vulnerabilità sismica – il caso di Villa S.Angelo

Valutazione e riduzione della vulnerabilità sismica degli aggregati edilizi dei centri storici. Il caso di Villa Sant’Angelo

Premio Gubbio 2012, Menzione d’ onore sezione Tesi di Dottorato di Ricerca

di DAVIDE INDELICATO, da http://europaconcorsi.com, dic 2012

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© davide indelicato . Pubblicata il 01 Dicembre 2012.

Introduzione e articolazione della Tesi Il recente ripetersi di drammatici eventi sismici,sia in Italia che all’estero, ha riproposto come tema di scottante attualità la riflessione sulle modalità di intervento sull’edificato esistente in modo da rispondere positivamente alle istanze di sicurezza, mantenendo al contempo elevati livelli di qualità urbana. È infatti ormai opinione diffusamente condivisa che, in particolare, gli interventi di conservazione della città storica debbano confrontarsi dialetticamente con l’istanza della sicurezza sismica. Ciononostante le modalità con cui si affronta tale tematica risultano ancora confuse e spesso inefficaci. Se per gli edifici di nuova costruzione, ad esempio, il raggiungimento di un adeguato livello di sicurezza nei confronti dell’azione sismica è insito nel rispetto delle norme antisismiche vigenti, per gli edifici esistenti, in particolare per quelli murari dei centri storici, tale garanzia è affidata a una pratica ben più complessa che consiste nel rispetto della logica con cui essi sono costruiti, il riconoscimento della quale è condizione imprescindibile per la conservazione. La Tesi si propone, dopo un inquadramento dello stato di avanzamento della disciplina, di illustrare una metodologia di lettura della città storica per la comprensione e la riduzione della sua vulnerabilità sismica. Tale metodologia viene applicata ad un caso studio, un aggregato nel centro storico abruzzese di Villa Sant’Angelo, drammaticamente colpito dal terremoto dell’aprile 2009. La procedura metodologica applicata al caso studio di Villa Sant’Angelo La metodologia proposta e sperimentata nella Tesi è pensata per essere applicata in maniera preventiva in situazioni di normale attività edilizia, ma la sua declinazione in condizioni post sismiche ne ha permesso una sperimentazione al vero. Il nodo concettuale di base attorno a cui si articola la Tesi è la nozione di aggregato edilizio. La complessità dei tessuti storici, ricchi di trasformazioni, alterazioni, permanenze, determina una elevata difficoltà nell’interpretazione del comportamento sismico degli edifici che la compongono, proprio perché essi, appartenendo a un tessuto, sono strettamente interdipendenti. Per questo motivo si ritiene che l’unità minima su cui concentrare l’attenzione, sia proprio l’aggregato, inteso come termine medio tra la scala urbana e la scala edilizia. Per aggregato si intende, infatti, un insieme di edifici strutturato nel tempo e legato da un “sistema di autoregolazione storica” . Gli elementi che costituiscono l’aggregato, attraverso tale processo di formazione (aggregazione) acquisiscono caratteristiche diverse da quelle proprie dei singoli elementi componenti. L’aggregato ha cioè qualcosa di sostanzialmente diverso dagli elementi che lo compongono, nel senso che questi hanno un grado di relazione interna tale da consentire di considerare il loro insieme come un unico oggetto. La metodologia adottata si articola in tre fasi: Il percorso di conoscenza, L’interpretazione; Il progetto e si sviluppa a tre scale: la scala urbana (la città), la scala dell’aggregato (il frammento di città) e la scala edilizia (l’edificio). Il percorso di conoscenza L’aggregato preso in esame come caso studio è rappresentativo di una condizione di crollo e di danneggiamento tipica del contesto urbano in cui si trova. È situato nell’area meridionale del centro storico di Villa, in prossimità dell’accesso alla città. Il rilievo critico, condotto con difficoltà, data la cospicua presenza di macerie, ha evidenziato la presenza di un forte dislivello tra la quota a valle e quella a monte che ha influito sulle sue caratteristiche costruttive e sulla sua conformazione morfo-tipologia. In questa fase è stato condotto, oltre a un rilievo geometrico e costruttivo, anche un rilievo del danno e dei crolli sia dell’intero centro abitato che dell’aggregato, individuando puntualmente le porzioni murarie crollate, quelle superstiti e l’ingombro delle macerie sulle percorrenze pubbliche o internamente agli edifici.

