la p.a.l.a.z.z.i.n.a.

La Edimo e la palazzina ecologica

da http://www.3e32.com. 21 mag

Ci vuole veramente un bel coraggio a definire ecologica la palazzina, in fase di ultimazione, che il Gruppo Edimo sta realizzando nel nucleo industriale di Poggio Picenze.
Si tratta in realtà di un “avveniristico”- su questo concordiamo- mostro edilizio di 8.500 mq, maldestramente sminuito a palazzina che si sviluppa su 6 piani, invadendo e sovrastando una delle più belle valli del comprensorio aquilano, con un impatto paesaggistico senza precedenti sulla visuale della media valle dell’Aterno: a far da cornice la catena del Sirente Velino, il castello-recinto di Sant’Eusanio Forconese, il castello di Santo Spirito e il borgo di Fossa.
In realtà, un edificio realizzato in area industriale, per essere definito ecologico, oltre alla classe energetica “A” dovrebbe avere altri requisiti tra cui essere:
– adeguatamente localizzato in termini plano volumetrici rispetto al paesaggio, – fornito di impianto di smaltimento di rifiuti solidi e liquidi (acque nere), consumo e recupero di acqua piovana e non incidere sulla mobilità conseguente.

In seconda battuta, è inevitabile chiedersi chi abbia consentito tutto questo oltre all’amministrazione comunale di Poggio Picenze, considerato che lo smisurato ampliamento che il Gruppo Edimo ha realizzato nel corso degli ultimi anni trova origine da un accordo di programma siglato nel dicembre 2008 dall’allora Presidente della Provincia Stefania Pezzopane, dai sindaci dei Comuni di Barisciano, Fossa, Poggio Picenze, San Demetrio né Vestini, e dalle società EDIMO Metallo SpA e la DLG srl.
La riflessione che sorge inevitabile e spontanea è come, amministratori di Comuni ricadenti in area parco, consiglieri provinciali del comprensorio, ex assessori regionali ai Beni Ambientali, all’Urbanistica e Parchi, che negli ultimi mesi ci hanno anche dispensato pillole di saggezza sui concetti di sviluppo sostenibile e tutela ambientale, abbiano potuto avallare tutto questo.
Un grande urbanista aquilano, molto amato anche dalla sinistra aquilana, scomparso dopo il terremoto, sosteneva con i suoi allievi che un bravo urbanista, prima di intervenire e modificare le città dovrebbe innanzitutto camminarle e camminarle per capirle e non commettere errori: ai nostri politici e amministratori consigliamo lo stesso, di farsi un bel giro in macchina o una bella camminata prima di siglare accordi che, come nel caso specifico, modificano enormemente l’area di riferimento, considerato che l’investimento complessivo dell’accordo di programma ammonta a quasi 10 milioni di euro.

Nel frattempo il signor Taddei, forse consapevole dell’impatto visivo che l’area industriale ha nel suo complesso con una espansione di diversi chilometri quadrati tra il bivio per Fossa, la Strada statale 261 per San Demetrio nè Vestini e il fiume Aterno, ci allieta con un murales (trompe d’oil) di montagne e pini mediterranei, un ulteriore colpo di genio per distrarre l’allibito osservatore che dinanzi a tale pregio artistico non sa se inorridire per la “palazzina” o per la “pittata naif”.
E sempre in barba ai basilari principi dell’ecologismo, la Edimo ha realizzato nella stessa area una pista per l’atterraggio di ultraleggeri, un altro abuso in merito al quale sarà doverosa la verifica delle necessarie autorizzazioni e permessi delle amministrazioni comunali coinvolte per competenza.
Siamo convinti che il nostro territorio possa, invece, riconvertire il suo tessuto economico e sociale a partire dalla eco-sostenibilità, ma per farlo non basta passare pennellate di verde sopra mostruosità ecologiche ed urbanistiche: occorre una pianificazione trasparente e partecipata, che non può assolutamente prescindere dalla tutela e dalla valorizzazione del patrimonio naturalistico-ambientale esistente.
[……]

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