diconodinoi

In rete un blog raccoglie le esperienze dei cittadini che hanno vissuto il terremoto dell’Aquila e riporta diversi consigli su cosa fare prima, durante e dopo una scossa sismica. Le protezioni, la prevenzione e il piano di emergenza familiare.
Brescia, 1 Giu – Nel mondo virtuale della rete spesso i blog, uno degli strumenti più caratteristici del cosiddetto web 2.0, rappresentano un utile strumento di giornalismo online che permette approfondimenti mirati delle notizie e la raccolta di materiali, riflessioni e impressioni prodotti dall’interscambio continuo tra gli autori del blog e i lettori.

Un blog che ha raccolto significative esperienze e materiali, con riferimento al terremoto che ha interessato L’Aquila nel 2009, ha per nome “ Verso L’Aquila – la distanza, il terremoto e l’informazione”, un blog che ospita utili materiali informativi più che mai attuali di fronte ai movimenti tellurici che in queste settimane interessano in particolare l’Emilia Romagna.
Ad esempio è presente una raccolta di consigli su cosa fare prima, durante e dopo un terremoto.
Le raccomandazioni raccolte sono il frutto di questo interscambio tra il blog e i lettori, sono il contributo diretto di cittadini che “hanno vissuto sulla propria pelle, all’improvviso e impreparati, un evento devastante e che vorrebbero non debba mai più ripetersi per altri con le stesse conseguenze sulle persone”.
Per chi non abita in edifici antisismici (e collaudati come tali) e nell’attesa degli auspicati adeguamenti, il primo consiglio che si può dare, quando si percepisce di trovarsi in una situazione di allarme sismico, è la ricerca di “una sistemazione più sicura”.
Al di là di questo consiglio il blog ha elaborato una sorta di “ alfabeto della sicurezza su terre mobili”, dove le terre mobili sono quelle terre che “all’improvviso possono mettersi a ballare, sussultare, contorcersi, spaccarsi”.

L’alfabeto, molto ricco di voci, non è riassumibile in un articolo, ne riprendiamo pertanto a titolo esemplificativo alcuni punti:

