aerofoto e catasto
La sovrapposizione alla foto aerea della pianta catastale mostra quali e quanti siano all’attualità i danni e le lacune presenti. Fra i numerosi e complessi aspetti trattati dal PdR, per la maggior parte affrontati operativamente secondo la consolidata prassi di applicazione della strumentazione GIS alla pianificazione urbanistica, quello che interessa segnalare, in questa sede, è il valido supporto alle decisioni fornito dalla integrazione dei prodotti delle operazioni di rilevamento architettonico con la modellazione 3D in ambiente GIS. La costruzione del modello tridimensionale dell’edificato, controllata su base geometrica con le risultanze del rilevamento, ha consentito una più attenta e condivisa valutazione delle diverse possibili ipotesi di ricostruzione di alcune porzioni del tessuto urbano necessarie alla conservazione dei suoi tratti qualificanti. La semplicità di trattamento dei volumi e l’immediatezza della comprensione delle ipotesi di progetto ha notevolmente agevolato il confronto con l’Amministrazione comunale sulle scelte, conducendo più celermente alla individuazione delle ipotesi progettuali più adeguate sia sotto il profilo tecnico che sotto quello, non meno importante, della effettiva possibilità di realizzazione degli interventi
Bugnara reintegrazioni

La strumentazione impiegata ha consentito, inoltre, di valutare contestualmente, mediante una stima parametrica degli importi unitari delle diverse categorie d’intervento, la dimensione effettiva degli incrementi di volume proposti e degli aspetti finanziari ad essi relativi.

I Sistemi Informativi Geografici rappresentano, sin dal loro esordio, lo strumento ideale di supporto alla pianificazione urbanistica e territoriale, grazie alla loro intrinseca capacità di analisi, di gestione e rappresentazione di dati eterogenei. Quello che è noto da meno tempo, è invece la loro potenzialità nel catalogare, analizzare e gestire dati tridimensionali finalizzati ad azioni di tutela, gestione e fruizione del patrimonio culturale (Brusaporci, 2010).La possibilità di visualizzare correttamente, nelle tre dimensioni dello spazio, le innumerevoli informazioni eterogenee contenute in un archivio digitale, è infatti un obiettivo ambito da chi ha necessità di intervenire sul costruito storico, in particolare attraverso interventi di restauro, conservativi o semplicemente per il monitoraggio dei rischi e della vulnerabilità cui è soggetto il nostro patrimonio culturale e architettonico. Proprio la consapevolezza di tale possibilità ha spinto la ricerca ad orientare le indiscusse potenzialità dei Sistemi Informativi Geografici verso problematiche legate all’analisi e rappresentazione di fenomeni che interessano i manufatti architettonici di fatto tridimensionali (Trizio, 2010). Le problematiche legate alla costruzione di un GIS 3D dedicato all’architettura o, come in questo caso, ad un piccolo centro urbano, sono varie e vanno dalla progettazione del set di dati (database), ai requisiti del modello 3D rappresentativo delle caratteristiche architettoniche che si desidera evidenziare, alle procedure di importazione del modello.
Bugnara scheda dettaglio aggregati

Sebbene la ricerca sia ancora in fase sperimentale, svariate applicazioni di una procedura che si va consolidando testimoniano come un GIS 3D possa, realmente, divenire un efficace strumento di pianificazione e controllo delle attività amministrative e tecnico-pratiche connesse al recupero del patrimonio costruito storico (Bartolomucci et al., 2012.
In evidenza, le reintegrazioni progettate dal piano ed il trattamento del verde a rafforzare il disegno dei margini del borgo.

Nel caso specifico della redazione del PdR di Bugnara, la tecnologia GIS ha consentito la gestione funzionale di dati disomogenei (schede di verifica dell’agibilità degli edifici, schede per la rilevazione del danno sui beni culturali, stato delle reti e dei sottoservizi, uso e proprietà degli immobili, stato di conservazione degli edifici), la produzione degli elaborati grafici del piano ed, in particolare, attraverso la rappresentazione tridimensionale del territorio, unitamente a quella dell’edificato coinvolto negli ambiti di piano, la messa in evidenza delle caratteristiche insediative del borgo, i possibili sviluppi, i punti di forza e quelli di debolezza che, di fatto, hanno condizionato le scelte del piano.
Bugnara scheda interogazione aggregati

Dal punto di vista prettamente operativo, la procedura seguita è stata quella di importare, all’interno della TIN (Triangulated Irregular Network) rappresentativa dell’orografia del sito,il 3D del costruito storico interessato dal piano – realizzato in un apposito ambiente di modellazione tridimensionale (Autodesk AutoCAD2010) – cui, aggregato per aggregato, sono stati associati i contenuti informativi.
La sovrapposizione tra il modello tridimensionale del centro storico, georeferenziato sulle coordinate della Carta Tecnica Regionale, e la TIN texturizzata del terreno, è stata effettuata all’interno del modulo ArcScene del pacchetto ArcGIS 9.3 della ESRI. Il risultato consente di visualizzare dinamicamente e di interrogare il modello 3D degli edifici interessati dal piano, accorpati in aggregati strutturali, restituendo il riscontro immediato dei rapporti tra questi ed il contesto paesaggistico ed ambientale.

RIFERIMENTI
BARTOLOMUCCI, C., BONZAGNI, D., TRIZIO, I. (2012). The Reintegration of Urban Lacunas at
Castelvecchio Calvisio (AQ) after the 2009 Earthquake: The Use of GIS 3D as a Project
Monitoring Tool, in: M. Ioannides et al. (a cura di), “EuroMed 2012” International
Conference on Cultural Heritage, LNCS 7616, Lecture Notes in Computer Science, pp. 586-
593. Springer, Heidelberg.
CONTINENZA, R., RASETTA, A., TRIZIO, I. (2012), Digital integrated models for the
restoration and monitoring of the cultural heritage: the 3D Architectural Information System
of the Church of Santa Maria del Carmine in Penne (Pescara, Italy), in: P. Di
Giamberardino, D. Iacoviello, A. M. Natal Jorge, João Manuel R. S. Tavares, a cura di,
Computational Modelling of Objects Represented in Images: Fundamentals, Methods and
Applications III, Taylor & Francis Group, London, pp. 439-443.
BRUSAPORCI, S., CENTOFANTI, M., CONTINENZA, R., TRIZIO, I. (2011), The Architectural
Information System Siarch3d-Univaq for analysis and preservation of architectural heritage,
in: F. Remondino, S. El-Hakim (a cura di), International archives of photogrammetry, remote
sensing and spatial information sciences. Proceedings of the 4th ISPRS International
Workshop 3D-ARCH 2011: “3D Virtual Reconstruction and Visualization of Complex
Architectures”, Trento, Italia, 2-4 marzo 2011, vol. XXXVIII-5/W16, 2011.
BRUSAPORCI, S. (2010), a cura di, Sistemi informativi integrati per la tutela, la conservazione
e la valorizzazione del patrimonio architettonico e urbano, Roma, Gangemi.
TRIZIO, I. (2010), Il SIArch-Univaq della Villa Correr-Dolfin di Porcia (PN). Prospettive di
un GIS 3D finalizzato alla catalogazione, al monitoraggio e alla salvaguardia del patrimonio
storico e architettonico, in S. Brusaporci, a cura di, Sistemi informativi integrati per la tutela,
la conservazione e la valorizzazione del patrimonio architettonico e urbano, Roma, Gangemi,

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