mille giorni

… in teatro i racconti dal disastro dell’Aquila

di Alessia Moretti da http://www.ilcapoluogo.com/TerzaPagina, 1 apr.

Mille giorni: in teatro i racconti dal disastro dell'Aquila Mille giorni sono quasi tre anni. In tre anni un bambino cresce facendo enormi progressi, in tre anni si può morire per i più vari motivi, specialmente se si è anziani, si cambia o si perde un lavoro, si cambia scuola, colore dei capelli e tutto quello che ci può venire in mente nella vita di una persona. In tre anni non si ricostruisce una città; questo lo sappiamo ormai avendo di fronte agli occhi l’esempio dell’Aquila. Però si può ricordare come era questa città e gettare una nuova luce sul futuro che si può immaginare, imparando, se vivessimo nel migliore dei mondi possibili, le cose da riconquistare e quelle da buttare.

Mille giorni è anche uno spettacolo teatrale di Tiziana Irti e Antonio G. Tucci – prodotto da Arti e Spettacolo, L’Aquila e Teatro Del Krak, Ortona (Chieti) – basato sulla memoria di chi ha vissuto il terremoto dalla scossa fino a mille giorni dopo. «Noi pensiamo – dicono gli autori – che le macerie dell’Aquila siano una sconfitta per il nostro Paese, che siano anche le macerie della nostra cultura e della nostra coscienza civile. […]. I 70.000 cittadini residenti in questo lembo di Italia stanno pagando un tributo molto alto: hanno avuto 309 morti e un numero significativo di vittime indirette e stanno perdendo la loro splendida città, la loro storia, la loro identità. Questo spettacolo vuole conservarne la memoria. La memoria dei fatti, delle persone e della bellezza che è andata distrutta e che potrebbe essere ritrovata».

Il testo che sostiene il monologo sulla scena è stato scritto dopo aver ascoltato le testimonianze di molti cittadini aquilani. Prima della scrittura c’è stata quindi la conoscenza, l’analisi, l’approfondimento.

Sebbene gli autori non fossero “estranei ai fatti”, in particolare l’”aquilana” Tiziana Irti. I racconti dal disastro dell’Aquila si sono poi intrecciati nella rielaborazione scritta, dove un flusso di coscienza continuo ripercorre momenti noti e meno noti dell’era del terremotato aquilano. Una pluralità di voci aquilane riunita su un palcoscenico per farsi ascoltare.

Lo spunto per l’avvio della storia è dato da un evento tragicomico, tono che domina lo spettacolo, accaduto a tale Antonio determinato a suicidarsi la notte tra il 5 e il 6 aprile 2009 dopo aver perso il lavoro. Quest’uomo decide di impiccarsi al lampadario di casa sua, ma la scossa delle 3 e 32 fa venire giù il soffitto e gli salva la vita. Inizia una lunga notte e tre lunghi anni.

In scena però è una donna a raccontare e a muoversi tra pochi, scarni elementi scenografici, una tenda canadese, un simulacro di impalcatura, nastro per cantieri, polvere, richiamando tutta la forza evocativa della parola e del corpo.

Dicevamo si inizia dal principio e la voce di Tiziana recita: «Antonio sente il rumore di tante ruote sull’asfalto. Centinaia di trolley scendono dal centro verso piazza d’Armi che è piena di autobus con i motori accesi. Uomini e donne in divisa dirigono questo fiume di aquilani verso la costa. Intanto sul piazzale di Collemaggio: picchetti, pali, tiranti. Costruiscono la prima tendopoli. La città si svuota».
Ecco sintetizzato il momento spartiacque della storia del terremoto della città dell’Aquila. Poi sono iniziati i mille giorni del dopo, cui si aggiungeranno altri anni, nei quali ricostruire città, idee, relazioni, buone abitudini e un po’ anche noi stessi, se mai si è iniziato.
E’ necessario però sbrigarsi perché, ricorda il testo dello spettacolo «Tutte le cose, anche le peggio, una volta fatte poi si trovano una logica, un motivo per il solo fatto che ci stanno. Anche ‘sta casetta triste del progetto C.a.s.e., dove vivo, con le finestre in alluminio, i muri fatti di legno pressato e i balconcini…noi ci abitiamo e ci mettiamo le tendine, i gerani, e il tappetino davanti alla porta. Tutto fa parte del posto. E a noi va bene….E allora, basta co’ sto terremoto….mi sono stufato…Io non sono un terremotato…Questo non è il terremoto, è la testa delle persone…… sono tutti matti… Io no. Io non sono un terremotato…E nemmeno un post-terremotato…[…] A ‘sto centro dell’Aquila lo facciamo diventare un bel monumento al terremoto».

locandina mille giorni LEG

SCHEDA E RAPPRESENTAZIONI di “Mille giorni – Racconti dal disastro dell’Aquila”

Il 3 aprile ore 21,00: anteprima al Teatro Tosti di Ortona per “Respiri di scena” 2012; 4 aprile ore 21,00: debutto al Teatro Nobelperlapace di S.Demetrio per “Strade” 2012.
Produzione: Arti e Spettacolo e Teatro Del Krak, di Tiziana Irti, Antonio G. Tucci, con Tiziana Irti.
Disegno luci Daniela Vespa, voci fuori campo Stefano Cencioni, Matteo Di Genova; foto di scena Paolo Porto.
Regia Antonio G. Tucci, residenza: Teatro Nobelperlapace, San Demetrio ne’ Vestini (L’Aquila). Si ringraziano tutti i testimoni che con grande generosità ci hanno raccontato le loro storie che sono la vita di questo spettacolo. A Giancarlo Gentilucci, un ringraziamento particolare a per il sostegno e i preziosi consigli.

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