armadi: “quelli vicini alle porte cadranno ostruendo le uscite. Organizzate per tempo gli spazi”;
automobile: “non posteggiata a ridosso delle mura, dei cornicioni, sotto balconi e pensiline. Ma per allontanarti e raggiungere il più vicino posto di raduno all’aperto non usarla, a meno di avere persone deboli o ferite da sistemare, andare a piedi. Le strade servono ai soccorritori”;
balconi: “i balconi sono fragilissimi”;
biscaggina: potrebbe venir utile una “biscaggina”, una scaletta di corda a pioli “solo per chi è addestrato ad usarla e se si abita al primo/secondo piano altrimenti meglio aspettare i Vigili del Fuoco”;
cassetta degli attrezzi: “averla sempre nello stesso posto. Dopo potresti averne un bisogno estremo e sapresti dove, magari, rintracciarla”;
casco: “tenere in casa caschetti da cantiere, da moto, da sci e indossarli nel pre-allerta. Appesi vicino all’uscita ti possono aiutare, dopo, a non prendere sul cranio residue macerie in bilico”;
cervello versatile: “tenete acceso il cervello, il terremoto manda in shock anche la persona teoricamente più preparata, immaginatevi chi viene preso di sorpresa nel sonno. E non c’è scritto da nessuna parte che la scossa non possa arrivare di notte. di giorno se state negli uffici, a scuola, sarà difficile sfuggire al panico. Non lanciatevi terrorizzati verso le scale, tutta la gente farà inevitabilmente la stessa cosa e tutti rimarranno bloccati sulla porta caricando di peso un singolo solaio che potrebbe essere, ovviamente, il primo a crollare. Con il panico che travolge ogni pensiero, è impossibile ragionare, se proprio dovete uscire e si è in tanti, sappiate che il modo migliore per farlo più in fretta possibile è mettersi in fila per due, esattamente come i bambini a scuola”;
cellulare: “Lasciate stare il cellulare. Un ‘io sto bene, dillo anche a mamma’ con un SMS è più che sufficiente. Potrebbe esserci un amico che ha bisogno della linea per salvare la vita del figlio mentre tu la tieni occupata per niente. Usate solo sms”;
cemento: dopo il terremoto tutto potrebbe essere ricoperto da polvere di cemento, “se una persona rimane sotto le macerie respira la polvere di cemento che entra nelle vie respiratorie. Un robusto sorso d’acqua somministrato mentre è ancora bloccata tra le macerie potrebbe essere addirittura fatale. Cautela, queste cose fatele fare ai soccorritori”;
condominio: “se si abita in condominio a più piani calcolare che le scale potrebbero essere le più sensibili staticamente, se al buio controllare che ci siano ancora, dopo, e che si possano usare prima di scendere (visti quanti lenzuoli erano appesi ai balconi e alle finestre dell’Aquila?)”;
dopo un terremoto: “non usare mai fiamme libere (candele, fiammiferi) non provare ad accendere la luce, chiudi gli interruttori del gas, acqua e corrente elettrica. Spegni le stufe ad alimentazione autonoma”. “Verifica immediatamente lo stato di salute di chi ti è vicino, non spostare eventuali feriti gravi se non per seri motivi di sicurezza”. Non sprecare l’acqua. Indossa subito un paio di scarpe robuste. “Raggruppa gli altri componenti della famiglia, organizzando l’accompagnamento di anziani, ammalati e disabili se presenti. Se non ce la puoi fare chiama i soccorsi. Non separarti dai bambini, cerca di tranquillizzarli e tenerli sempre accanto. Legati i neonati sulla pancia in modo da avere le mani libere e casco anche per loro. Verifica i danni subiti dalla costruzione; prendine nota per poter segnalare situazioni pericolose, foto al volo se fai prima. Chiudi la porta di casa prima di abbandonarla: le porte chiuse rallentano la propagazione del fumo e del fuoco. Non usare mai l’ascensore che, a causa di una improvvisa interruzione nell’erogazione della corrente elettrica o per il verificarsi di guasti all’impianto, potrebbe restare bloccato per ore. Se inevitabile, usare le scale ma con prudenza. Non sostare sui balconi. Non avvicinarti ad animali visibilmente spaventati. Non usare l’automobile, lascia le strade libere per i soccorsi”. Raggiungi a piedi “l’Area di attesa della popolazione più vicino stabilito dal piano comunale di protezione civile”;
lampada di emergenza: sempre attaccata e carica, “che si accenda automaticamente (come stanno nei locali pubblici – tenerla anche in casa) in macchina sono utilissime le lampade ricaricabili a manovella”;
librerie: “sono le prime a cadere e, se sono vicine ai letti o alle porte, possono impedire una rapida fuga. Quindi ancoratele e soprattutto spostatele se sono vicine ai letti (capita soprattutto nelle camere dei bambini/ragazzi)”;
piano di emergenza familiare: “assieme ai tuoi familiari discuti sulla possibilità che si verifichi un terremoto, soprattutto con i più piccoli. Immagina che il terremoto si verifichi in una qualsiasi ora della giornata, prendi nota dei luoghi in cui si troverebbero i vari componenti della famiglia. Scegli in ogni stanza punti sicuri in cui rifugiarsi. I posti migliori sono sotto gli architravi, sotto mobili robusti come il tavolo, il letto, ecc.; oppure in alternativa contro il muro in un angolo, lontano comunque da librerie, pensili, finestre, specchi ecc.. Prova a ripararti in ognuno di questi posti immaginando che tutto sobbalzi per almeno 10 secondi. Insisti soprattutto con i bambini, che provino, giocando, tutte le posizioni sotto il tavolo, sotto il letto, ecc..che imparino a resisterci senza paura a lungo. Elimina o sposta in basso gli oggetti pesanti (vasi, statue) posti su armadi o pensili. Fissa opportunamente alle pareti mobili alti e pesanti. Colloca in zona centrale dell’appartamento, una lampada di illuminazione di emergenza facilmente raggiungibile. Individua in ogni stanza i punti più pericolosi e valuta tutte le possibilità di fuga, specialmente dalle camere da letto. Impara ad usare con facilità i rubinetti e gli interruttori generali del gas, acqua e corrente elettrica. Individua il centro di raccolta più vicino alla tua abitazione, previsto dal piano di emergenza comunale, e studia il percorso ottimale per raggiungerlo (punto di riunione di tutta la famiglia o dove lasciare messaggi)”;
uscire, non uscire: “ricordate che dalle case cadono anche le tegole, le tamponature esterne, i cornicioni. Quindi, se decidete di uscire, state lontanissimi da ogni tipo di struttura, camminate al centro della strada, lontano da alberi, pali della luce e fili dell’alta tensione. Sappiate che in caso di scossa molto forte gli oggetti in alto, statue, cornicioni, tegole, camini, campane o anche semplici vasi, possono essere lanciati a distanze considerevoli e arrivare a terra a velocità spaventose;
vivere: “per restare in vita salvare nell’ordine: cranio, torace, bacino, gambe e braccia (quindi ottimi per proteggersi: caschi, ripari rigidi che lascino respirare e impediscano lo schiacciamento come tavoli, scrivanie, travi ben piazzate)”.
Advertisements

0 Responses to “diconodinoi”



  1. Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




foto Yar Man, nov 2012

L’Aquila in diretta

webcam da www.MeteoAQuilano.it
da www.caputfrigoris.it

il sismografo di Massimo

che sia sempre "piatto" e giallo ! immagine "on-line" da http://www.laquilaemotion.it/sismografo/laquilaemotion/sismotion.html

Archivio post

Massimo Giuliani: “Il primo terremoto di Internet” (libro o e-book)



:: Acquista il libro di carta su Amazon
:: Acquista l'ebook su Amazon
:: Se non hai Kindle, nessun problema: clicca qui per sapere come leggere l'ebook.

Blog Stats

  • 151,698 hits

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: