progetto C.A.S.E. e altri tabù

…. inchieste e aiuti non pervenuti.

La lunghissima lista di benefattori di cui ha potuto godere la città

di Maria Piera D’Alessandro da http://www.laeco.it, 20 apr.

Qualche giorno fa è stato dato un certo rilievo ad una notizia che, se non fossimo in Italia, avrebbe suscitato come minimo l’ilarità dei lettori. Infatti molti quotidiani hanno segnalato la “donazione” di 86.000 Euro da parte del senatore Lusi e della moglie Giovanna Petricone alla città dell’Aquila. Tale somma fu raccolta dai coniugi in occasione del loro matrimonio, dove avevano chiesto come regalo di nozze di donare. A parte il fatto che la coppia è convolata a nozze nel 2009, quindi tre anni fa. Evidentemente la conta dei regali è stata lunga e laboriosa. Eppure il senatore Lusi dovrebbe essere abbastanza uso a maneggiare conti e soldi, dato che è stato per anni il tesoriere del defunto partito della Margherita. E in qualità di tale è al momento accusato per appropriazione indebita dei fondi di tale formazione politica. E non parliamo di bruscolini: agli iniziali 22 milioni di euro se ne sarebbero aggiunti altri 13, sempre spariti dai bilanci del partito.

Ora, quali siano le responsabilità del senatore nella faccenda lo chiarirà la magistratura. Quello che invece ci preme sottolineare è la lunghissima lista di benefattori di cui ha potuto godere la città dell’Aquila. Città, ricordiamolo, completamente distrutta dal terremoto del 6 aprile 2009 e tuttora in una situazione di stallo e di abbandono totale.

Cominciò l’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, all’indomani della tragedia che vide 309 abitanti deceduti durante il sisma e decine di migliaia senza casa. Nel giro di 48 ore era già pronto un modello di sviluppo urbanistico per la nuova città dell’Aquila. Meravigliose costruzioni, di ultimissima generazione, che sarebbero state attuate nelle frazioni circostanti, dotate di ogni comfort, compreso lo spumante. Era il famoso progetto C.A.S.E. Non ci sarebbero state costruzioni prefabbricate ma, prima volta nella storia di un terremoto, le persone avrebbero avuto direttamente accesso a delle costruzioni stabili, antisismiche, con vista su giardini e fiori.

La consegna dei primi quartieri del Progetto C.A.S.E partì il 29 settembre 2009, con l’assegnazione dei primi 400 appartamenti a Bazzano e Cese di Preturo. Gli ultimi edifici, dei 185 previsti, furono consegnati a febbraio 2010. Il 31 marzo 2010 la gestione di tutti gli edifici sismicamente isolati passò al Comune dell’Aquila. Da allora non si è più parlato, in termini economici, di questo enorme patrimonio edilizio, di chi ne sia ad oggi l’effettivo proprietario, chi ne debba pertanto curare manutenzione e relativi costi di gestione, utenze comprese, stante l’uso gratuito concesso ai cittadini aquilani sfollati dalle loro abitazioni non più agibili. Su questo nemmeno la Corte dei Conti si è posta la più semplice delle domande, ossia: com’è possibile che le procedure siano corrette? Non quelle d’appalto per la realizzazione, con i relativi costi che si sanno esorbitanti, ma quelle di affidamento o di “passaggio di consegne”. Il Comune non ha tra le sue attribuzioni, quale Ente Locale, quello di gestire il patrimonio abitativo pubblico. Esistono Enti preposti allo scopo, gli ex ATER ad esempio. Ma pare non interessi a nessuno.

Peccato che come si è constatato in seguito, gli appartamenti abbiano già dei problemi di infiltrazioni e la costruzione delle stesse C.A.S.E. sia stata occasione per un uso quantomai disinvolto del denaro pubblico, come testimonia nel suo “Il buco nero” il giornalista Giuseppe Caporale.

Non si può dimenticare l’altro benefattore della città, osannato da tutte le TV come il salvatore dai disastri: l’allora capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso. Osannato come l’eroe, presente in tutte le situazioni di emergenza – e non – sostenuto da governi di destra e di sinistra, era destinato ad essere ministro del governo Berlusconi e capo della già prevista Protezione Civile S.p.A. Come sia finita, si sa. Per chi ha la memoria corta, Bertolaso viene indagato per abuso d’ufficio nell’ambito di una inchiesta sull’appalto dei bagni chimici, intesa come fornitura e smaltimento, installati nelle tendopoli montate dopo il terremoto, e per omicidio colposo, disastro colposo e lesioni colpose nell’ambito di un secondo filone del processo alla commissione Grandi Rischi, i cui sette componenti secondo l’accusa avrebbero dato false rassicurazioni agli aquilani dopo la riunione del 31 marzo 2009, cinque giorni prima del tragico terremoto. Oltre ad essere rinviato a giudizio per gli appalti gonfiati nel mancato G8 della Maddalena.

Poi abbiamo le jene ridens, cioè quegli imprenditori che la notte del terremoto si telefonavano e ridevano pensando agli appalti che avrebbero potuto avere, mentre sotto le macerie giacevano i corpi inermi e ancora caldi delle vittime. Non si sono mai atteggiati a benefattori ma sono una nota di macabro colore che si intona perfettamente alla cornice tratteggiata.

Attendiamo con ansia che la lista si allunghi, nel frattempo speriamo che a L’Aquila arrivino veramente dei benefattori, anche solo uno. La città ne ha urgente bisogno.

Maria Piera D’Alessandro

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1 Response to “progetto C.A.S.E. e altri tabù”


  1. 1 Lucio Gialloreti 26 aprile 2012 alle 20:22

    Complimenti all’Autrice , per questa “summa” omnicomprensiva di tutti i benefattori aquilani..! Mi aveva colpito la notizia di questa donazione : come chi lascia l’obolo in chiesa per la remissione e sconto dei suoi peccati!! Le C.A.S.E: grande affare epocale per l’ex Presidente del Consiglio!! E la manutenzione ci vuole perchè mi sembrano ,oltre che antisismiche ed ecocompatibili , anche..biodegradabili per carton gesso!


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