demolizioni: chi autorizza, chi controlla

da http://www.abruzzoweb.it, 1 dic

 “All’Aquila sono arrivati i nuovi barbari”.

È questa l’accusa lanciata in un appello promosso da Giandomenico Cifani, ricercatore del Cnr e responsabile della sezione aquilana di Italia nostra, Donato Di Ludovico dell’Istituto nazionale di urbanistica, e Pierluigi Properzi, consigliere comunale e ordinario di Tecnica urbanistica dell’Università dell’Aquila. Tra i sottoscrittori del documento si leggono nomi importanti della cultura nazionale come Salvatore Settis e Vittorio Emiliani.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è la demolizione della storica sede Inail di corso Federico II, “uno dei numerosi edifici realizzati in epoca fascista – scrivono – che, notoriamente, all’Aquila ha prodotto interventi di grande qualità architettonica e che caratterizza profondamente intere parti del tessuto urbano, ma anche strutturale visto che sono tra gli edifici che hanno subito meno danni dal terremoto del 2009”.

“Il fatto è tanto più grave, e lascia sconcertati – aggiungono – se si pensa non solo che dalla scheda di rilevamento danno risultano solo danni strutturali leggeri ma anche, e soprattutto, che l’edificio è vincolato”.

[…]

Al Ministro per i Beni e le attività Culturali
Lorenzo Ornaghi
Via del Collegio Romano, 27
00186 ROMA
L’Aquila, 01 dicembre 2012

Al Ministro per la Coesione Territoriale
Fabrizio Barca
Largo Chigi, 19
00187 ROMAAl Direttore MiBAC Abruzzo
Fabrizio Magani
via Francesco Filomusi Guelfi
67100 L’AQUILA

Al Soprintendente BAP – Abruzzo
Alessandra Vittorini
Convento Agostiniano S. Amico Via San Basilio 2/a
67100 L’AQUILA

Al Sindaco del Comune di L’Aquila
SEDE

Agli organi di informazione
LORO SEDI

Oggetto: Demolizione della storica sede dell’Inail in corso Federico II a L’Aquila

QUOD NON FECERUNT BARBARI, FECERUNT BARBERINI: il centro storico, per le parti non distrutte dal terremoto, viene distrutto dai nuovi barbari.

In queste ore si sta procedendo, a tappe forzate, alla demolizione della storica sede dell’Inail in corso Federico II, accanto al Cinema Massimo, uno dei numerosi edifici realizzati in epoca fascista che, notoriamente, a L’Aquila ha prodotto interventi di grande qualità architettonica e che caratterizza profondamente intere parti del tessuto urbano, ma anche strutturale visto che sono tra gli edifici che hanno subito meno danni dal terremoto del 2009.
Il fatto è tanto più grave, e lascia sconcertati, se si pensa non solo che dalla scheda AeDES (Scheda di 1° livello di rilevamento danno, pronto intervento e agibilità per edifici ordinari nell’emergenza post-sismica) risultano solo danni strutturali leggeri ma anche, e soprattutto, che l’edificio è vincolato.
Se questa è la logica che sottende al recupero di uno dei più importanti centri storici d’Italia vuol dire che di fronte al nostro patrimonio storico architettonico e urbanistico, qualsiasi sensibilità è ormai perduta.
Questo gravissimo episodio, inoltre, dimostra ancora una volta che le complesse, contraddittorie e incomprensibili norme “costruite” per il dopo-terremoto del 2009 sono assolutamente “improprie” (tanto per usare un eufemismo) e consentono tutto e il contrario di tutto senza, per altro, alcun controllo della spesa.
Le tanto attese “nuove procedure” che dovrebbero essere tra poco – si spera – emanate rischiano di arrivare fuori tempo massimo.
….verrebbe da dire: “L’Aquila addio….” oppure “Dio salvi L’Aquila” come il Dossier INU del 2010.

