L’Aquila (e non solo), la ricostruzione metta al centro le persone

L’Aquila, la ricostruzione metta al centro le persone

Per la sociologa dell’Università Cattolica Barbara Lucini prima di parlare di smart city gli amministratori devono creare un nuovo dialogo con la popolazione

di Martina Pennisi, da http://mag.wired.it, 17 maggio 2012

          

Pensare alla ricostruzione partendo dalle esigenze della popolazione“. A dirlo Barbara Lucini, sociologa dell’Università Cattolica di Milano che si è soffermata sulla situazione aquilana con la sua tesi di dottorato. ” Non bisogna dimenticarsi dell’uomo della strada“, spiega Lucini, facendo riferimento agli interventi previsti per trasformare il nuovo centro in una smart city.

La svolta digitale, spiega la sociologa, ” coinvolge una fascia di popolazione con determinate caratteristiche sociali e professionali. È, come l’introduzione della banda larga, sicuramente un aspetto interessante, ma si focalizza in prima battuta sui bisogni dei giovani ed esclude gli anziani“.

Secondo Lucini, la ricostruzione è una questione di priorità. E il primo problema da affrontare è ” il senso di appartenenza alla città, gli abitanti non la riconoscono più“. Parallelamente agli interventi strutturali e in un’ottica di innovazione, bisogna ” occuparsi degli impatti sociali sulle persone, promuovendo, ad esempio, circuiti di assistenza per i senzatetto che in seguito al terremoto hanno visto peggiorare ulteriormente le loro condizioni di vita“.

Lucini si concentra su un ulteriore particolare aspetto:Corsi specifici per preparare la popolazione a un eventuale nuovo sisma. L’Aquila e l’Abruzzo rimangono a rischio e l’illusione dell’urbanizzazione non ci mette al riparo dagli eventi naturali. Partendo dalle scuole e attraverso attività di volontariato, si deve promuovere una ” cultura della prevenzione. Ci stiamo rivolgendo a una popolazione che ha subito un trauma, ci sono studi che testimoniano l’aumento dell’utilizzo di psicofarmaci. Vedere le reazioni degli aquilani alle nuove scosse crea un senso di impotenza“. Per la sociologa è insomma necessario aiutare i terremotati a imparare a convivere con il rischio che caratterizza l’area in esame.

Costruire reti di dialogo e dare voce anche anche alle categorie tradizionalmente inascoltate aiuterà inoltre gli abitanti “ riprendere possesso del territorio e a sentirsi coinvolti nel processo di ricostruzione“. È necessario, tiene a ribadire Lucini, ” creare una coscienza comune e sociale“. Le persone al centro e prima di tutto.

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1 Response to “L’Aquila (e non solo), la ricostruzione metta al centro le persone”


  1. 1 Lucio Gialloreti 1 giugno 2012 alle 10:54

    MI pare che l’Autrice dica molte cose sagge e prima di mutuare per la nostra Città termini più adatti a telefonia mobile e/o web, un discorso serio a ricoagulare la cittadinanza e ,soprattutto per iniziare a ricostruire…non sarebbe meglio??? Lucio


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