mille teatri e niente case

la ricostruzione fasulla

di Valeria Gentile, da http://reporters.blogosfere.it, 24 apr.

Hanno decine di teatri nuovi eppure si lamentano, ancora niente ricostruzione! Dopo tre anni dal sisma un’autrice di Blogosfere torna a L’Aquila per dare voce agli aquilani

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Nella ricostruzione fantasma, l’unica cosa tornata in vita a L’Aquila sono gli alberghi e i bar. Ancora oggi gli aquilani vivono il disagio delle unità abitative temporanee del progetto C.A.S.E. di Berlusconi, dove spesso più nuclei familiari sono costretti a vivere sotto lo stesso tetto, come nel caso di coppie con suocera.

E’ proprio il caso di Anna Barile, che le chiama “No Town” anziché New Town e che per tornare nella sua casa in città ha presentato diverse volte al Comune un progetto di ristrutturazione e messa in sicurezza. Ma ogni volta che lo ha presentato, sono stati prorogati i termini o modificati dei dettagli nel regolamento, e così ogni volta ogni famiglia deve rimettere mano al progetto, come un gioco a livelli senza fine.

Questo scempio ambientale delle C.A.S.E., temporanee per noi ma definitive sul territorio, sono costate allo Stato Italiano 140 mila euro“, mi dice. “Per riparare casa nostra ci danno 72 mila euro. Casa nostra poteva essere riparata in sei mesi, mentre in queste C.A.S.E. noi ci siamo da tre anni e non sappiamo per quanto ci staremo ancora. Immagina quanti soldi hanno sprecato“.

Il nuovo teatro progettato da Renzo Piano costerà in tutto quasi sette milioni di euro. “E’ un regalo della Regione Trentino, ma le ditte sono tutte del Trentino, quindi i soldi ritornano lì, nessuna impresa aquilana ci può mettere mano. Con quei soldi forse si poteva contribuire alla ricostruzione: almeno la torre, o almeno la sede dell’Università sarebbe stata ristrutturata“.

E’ un progetto che hanno definito temporaneo – così da evitare le gare d’appalto e la destinazione d’uso del terreno, non edificabile – e che è invece definitivo, come dimostrano i centimetri di cemento delle fondamenta. Ha devastato una zona di parco molto importante per la socialità per l’ennesima vetrina internazionale.

Infatti oltre al Teatro Comunale dell’Aquila, il Conservatorio, l’Accademia di Belle Arti, l’auditorium della Finanza e di Paganica, già l’architetto giapponese di fama internazionale Shigeru Ban aveva regalato alla città un nuovo auditorium mobile, completamente smontabile e ricostruibile in caso di terremoto.

E se da un aquilano come Bruno Vespa ci si sente dire che gli aquilani sono ingrati e che si lamentano troppo, che cosa ci si poteva aspettare da un architetto italiano di fama internazionale?

aquila-ricostruzione-oggi-la-citta-devastata-dal-terremoto-e-di-tutti-meno-che-degli-aquilani.html

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1 Response to “mille teatri e niente case”


  1. 1 Lucio Gialloreti 27 aprile 2012 alle 19:25

    Gia’ detto altra volta : teatri ed auditorium ..a gogò!! Ma tutto il resto è fermo!


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