costruire – nuova sede dell’Ordine degli Architetti

Pile (L’Aquila) di ST.A.MP., Firenze, da http://europaconcorsi.com, 14 ott.

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© ST.A.MP. . Pubblicata il 14 Ottobre 2012.

L’area di 2310 mq del lotto assegnato, si sviluppa secondo un andamento piuttosto pianeggiante ed è inserita in un complesso di lottizzazioni a carattere industriale e servizi. Situato nel Nucleo Industriale di Pile, il lotto appare dominato da elementi contrastanti. Da un lato la specificità del sito industriale, denunciato dalle possenti realtà del centro commerciale “Il Globo” sul lato nord-est e del centro commerciale “L‘Aquilone” sul fronte ovest, dall’altro la magnificenza delle vette dell’Appennino con il Gran Sasso stagliato all’orizzonte. Il progetto realizzato, seppur modesto nelle dimensioni, vuole valorizzare |’area su cui insiste, la quale è stata oggetto negli anni post-sisma di cospicui interventi, la maggior parte dei quali poco caratterizzati nonché poco caratterizzanti. Il lavoro dopo una fase analitica e metaprogettuale, ha valutato alcune suggestioni e stimoli provenienti sia dalla riflessione più propriamente architettonica e rivolta alla semantica stessa dell‘architettura, sia da una osservazione dei caratteri della città dell’Aquila e del suo paesaggio.

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Planimetrie © ST.A.MP. . Pubblicata il 14 Ottobre 2012.

Sono stati individuati alcuni elementi significativi sia del paesaggio che della città storica. Per quanto concerne il primo aspetto e stata considerata la massività e forza espressiva della catena dell’Appenino che domina il paesaggio come proposizione verso un’architettura piena e corposa ma anche erosa e realizzata attraverso blocchi unici che funzionano non per semplice giustapposizione ma solo per concatenazione armonica, proprio come la Catena montuosa sembra suggerire. Da qui nasce la conformazione dei volumi che compongono il progetto, quattro rocce che si staccano dalla piastra di base.

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Concept © ST.A.MP. . Pubblicata il 14 Ottobre 2012.

Le direttrici di quattro assi su cui si sviluppano le cinque chiese fondative e la fontana delle 99 cannelle, sono state utilizzale come pretesto compositivo per la scomposizione del monolite (il parallelepipedo con impianto ad “L”), informando la materia geometrica primaria. Le masse murarie piene che ne scaturiscono sono quattro che si stagliano ben riconoscibili all’interno della volumetria di base. La miriade di stradine e piazze caratteristiche del centro cittadino, ma anche l’aspirazione dichiarata ad inizio relazione ad una fruibilità dell’intervento come fulcro promotore di una spazialità vissuta non solo come lavorativa ma anche socio-culturale , hanno mosso a cercare spazi connettivi e distributivi dei quattro volumi che permettessero una fluidità non realizzabile per mezzo di un classico corridoio distributivo.

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© ST.A.MP. . Pubblicata il 14 Ottobre 2012.

La molteplicità delle viste che si aprono in tale spazio, per colui che vi è dentro è esercizio di libero arbitrio e conseguente scelta da parte dell’utente non più incasellato in un architettura assolutamente ordinata ed ordinatrice ma in un‘ architettura capace di ibridazione ed eteronomia. Inoltre, la suggestione apportata dai ricchi effetti chiaroscurali e massivi delle fortezze medievali, ha fatto si che i volumi di progetto fossero conformati a partire dalla luce, come elemento generatore di ogni architettura, sostanziata da una scelta di materiali che esaltino le possibilità conformative dello spazio a partire dalla luce stessa. Effetti di luce ed ombra, alternanza di vuoti e pieni, possibilità distinte prospettiche e spaziali, questo vuole configurare l’architettura proposta.

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© ST.A.MP. . Pubblicata il 14 Ottobre 2012.

L‘edificio proposto insiste sulla porzione del lotto più vicina alla strada di accesso carrabile prevista dal P.R.T. Sull’estremo opposto le fa da eco la collina di progetto, terrazzata e praticabile, che è realizzata con terreno di riporto dello scavo per le opere di fondazione assicurando l’abbattimento dei costi di trasporto a discarica. Piccoli arbusti con fioriture a cicli distinti e specchi d‘acqua le conferiranno un aspetto cangiante che guarda a quello proprio della natura nella sua completezza.

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© ST.A.MP. . Pubblicata il 14 Ottobre 2012.

La pianta ad “L” articola il sito in due spazi distinti, uno propriamente di accesso pedonale, carrabile e parcheggi, l‘altro più intimo, racchiuso tra la pianta e la collina verde, definisce il paesaggio percettivo come il vuoto-piazza che costituirà il nucleo dell’intervento proposto. La piastra di base continua senza interruzioni fino al solaio di copertura e si conforma come involucro avvolgente. Questa piastra è la zolla su cui viene articolato lo spazio, o meglio gli spazi, in una semantica su cui si gioca l’architettura. La piastra ospiterà rampe di accesso e spazi con sedute, su di essa si stagliano i quattro volumi monolitici come pure lo spazio distributivo vetrato. Lo spazio distributivo-connettivo funge da percorso-piazza interno e accoglie il fruitore dall’ingresso principale disposto a nord-ovest. Non ha solo funzione propriamente distributiva ma è organizzato con postazioni di sosta caratterizzanti che possano configurare spazi di socialità e di fruizione collettiva. L’elemento si snoda in modo tale da stabilire la corretta relazione con i quattro elementi massivi che accolgono le funzioni compatibili o strettamente connesse in altrettanti comparti aggregativi. Uno spazio suggestivo e fluido, trattato dagli effetti di luce dissonanti e drammatici o scale metriche armoniose che irrompono nella massa volumica piena. La caratterizzazione poetica degli spazi architettonici. L’accesso principale sul fronte nord-ovest è marcato da due elementi: la rampa scavata nella piastra e il taglio materico più importante nella gerarchia di s-composizione dell’edificio. Procedendo lungo il lato nord-est si incontra il primo volume con funzioni di hall-accoglienza e bookshop, da cui si accede successivamente ad altri due blocchi con funzioni più strettamente riservate ai dipendenti.

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© ST.A.MP. . Pubblicata il 14 Ottobre 2012.

Procedendo invece dall’ingresso principale in direzione nord-ovest si accede alla sala polifunzionale dotata di servizi igienici propri. La scelta distributiva è mossa dalla volontà di ottenere dei volumi comunicanti ma allo stesso tempo indipendenti, affinché la sala polifunzionale possa funzionare autonomamente rispetto alla sede del ’Ordine degli Architetti. Lo spazio connettivo-distributivo concepito in continuità con i blocchi e non giustapposto a questi offre un gioco di molteplicità prospettiche amplificate dalla scansione materica con cui vengono trattati i quattro blocchi. Le facce dei volumi non interessate dai tagli compositivo-funzionali sono rivestite con cortina in mattone scuro. Non appena questi volumi penetrano nello spazio distributivo, perdono la forte conformazione materica data dal mattone pieno e configurano un ambiente più caldo. ln tal senso le superfici verranno risolte con materiali quali il vetro scandito da listelli di legno disposti verticalmente e legno. Il fronte sud, che affaccia sul vuoto materico delimitato dall’edificio e dalla collina verde, vuoto precedentemente definito come piazza, avrà in tal modo un aspetto più raccolto rispetto ai fronti che affacciano verso il Nucleo Industriale, configurando una spazialità più intima.

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3 Responses to “costruire – nuova sede dell’Ordine degli Architetti”


  1. 1 Lucio Gialloreti 2 novembre 2012 alle 19:42

    Forse , o anzi sicuramente mi sbaglio, ma se non è megalomania questa!!

    • 2 adriano 3 novembre 2012 alle 08:23

      …. un altro possibile tassello, tolto alla ricostruzione del, e NEL, Centro storico.
      Attività qualificanti, culturalmente e socialmente rilevanti, architettonicamente significative, che invece di svolgere la funzione di esempio e di stimolo a rinnovare e valorizzare la città storica, vanno ad ampliare una anonima e squallida periferia

      • 3 Lucio Gialloreti 3 novembre 2012 alle 10:42

        Già , Adriano,mi aveva colpito l’aspetto faraonico ( chi paga peraltro??), ma tu giustamente punti il dito sulla piaga: l’incremento di una periferia anonima e senza ricordi, a detrimento di quanto si dovrebbe invece fare per ricostruire il nostro bellissimo centro storico!


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