la ricostruzione di S. Eusanio – progetto

da http://www.behance.net, 7 giu

Risposta efficace alle necessità di un paese terremotato

L’impostazione del progetto nasce dalla tragica necessità della ricostruzione a seguito del sisma che ha colpito l’Abruzzo nell’aprile del 2009. Ricostruire non significa speculare, poiché l’evento obbliga a superare una logica tradizionale d’intervento ispirata alla minimizzazione dei costi (e quindi alla valutazione degli esiti progettuali in termini esclusivamente di reddito) e alla sottovalutazione dei costi ambientali a favore di una progettazione che deve essere attenta alla rivalutazione delle risorse umane, del patrimonio naturale ed aprire la strada se possibile a nuove forme d’insediamento urbano, sostenibile, vicino alla tradizione e al sentimento popolare ma soprattutto cosciente.

Scenario di prima Emergenza:

Nella visione sostenibile dell’intervento quindi il principale attore non è esclusivamente il tecnico che impone il proprio modello di vita agli abitanti, ma sono i cittadini, chiamati ad operare in modo cooperativo sia nella fase di progettazione che di gestione sia dei manufatti sia degli spazi aperti, all’interno di una filosofia che aspira a realizzare un sistema d’interventi destinati a migliorare ed aumentare il patrimonio collettivo e storico. Questa filosofia parte dalla consapevolezza rispetto alla crescente ‘capacita di carico’ che i tradizionali interventi richiedono ai fattori ambientali, compromettendone la possibilità di rigenerazione, e impoverendo le risorse che abbiamo a disposizione.


Il progetto quindi procede a una valutazione dell’impronta ecologica dell’area d’intervento, con il fine di identificare una serie di azioni e tecniche gestionali possibili, al fine di indirizzare interventi di restauro/riuso e/recupero successivi sul borgo. Il progetto parte dalla volontà di fornire un polo stabile di servizi alla cittadinanza attesa e futura del paese; il desiderio è di orientare gli interventi verso la sostenibilità. Gli elementi principali sono l’uomo e i suoi comportamenti, il ciclo delle risorse naturali, il rapporto tra il costruito e l’esistente e il rapporto fra tradizione locale e nuovi sistemi gestionali tecnologici e sostenibili.

Tornare ad avere una casa nel borgo, per non farlo morire!
La seconda parte del progetto prevede di utilizzare un terreno vuoto per posizionarvi case per le vittime del terremoto. Queste non sono da considerasi come degli alloggi temporanei, ma delle vere proprie abitazioni, che possono essere utilizzati senza manutenzione fino al restauro delle abitazioni del centro.
Ricostruire non significa speculare, e casa d’emergenza non significa container. Piuttosto, l’intervento architettonico è studiato per fornire una linea d’azione ispirata alla minimizzazione dei costi, cogliendo l’opportunità di realizzare delle abitazioni sostenibili, immediate, che sfruttano il materiale della tradizione locale (legno e pietra) e riutilizzando le stesse macerie come materiale da costruzione sgombrandole al tempo stesso dalle strade. Un’ulteriore attenzione è stata posta nell’inserimento dinamico nel contesto, integrandosi con l’esistente attraverso la creazione di orti urbani, spazi collettivi, e una distribuzione urbana simile al centro medioevale.

Obiettivi:
– Fornire nuovi alloggi

– Pari opportunità e mutuo soccorso

– Favorire l’imprenditorialità e le competenze sociali

– Adattabilità a nuove tipologie di nuclei familiari con possibilità di espansione e aggregazione di diversi moduli prefabbricati.

Strategia Costruttiva
La priorità e la velocità di esecuzione dei lavori hanno portato alla scelta della tecnologia del legno con pannelli prefabbricati portanti in KLH. L’area di cantiere è facilmente raggiungibile dai camion dei materiali prefabbricati per montare in loco le unità, garantendo tempi di realizzazione di 3-4 mesi e l’abitabilità immediata delle prime.
La volontà di rispettare e sfruttare l’orografia e i dislivelli attuali del versante sud del paese, unita ad una reale necessità dello smaltimento delle macerie dei crolli, ci ha portati a sviluppare una proposta originale e potenzialmente sostenibile delle fondazioni.

La strategia costruttiva consiste nel filtrare e selezionare le macerie e usarle in tre modi ben distinti:
1- Macerie recuperabili con riconosciute qualità architettoniche verranno impiegate per la riconfigurazione, il risarcimento delle lacune e il consolidamento dell’edilizia storica;
2- Macerie di granulometria medio-fine verranno utilizzate per riempimento di gabbionate con funzione di spalle dei nuovi terrapieni. La tecnologia del muretto a secco di contenimento riprende una tradizione nota alle campagne abruzzesi;
3- Macerie di granulometria medio – grossa verranno vibro costipate all’interno dei nuovi terrapieni con funzione di letto di fondazione in grado di dissipare anche un eventuale sisma.

Annunci

0 Responses to “la ricostruzione di S. Eusanio – progetto”



  1. Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




foto Yar Man, nov 2012

L’Aquila in diretta

webcam da www.MeteoAQuilano.it
da www.caputfrigoris.it

il sismografo di Massimo

che sia sempre "piatto" e giallo ! immagine "on-line" da http://www.laquilaemotion.it/sismografo/laquilaemotion/sismotion.html

Archivio post

Massimo Giuliani: “Il primo terremoto di Internet” (libro o e-book)



:: Acquista il libro di carta su Amazon
:: Acquista l'ebook su Amazon
:: Se non hai Kindle, nessun problema: clicca qui per sapere come leggere l'ebook.

Blog Stats

  • 154,830 hits

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: