la via dei canti

la via dei canti, 2° premio, Concorso Parco urbano di piazza d’Armi

di Alessandro Corradini, Valerio Barberis (mdu architetti), Marcello Marchesini (mdu architetti), Cristiano Cosi (mdu architetti), Gabriele Pinca, francesca zorzetto, Lucia Petrà, Massimo Toni (AEI progetti s.r.l.), Stefano Mignani (M&E)

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mdu architetti. Pubblicata il 04 Luglio 2012.

Il progetto si muove nel tentativo di definire una nuova centralità urbana nella città dell’Aquila, nella quale progettazione del paesaggio e architettura si fondino in un unico “atto espressivo”. Il progetto, infatti nasce prima di tutto come una sequenza di “fluidi” che attraversano trasversalmente la valle, collegando le montagne a Sud e a Nord dell’area di concorso, che delineano nel territorio una forma ramificata, una sorta di albero che collega elementi naturali e funzioni pubbliche esistenti. Il disegno dell’area di concorso, così, risulta essere collegato intimamente con la città esistente, non solo in termini fisici, ma sopratutto in termini poetici: il parco urbano di Piazza d’Armi nasce dalle relazioni che questi nuovi segni adagiati sul territorio instaurano con l’esistente, donando un nuovo significato anche a ciò che esiste già. Come gli aborigeni del bush australiano trovano la propria strada nel deserto “cantando” ciò che incontrano nel loro percorso, delineando i percorsi invisibili della tradizione millenaria delle Vie dei Canti, allo stesso modo il progetto definisce nuovi percorsi che attraversano la città esistente e l’area di concorso, definendo nuove relazioni tra gli elementi naturali del la valle ed il paesaggio urbano.

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Il tema principale del parco è costituito da una sequenza di percorsi pedociclabili disposti secondo una direzione nord sud, che iniziano in corrispondenza del punto di incontro tra Via Corrado IV e la Piazza attualmente in costruzione. Si tratta di un vero e proprio percorso-piazza che si articola attorno alla Piazza in costruzione, che si divide definendo due “rami”: il primo subisce una deviazione e, passando dal nuovo edificio per servizi, conduce alla piazza antistante il Conventino. Il secondo “diviene” in teatro, il cui interno è trattato come una semplice estensione dello spazio pubblico. Lungo il tragitto si incontrano chioschi per la sosta, aree gioco per bambini, aree alberate e siepi tappezzanti. I percorsi principali del parco, seguendo la filosofia generale del progetto, collegano tra di loro funzioni esistenti nell’area di concorso e nuove attrezzature: anche il Conventino, entra a far parte di questa rigenerazione urbana, enfatizzando il ruolo della piccola piazza urbana che sarà aperta verso la città grazie alla demolizione dei muri perimetrali esistenrti.

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Il fronte del nuovo teatro si configura come un portico urbano in grado di delineare uno sfondo adeguato alla nuova piazza allungata che si relaziona a Via Corrado IV, vera e propria arteria di collegamento veicolare veloce tra l’autostrada ed il centro cittadino. Risulta attraversato da un percorso pubblico che si alza lievemente, attraversa il teatro ad una quota rialzata, scende dalla parte opposta dell’edificio fino a ritrovare la quota del parco: è il percorso che conduce al “Memoriale delle Vittime del Sisma del 6 Aprile 2009”. Si configura come un percorso pubblico caratterizzato da variazioni spaziali che hanno il compito di stabilire differenti “momenti emozionali” : parte come rampa aperta che inizia ad alzarsi da uno spazio pubblico di grande ampiezza; entra fisicamente nel teatro di cui gode di viste privilegiate dall’alto grazie alle pareti integralmente vetrate, assumendo la forma di uno stretto percorso prima coperto e poi a cielo libero; esce dall’edificio ritornando nella forma di rampa aperta, che scende alla quota del terreno, passando a fianco delle fronde degli alberi; dove assume la forma di un percorso pavimentato che si “perde” nel prato in corrispondenza del Memoriale. Il Memoriale è costituito da 309 leggerissime steli in acciaio specchiante dalla forma ad elica, che riflettono il paesaggio circostante, la luce, le nuvole e che risultano collegati tra di loro attraverso dei cavi in acciaio: una comunità di anime segnate dallo stesso destino.

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mdu architetti. Pubblicata il 04 Luglio 2012.

Il teatro è concepito come uno spazio polifunzionale in stretta relazione con lo spazio pubblico esterno: lo studio è stato condotto in modo da generare un edificio dotato di grande flessibilità funzionale in grado di configurare molteplici possibilità di rappresentazione teatrale (teatro classico, contemporaneo, sperimentazione multimediale, musica, conferenze, cinema etc.), dotato di un palco scorrevole che può, di conseguenza trovarsi in posizione classica di fronte alla platea o in posizione centrale. La parete nord del teatro è integralmente vetrata (il suo corretto funzionamento è comunque garantito dal fondale in tessuto nero oscurante che può essere aperto): la porzione inferiore, fino ad un’altezza di 7 m, è trasparente ed apribile, in modo da diventare una grande finestra aperta verso il parco e permettere l’utilizzo del palco per spettacoli all’aperto, con il pubblico distribuito lungo il percorso pubblico che diviene un’arena grazie al declivio naturale del terreno. Il nuovo edificio per servizi nasce anch’esso dai percorsi pubblici e si configura esso stesso come parte integrante dello spazio pubblico: il solaio del piano terra si alza in modo da formare uno spazio coperto nel quale si estende il parco. Nel Parco la vegetazione struttura e definisce gli spazi di collegamento tra il quartiere ed il teatro. Il paesaggio diventa elemento di riqualificazione e ricucitura, un nuovo episodio urbano che invoglia gli abitanti ad attraversarlo, a percorrerlo, a viverlo. Esso diventa fattore attivo di collegamento e propulsore al tempo stesso di nuove identità e qualità dello spazio urbano, costruendo un paesaggio dove l’artificiale e il naturale siano in armonia. L’elemento cardine del progetto sono i percorsi sinuosi, evocativi dell’albero con i suoi rami e le su foglie, morbidi, quasi naturali, che organizzano lo spazio quale luogo in cui l’accessibilità e la vivibilità sono obiettivi e caratteristiche essenziali. Il teatro stesso è parte, ramo, di questo macramè di percorsi e vegetazione. La dotazione vegetale del parco stabilisce una continuità tra sistema urbano e le aree naturali concepite considerando sia le condizioni climatiche sia le esigenze del quartiere, della città.

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mdu architetti. Pubblicata il 04 Luglio 2012.

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mdu architetti. Pubblicata il 04 Luglio 2012.

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mdu architetti. Pubblicata il 04 Luglio 2012.

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mdu architetti. Pubblicata il 04 Luglio 2012.

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3 Responses to “la via dei canti”


  1. 1 Lucio Gialloreti 14 agosto 2012 alle 19:47

    Ma tutte queste avveniristiche “illusioni” nella sola Piazza d’Armi??

    • 2 adrianodibarba 14 agosto 2012 alle 22:33

      anni e anni di tentativi di architetti, ingegneri, urbanisti, disegnatori d’ogni risma, politici, amministratori e apprendisti stregoni, per violentare quel pezzo di terra. Finora solamente dispendiose e inutili orridate di cemento, legno e latta.


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