Giandomenico Cifani
Italia Nostra – Sezione L’Aquila
Donato Di Ludovico
INU – LAURAQ
Istituto Nazionale di Urbanistica Laboratorio Urbanistico Aquila
Piero Properzi
Ordinario Tecnica Urbanistica
Università L’Aquila

Hanno inoltre aderito alla presente nota (cfr. elenco alla pagina successiva)

Alici Antonello Consiglio Direttivo Nazionale – Italia Nostra
Angeletti Paolo Ingegnere – Umbria
Associazione AAA Associazione nazionale Archivi di architettura contemporanea
Associazione patrimoniosos Associazione in difesa dei Beni Culturali e Ambientali
Bologna Ferdinando Storico dell’arte
Bologna Mauro Docente Università degli Studi L’Aquila
Cappelli Patrizia Pinatcoteca Nazionale di Ferrara
Centofanti Mario Docente Disegno e Restauro architettonioc – Università L’Aquila
Cesareo Antonello Storico dell’arte
Cherubini Alberto Presidente Comitato Tecnico Scientifico – Sisma Marche
Cialone Giovanni Italia Nostra – L’Aquila
Ciammitti Luisa Direttrice Pinatcoteca Nazionale di Ferrara
Corti Fausto Italia Nosra – L’Aquila
D’Angelo Umberto Ministero per i beni e le attività culturali – Roma
Dantini Michele Professore di storia dell’arte contemporanea all’Università del Piemonte orientale
Di Biase Tommaso Architetto – Pescara
Di Sano Liberato Italia Nostra – L’Aquila
Eddyburg Sito informativo di società, politica, città e territorio, urbanistica e pianificazione
Emiliani Vittorio Comitato per la Bellezza
Guermandi Maria Pia Consiglio Direttivo Nazionale – Italia Nostra
Levi Donata Associazione patrimoniosos
Marinucci Ugo Avvocato – L’Aquila
Montanari Tomaso Docente di Storia dell’arte moderna – Univesità Federici II – Napoli
Morselli Anita Centro Studi “Giorgio Morandi”
Mottola Mottola Molfino Consiglio Direttivo Nazionale – Italia Nostra
Muzi Paolo Italia Nostra – L’Aquila
Pelagatti Giancarlo Presidente Consiglio Regionale Abruzzo – Italia Nostra
Petrusewicz Marta Docentedi storia moderna – Università della Calabria e City University of New York
Pinna Daniela Docente Università Bologna
Rech Clara Presidente ANISA – Associazione Nazionale Insegnanti Storia dell’Arte
Reggiani Anna Maria Archeologa, Docente Università di Chieti
Riccioni Francesco Ingegnere
Saccuman Roberto Restauratore
Sassi Maria Michela Docente Università degli Studi di Pisa
Settis Salvatore Docente Scuola Normale Superiore di Pisa
Stanzani Anna Soprintendenza BSAE per le provincie di Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini
Turroni Sauro Architetto
Venturi Gianni Presidente Istituto di Studi Rinascimentali di Ferrara

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3 Responses to “demolizioni: chi autorizza, chi controlla”


  1. 1 adrianodibarba 3 dicembre 2012 alle 20:57

    Reblogged this on Verso L'Aquila.

  2. 2 giorginacantalini 4 dicembre 2012 alle 23:08

    Ma allora rimane la domanda, se non era da demolire, chi l’ha deciso?

    • 3 adrianodibarba 5 dicembre 2012 alle 08:46

      sarebbe lecito (?) chiedersi: esiste un piano-programma delle demolizioni? è segreto o pubblico? se è pubblico, dov’è consultabile?, chi l’ha formulato? chi ha il controllo sulla corretta applicazione-esecuzione del piano-programma delle demolizioni? nel caso in particolare del palazzo ex-INAIL (e degli altri immobili di rilevanza atchitettonica-urbanistica-storica-sociale.. ecc. ) esiste un progetto di recupero-ricostruzione approvato? è pubblico o segreto? se ne conoscono gli autori, gli esecutori, i controllori, i costi, i tempi?…..ah, troppe domande…


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