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via S.Sisto: composizione architettonica-concorso

progettazione di un impianto urbano

di Giorgio Pallini, architetto da http://www.archilovers.com, nov 2012

chi progetta …. e chi fa

A febbraio 2012 il Comune dell’Aquila ha pubblicato il ” bando parco urbano ” per la riqualificazione dell’area piazza d’Armi.

Nella cartografia allegata ai documenti di gara, sono state ignorate alcune  preesistenze  (ad esempio, questa “meraviglia” del maggio 2010) di cui, forse,  si sarebbe dovuto tenere conto e “informare” i concorrenti.

Per non parlare di progetti e studi di fattibilità di uso dell’area , più o meno  fantasiosi che nel frattempo hanno fatto bella mostra di sè (giugno 2010) e senza che si sia tenuto alcun conto dei risultati e delle proposte progettuali, alcune piuttosto interessanti, di un Concorso di idee bandito dall’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di L’Aquila nel 2006, dal suggestivo titolola porta della città“. 

Nei giorni scorsi, è stata annunciata la chiusura del Concorso, che ha visto la partecipazione di numerosi (33) concorrenti di tutta Italia, e anche di Spagna e Polonia. Siamo ansiosi di vedere i risultati del Concorso. E fiduciosi che vincerà il migliore.

Nel frattempo, si “costruisce”

lavori in corso

…. dicechè 7 milioni di euro….

…..scrivechè 6 milioni di euro….

Importo dell’appalto € 4.387.020,43

(ottomiliardisettecentomilioni di lire ……  come si diceva una volta. Lira più, lira meno.)

‎”… forse che, 4 milioni di euro, impiegati per il recupero e la riqualificazione (anche solo un’ala, di una parte…) del Forte Spagnolo, invece che in un baraccone di legno, cartongesso e sputo…. forse che… anche Renzo Piano, adeguatamente coinvolto, sarebbe stato più contento… forsechè….” (AdB)

archistar

l’Auditorium della discordia: progetto di Renzo Piano presunte irregolarità amministrative e perplessità urbanistiche

L’esposto di Italia Nostra da “il Capoluogo”, 3 mar

Oggi all’Aquila il presidente della sezione aquilana di Italia Nostra, Fausto Corti, insieme a Paolo Muzi e Franco Salvati hanno illustrato nuovi dati che alimentano le perplessità sulla costruzione, nel parco del Forte spagnolo all’Aquila, dell’auditorium progettato da Renzo Piano. Il progetto dell’auditorium, nato da una prima idea del maestro Claudio Abbado, che ne parlò dopo aver diretto a L’Aquila un concerto con l’orchestra Mozart, fu presentato nel dicembre 2010, firmato dall’archistar Renzo Piano e finanziato dalla provincia di Trento. Ma da allora Italia Nostra e Legambiente hanno aperto una guerra senza quartiere contro la messa in opera dei lavori in quell’area.

E veniamo ai dati di Italia Nostra, come prima cosa gli oltre settecentomila euro non coperti e inseriti nel budget iniziale, perché costi afferenti non alla progettazione preliminare ma a quella esecutiva dell’auditorium.

In secondo luogo vengono evidenziate irregolarità nell’individuazione dei progettisti che sarebbe dovuta avvenire secondo procedure di gara. Cosa che non sembra avvenuta, né aggirabile in base alle varie deroghe possibili del dopo terremoto aquilano. Infine le perplessità sulla necessità dell’opera a fronte di un esborso complessivo di quasi sette milioni di euro

Tutto questo pacchetto di osservazioni si è quindi tradotto in un esposto che Italia Nostra ha presentato alla Procura e alla Corte dei conti dell’Aquila per “presunte irregolarità nell’iter amministrativo”.

Un percorso per niente semplice per l’auditorium “di Piano”, sul quale vale la pena di ricordare anche lo stop ai lavori imposto dal Tar nel settembre del 2011, perché una ditta fece ricorso contro l’aggiudicazione della gara in favore di un’azienda trentina. Quando però sembrava che questo scoglio si stesse superando e i lavori stessero ormai per prendere il via, la querelle non si placa.

La posizione di Italia Nostra, oltre ai rilievi amministrativi, riapre un dibattito più ampio sulla pianificazione della città dell’Aquila e del suo territorio dopo il terremoto, ponendo interrogativi sulla “necessità” di questa struttura proprio nel parco del Castello e alimentando dubbi sulla costruzione di nuovi luoghi, invece di accelerare per il recupero di quelli danneggiati, anche, eventualmente, con un progetto firmato da Renzo Piano. di Alessia Moretti

LA SCHEDA DELL’AUDITORIUM DIFFUSA ALL’INDOMANI DELLA PRESENTAZIONE

Un grande cubo in legno d’abete “firmato” da Renzo Piano, suggerito dal maestro Claudio Abbado e finanziato dal Trentino. E’ il nuovo Auditorium del Castello, denominato dall’architetto genovese “Modulo ad uso concertistico provvisorio”, che il Trentino donerà a L’Aquila come simbolo della rinascita culturale e sociale della città dopo il terremoto del 6 aprile 2009. Il progetto, alla cui realizzazione la Provincia autonoma di Trento contribuisce con 6 milioni di euro, è stato approvato dal Comitato tecnico amministrativo dei lavori pubblici e della protezione civile nello scorso settembre mentre una determinazione del dirigente del Dipartimento Protezione Civile e Infrastrutture del 7 dicembre scorso ha dato l’avvio alla procedura di appalto. L’opera sorgerà all’interno del cinquecentesco Forte Spagnolo che ospitava, in un auditorium da 240 posti ora inagibile a causa delle lesioni alle strutture provocate dal sisma, l’attività sinfonica della Società Baratelli. 

