sul silenzio assordante intorno a Luciano Fabiani

Sul silenzio assordante intorno a Luciano Fabiani

di Carlo Di Stanislao, da http://www.improntalaquila.org, 18 giu

L’ho conosciuto poco e male e quando la sua era già una parabola discendente. Me lo presentò Errico Centofanti e non ho avuto con lui che un totale di 4-5 conversazioni che, messe assieme, fanno forse meno di due ore.

E comunque quelle due ore sono state sufficienti per farmelo considerare fra le intelligenze più vive e migliori che ho avuto modo di incontrare in questa città, dal mio arrivo, nel 1978.

Nella sua lettera di commiato Errico Centofanti spera che la memoria degli aquilani nei confronti di Luciano Fabiani sia grata e duratura; ma temo, la sua, sia una vana speranza.

Sono ormai convinto, infatti e da tempo, che l’esercizio dell’amnesia, per non parlare di “dannatio memoriae”, sia una attitudine diffusa in questa, come in quasi tutte le città del Nostro smemorato Paese.

Cancellare ogni traccia di una data persona è divenuto rito reiterato e comune, soprattutto se la persona è stata degna ed ha fatto grandi cose per la comunità.

Forse perché la riconoscenza è molto difficile da portare; o forse sono per meschinità.

E questa attitudine, a quando vedo, non riguarda solo la Penisola.

Pochi anni fa Lucia Pitzorno, autrice di libri per ragazzi, pubblicò un bellissimo saggio dal titolo più che significativo: “L’isola degli smemorati” ed anche se lì si parlava di ragazzi, si intravedeva che l’abitudine alla rapida amnesia ha preso piede in tutto il moderno mondo occidentale.

Ed allora perché amareggiarsi e sorprendersi del silenzio del TSA e di tante altre associazione sociali e culturali, nei confronti di uno scomparso che, in vita, si è molto battuto e speso per loro?

La Rochefoucauld già notava che i grandi “scompaiono interamente, inghiottiti dalla nostra indifferenza”.

Ricordo, nel 2006, di aver presentato, con l’Autore e appunto Luciano Fabiani, “La festa crudele”, splendido tomo sul terremoto de L’Aquila del 1703, scritto ed i suoi effetti da Errico Centofanti e ricordo che già allora, Fabiani sosteneva che da quel disastro, la città si è ripresa con un cambiamento urbanistico e soprattutto antropico: con abitanti nuovi, dominati da paura e rancore, incapaci di guardare al passato ed anche al futuro, concentrati solo su un egoistico e miope presente, incatenati ad un cinismo privo di afflato che ne ha spento, a poco a poco, ogni emozione.

Peccato, perché è emozionandosi e facendolo con trasporto e passione, che la “festa” può ricominciare ed in modo meno crudele.

Insomma nel silenzio di tutti (o quasi) attorno alla morte di Fabiani, c’è la metafora, sempre prendendo a prestito Centofanti, che in questa città non vi è più alcuno “sogno da sognare”. E questo è molto più drammatico delle macerie del sisma recente.

Carlo Di Stanislao

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3 Responses to “sul silenzio assordante intorno a Luciano Fabiani”


  1. 1 Lucio Gialloreti 18 giugno 2012 alle 18:28

    .Già , soprattutto TSA e altre istituzioni , tipo L’Aquila Rugby e tante altre , oltre naturalmente agli aquilani veri e a quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo… Ricordo , ormai una vita fa, i suoi incontri con amici nell’originale locale “La Luna Storta” di via Roio , un vero cenacolo culturale , di cui sono stato solo spettatore come avventore del locale , a pochi metri dalla mia casa distrutta dal sisma! Un Paese e un popolo di “smemorati”, se ormai spessissimo si ricorre ad individuare “giorni di memoria ” per qualcuno o qualcosa!!

    • 2 adriano 19 giugno 2012 alle 07:24

      … figure che non si “adattavano”, che non condividevano gli “andazzi”.

      Figure “imbarazzanti” per chi si adatta a vivere nei “tempi moderni” e a seguire l’andazzo?

      • 3 Lucio Gialloreti 19 giugno 2012 alle 11:17

        Un protagonista “originale” ,come lo ha definito il suo amico drammaturgo Alberto Gozzi ( sempre presente ,quando all’Aquila ,nel cenacolo della “Luna Storta” di Via Roio) e , come tale , caro Adriano “imbarazzante!”


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