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© davide indelicato . Pubblicata il 01 Dicembre 2012.

L’interpretazione: dall’analisi al progetto La fase di interpretazione si è svolta tramite il confronto tra le ricostruzioni congetturali dell’ aggregato nello stato precedente al terremoto e il rilievo puntuale dello stato successivo. Ciò ha permesso di dedurre i fattori di vulnerabilità e di resistenza sismica realmente presenti nell’aggregato. Sono stati individuati fattori di vulnerabilità sismica intrinseca (eccessiva snellezza verticale e orizzontale delle strutture murarie, coperture spingenti, bassa qualità dell’apparecchio murario…); da alterazione e interazione (carenza di ammorsamento tra muri continui, cordoli in c.a…); da posizione (fronti svettanti). Tra i fattori di resistenza si citano ad esempio la presenza di cantonali, radiciamenti lignei, incatenamenti metallici o presidi antisismici storici locali. Sulla base di tali considerazioni è stato possibile ricostruire l’effettivo scenario di danno verificato in occasione del sisma del 2009 e dunque i singoli cinematismi di collasso messi in atto.

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© davide indelicato . Pubblicata il 01 Dicembre 2012.

 Il progetto di messa in sicurezza, rimozione delle macerie, conservazione e riduzione della vulnerabilità sismica del centro storico e dell’aggregato La fase progettuale consiste nella predisposizione di un progetto (alle tre scale sopracitate) che attraverso la puntuale rimozione delle macerie, attuata per percorsi e cantieri progressivi in cui vengono descritte le operazioni da compiere (demolizioni controllate di porzioni murarie con sagomatura orizzontale o a scarpa, incatenamento delle pareti di facciata con le pareti di spina, rimozione degli elementi instabili delle coperture o dei balconi, protezione delle cimase murarie con bauletto di malta, puntellature a contrasto su edifici contapposti, puntellature inclinate, cerchiature e incatenamenti) permette di selezionare ciò che deve essere conservato e ciò a cui si deve rinunciare per poter garantire la sicurezza e avviare la ricostruzione. In questo modo è inoltre possibile dedurre dei criteri generali applicabili al miglioramento sismico dei contesti urbani storici non danneggiati dal sisma. Il progetto, in conclusione, mira a dimostrare che in condizioni di danneggiamento così esteso la demolizione totale o la delocalizzazione del centro abitato non sono le uniche soluzioni possibili, seppure sicuramente siano le più semplici ed immediate. È possibile trovare un compromesso per conservare ciò che ha resistito al terremoto, garantire la sicurezza e permettere la ricostruzione con criteri di miglioramento sismico. Per l’avvio della fase di ricostruzione si impongono una serie di riflessioni sia sulle funzioni che il nuovo centro dovrà ospitare che sull’immagine della città ricostruita. Dai dialoghi con la cittadinanza locale è emerso un prevedibile desiderio di ritornare a vivere la città alla stessa maniera di come la si viveva prima del terremoto. Tale comprensibile desiderio era tuttavia accompagnato dalla paura del ripetersi delle medesime tragiche circostanze e dai dubbi sulla reale sicurezza della città storica. L’idea che si sostiene consiste nell’ intervenire in maniera gradualmente differenziata sulla ricostruzione della città, evitando il riproporsi di condizioni di precarietà costruttivo–strutturale ma riproponendo al contempo una nuova identità urbana.

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2 Responses to “vulnerabilità sismica – il caso di Villa S.Angelo”


  1. 1 Mammamsterdam 13 dicembre 2012 alle 08:04

    Non avrei mai immaginato che una lettura così tecnica potesse appassionarmi, e adesso viene voglia di saperne di più su questo tipo di aggregati e i criteri con cui sono stati costruiti nel tempo.


  1. 1 vulnerabilità sismica – il caso di Villa S.Angelo | L'Aquila - Cerca News Trackback su 13 dicembre 2012 alle 09:10

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