[…] La prima idea di realizzare un auditorium temporaneo è del maestro Claudio Abbado, che ne parlò dopo aver diretto, nel giugno dello scorso anno a L’Aquila, un concerto con l’Orchestra Mozart.

L’edificio è formato da tre distinti volumi in legno a forma di cubo tra loro collegati: il primo cubo – cuore del progetto – ha un lato di 18 metri ed ospiterà l’auditorium (capienza 238 spettatori e 40 orchestrali). Il modulo è caratterizzato dall’essere inclinato di 30 gradi: al suo interno la gradonata che ospita il pubblico è collocata sulla faccia inclinata, permettendo così di avere una visibilità ottimale. La sala sarà di colore rosso, alludendo all’energia, alla musica e alla gioia di stare insieme.

Ai lati del cubo principale, gli altri due cubi, più piccoli, che ospiteranno il foyer e i camerini di musicisti e artisti. Una scelta che rimanda ad una “non architettura” per non confliggere esteticamente con la marcata architettura del vicino Forte Spagnolo. Proficua, in tal senso, è stata la collaborazione con la Soprintendenza de L’Aquila, che ha dettato un’unica prescrizione relativa alla verifica della presenza di eventuali reperti archeologici nel sottosuolo.

I tre cubi di Piano appaiono come tre dadi gettati “casualmente” all’interno dell’area, e creano nel rapporto tra essi uno spazio-piazza attrezzato per eventi anche esterni.

A parte la soletta in cemento armato, appoggiata a sua volta su 16 pilastri in cemento muniti di isolatori elastomerici in grado di assorbire le sollecitazioni sismiche orizzontali (così costruito, l’auditorium avrebbe resistito al sisma del 6 aprile 2009), l’intera struttura è costruita in legno. Una scelta precisa legata alle proprietà acustiche e antisismiche del legno, alla “naturalità” del rapporto materico con la pietra del Castello, al suo essere rinnovabile e quindi ecosostenibile.

Nelle immediate vicinanze dell’auditorium verranno tra l’altro piantati 200 alberi, numero uguale a quello necessario per realizzare la cubatura principale dell’edificio.

Particolare è stata l’attenzione posta all’aspetto acustico, per il quale i progettisti si sono avvalsi dei suggerimenti di un “luminare” del campo, l’ingegnere tedesco Helmut Mueller. Le facciate interne dell’auditorium sono costituite da pannelli in legno caratterizzati da una serie di fresature acustiche; sono inoltre previsti pannelli in legno di abete di risonanza della Valle di Fiemme posti sia sulle pareti che sul soffitto con funzione di assorbimento e rifrazione del suono.

Anche la struttura esterna del grande cubo è costituita da un reticolo di travi in legno d’abete lamellare tamponato su entrambi i lati da pannelli tipo X-Lam anch’essi in abete – quasi una doppia pelle dell’edificio – distanziate dalla struttura e colorate in modo diverso in tonalità pastello utilizzando pigmenti naturali. La definizione del tipo di legno è stata decisa con l’Istituto Ivalsa-Cnr di San Michele all’Adige diretto dal professor Ario Ceccotti. Ogni colore corrisponde a un tipo di doga, ogni doga sarà marchiata a fuoco con un segno distintivo.

Un edificio disegnato nei più piccoli dettagli, insomma, a garanzia della qualità costruttiva finale e frutto del lavoro del gruppo misto costituito dalla Giunta provinciale, nel quale, accanto ai progettisti del Renzo Piano Building Workshop, figurano il Dipartimento Protezione civile provinciale (con Raffaele De Col responsabile del procedimento), il Servizio Prevenzione Rischi, il Servizio Geologico, l’Ivalsa-Cnr, l’Itea Spa ed alcuni studi ingegneristici.

Il nuovo auditorium verrà utilizzato come sala musicale temporanea per il tempo necessario alla ristrutturazione del Forte Spagnolo, ma al tempo stesso sarà capace di rispondere in modo eccellente ai requisiti acustici e funzionali necessari per uno spazio musicale e potrà essere utilizzato, anche in seguito, per numerose attività culturali: oltre ai concerti, quindi, attività di ristoro, sosta e luogo di incontro, spettacoli all’aperto e attività di aggregazione sociale.

Per permettere l’avvio immediato della procedura di gara d’appalto, si è deciso di tenere contemporaneamente in sospeso il completamento, che sarà a cura del Comune de L’Aquila, di alcune aree contenute nel cubo 2 (foyer) e 3 (camerini).

ll progetto è già stato approvato dal Ministero per i Beni culturali, dalla giunta comunale di L’Aquila e dai Vigili del fuoco.

L’appalto è a corpo, aggiudicato mediante l’offerta economicamente più vantaggiosa. L’impresa che si aggiudicherà la realizzazione dell’opera (180 i giorni concessi per ultimarla) dovrà garantire che il cantiere possa essere utilizzato anche come area formativa per studenti e architetti, che potranno seguire lo sviluppo dei lavori svolgendo un ruolo attivo, organizzando ad esempio info point. I progettisti organizzeranno anche work shop sul campo.


foto Yar Man, nov 2012

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