palazzo della Magnifica Camera

Il ritorno del Palazzo della Magnifica Camera
di Errico Centofanti da Facebook, 3 dic.

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Nella giornata del 7 Dicembre va in scena uno dei piú significativi segnali di un concreto avvio a rinascita del centro storico: la restituzione alla comunità del primo edificio comunale risanato. Infatti, conclusi i lavori di consolidamento e restauro curati dal Ministero dei Beni Culturali con il supporto finanziario della Camera dei Deputati, viene riaperto quello che d’ora in avanti si potrà tornare a indicare come “Palazzo della Magnifica Camera”.

Solo in epoca piuttosto recente era invalso l’uso di denominare “Palazzetto dei Nobili” l’edificio che, dopo il terremoto del 1703, era stato acquisito dalla Congregazione dei Nobili ma che per secoli era stato sede dei “Signori della Camera”, cioè dell’antico organo di governo della città.

Grazie al ripristino del Palazzo della Magnifica Camera, tornerà a insediarsi nel cuore della città antica il Sindaco, nella veste di Presidente del Comitato Promotore della Candidatura dell’Aquila a Capitale Europea della Cultura per il 2019. Lí troveranno sede anche l’Assessorato alle Politiche Culturali e la struttura della Candidatura e lí avranno anche ospitalità iniziative di rappresentanza e eventi artistici.

L’antica denominazione di Palazzo della Magnifica Camera è attestata in primo luogo dall’iscrizione del 1514 scolpita, insieme con le civiche insegne, sul portale dell’edificio affacciante in Via Camponeschi. Inoltre, l’attestano gli autorevoli e meticolosi studi di Raffaele Colapietra (tra l’altro, in Antinoriana, II, L’Aquila 1978), come l’attestano numerosissimi documenti d’archivio, tra i quali:
a) il Fondo notarile dell’Archivio di Stato dell’Aquila (Notar Jobaptista Marini, vol. II, anni 1491/93 – 1495/98) che indica come sul lato occidentale dell’attuale Piazza di Santa Margherita sorgesse un complesso edilizio, noto come “case nuove dei Camponeschi”, il quale aveva acquistato funzione pubblica divenendo sede della Magnifica Camera Aquilana;
b) il Liber Reformationum (T27, c. 117, in Archivio Civico Aquilano presso Archivio di Stato dell’Aquila), dove, nella riformagione degli Statuta Civitatis Aquilae del 6 Ottobre 1592 si legge: «Le case dove risiede hora il Magistrato, detta la Camera».

Cosí, ora l’edificio non solo torna all’antico splendore ma riacquista anche l’onore di una denominazione che ne sottolinea sia l’appartenenza all’intera comunità sia la funzione di simbolo identitario degli aquilani, in attesa che quest’ultima funzione trovi ancor piú solenne espressione con il ripristino prossimo venturo della contigua residenza municipale.

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