dopo il terremoto

ricostruire partendo dalla prevenzione del rischio

da http://www.greenreport.it, 26 giu.

Istituto nazionale di urbanistica

L’Istituto Nazionale di Urbanistica, in continuità con la propria ventennale linea culturale per la prevenzione nelle ordinarie politiche di governo del territorio, segnala l’urgente necessità di introdurre e tenere conto di elementi di prevenzione del rischio nel processo di ricostruzione delle aree colpite dai recenti eventi sismici, che hanno interessato principalmente l’Emilia, ma anche il Veneto e la Lombardia.

L’Inu ritiene che sia urgente innanzitutto effettuare una rapida ricognizione di livelli e cause di rischio all’interno degli insediamenti storici, per verificarne le modificazioni dopo il sisma ed al fine di ridimensionare rapidamente le cosiddette “zone rosse” attraverso interventi di miglioramento della funzionalità dei sistemi urbani, di supporto alla progettazione in situazioni di aggregazione edilizia e con mirati interventi di consolidamento, evitando al massimo le demolizioni e, se del caso, effettuando solo quelle inevitabili con tecniche e modalità che consentano poi il ripristino degli edifici, in accordo con le Soprintendenze, per quanto di competenza. Questa procedura può accelerare il recupero delle zone urbane meno colpite, il rientro della popolazione nelle abitazioni con livelli di rischio accettabili, la ripresa delle attività economiche, delle relazioni sociali e culturali caratteristiche degli insediamenti storici della bassa pianura emiliana.

Vi è poi la necessità di preservare la vitalità economica e produttiva di quell’area. L’Inu segnala che, benché i provvedimenti legislativi tendano a facilitare una permanenza delle imprese nei siti colpiti grazie all’introduzione di misure provvisorie, tra pochi mesi i prevedibili costi degli interventi definitivi potrebbero indurre un’accentuazione delle esigenze di delocalizzazione dei siti produttivi. Occorre perciò mettere in campo da subito una visione lungimirante: le amministrazioni locali dovranno evitare quelle delocalizzazioni che potrebbero comportare negativi effetti per il sistema territoriale, dovranno incentivare in ogni modo le imprese alla scelta di aree ed immobili idonei rispetto ai livelli di pericolosità e vulnerabilità sismica, con  sufficiente accessibilità e dotazione di infrastrutture e dovranno promuovere soluzioni urbanistico-edilizie che, oltre a garantire sicurezza, limitino il consumo di suolo e di energia.

[…..]

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1 Response to “dopo il terremoto”


  1. 1 Lucio Gialloreti 27 giugno 2012 alle 18:35

    MI auguro siano ascoltati i suggerimenti…


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