elezioni e ricostruzione…..ritagli

Da “Messaggero Veneto” , 6 maggio 1996 –

Stralcio di una intervista  a Salvatore Varisco, assessore alla ricostruzione e presidente della Commissione speciale  per il terremoto

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Ci fu la necessaria colla­borazione tra le “forze politiche” in Consiglio regionale?

«Di fronte a un disastro simile, tutti i consiglieri regionali, di qualsiasi partito, hanno saputo trovare unità di intenti e affiata­mento collettivo. Va ricordato che nella prima seduta della Commis­sione speciale per i problemi del terremoto, appositamente istituita, si è superata una discriminante che vedeva fuori dell’arco costituzio­nale certe forze. In nome del ter­remoto si è dato vita all’arco sismico che comprendeva la pre­senza e il contributo fattivo di tutti. E’ stata un’esperienza che ha di­mostrato con i fatti come una de­mocrazia, anche in tempi difficili, sa risolvere i suoi problemi nel ri­spetto e nella collaborazione di tutte le componenti di una società libera e civile».

Quale fu il rapporto citta­dino-ente pubblico?

<I friulani hanno affrontato la tragedia con straordinario corag­gio, con fiducia e speranza. Sono stati anni nei quali si è lavorato giorno per giorno. Uomo a fianco di uomo, privato e pubblico, Co­mune e frazione, Stato e Regione, Chiesa e comunità, associazioni e gruppi spontanei. L’apporto dei sindaci è stato di notevole rile­vanza in uno stretto legame che esisteva fra la gente e l’istituzione. La figura del sindaco, funzionario delegalo alla ricostruzione, ha permesso un contatto reale e gior­naliero per tutte le necessità».

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dalla Lettera pubblicata sul “Messaggero Veneto” del  6 maggio 2009 

di Roberto Dominici  (già assessore regionale alla Ricostruzione del FVG)

[…..] Sul piano politico le forze poli­tiche dell’epoca, per mantenen­do ciascuna il proprio ruolo e la propria identità, hanno saputo costruttivamente confrontarsi sulla ricostruzione. Significativo è stato il rapporto Regione/parla­mentari che hanno fatto fronte comune nel patrocinare le istan­ze dello Stato.

Importanti strumenti parteci­pativi sono stati la Commissione speciale per i problemi del terre­moto istituita in consiglio regio­nale nella quale sono stati discus­si tutti i temi rilevanti della rico­struzione, l’Ufficio operativo centrale quale organo di ausilio tecnico-politico, il Gruppo A che si è occupato delle più rilevanti problematiche tecniche, i Grup­pi tecnici B sul territorio, le Com­missioni comunali (composte da maggioranza e opposizione) per l’esame delle domande dei citta­dini.

Tutto questo potrà essere uti­le all’Abruzzo? Spero di sì con gli opportuni adattamenti.

Le cose più immediate da defi­nire a mio avviso sono: realizza­zione di alloggi prefabbricati perché è illusorio risolvere il problema abitativo in pochi me­si (la ricostruzione richiede tem­pi di riflessione e tecnici); sogget­to che avrà il compito della rico­struzione (Regione? Stato?).

Il resto viene subito dopo. E importante anche il non far­si prendere la mano da “azioni demolitorie”. Prima di demolire è bene pensare.

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la “macchina” della ricostruzione è in moto

da http://www.tieremotus.it

….. [……]  È innanzitutto una mobilitazione delle coscienze, toccate nel profondo da quello che si sta vivendo. Ogni componente della società e delle istituzioni sente di dover fare la sua parte.

L’opera è imponente. Solo un meccanismo organizzativo ben coordinato può affrontare il faticoso compito di rimettere in piedi il Friuli. Il principio di questa “macchina” è la delega verso il basso: dallo Stato alla Regione, dalla Regione ai Comuni. Questi ultimi svolgono un ruolo fondamentale. Si dotano di strumenti gestionali, urbanistici e tecnici. Predispongono i progetti, appaltano i lavori e ne controllano il buon esito.

Per accelerare la capacità di spesa, il Sindaco viene nominato Funzionario Delegato della Regione. Ha la responsabilità personale di valutare le domande di contributo, di verificare il progetto delle opere da finanziare e di emettere i mandati di pagamento. Le “istituzioni” non sono più un’entità astratta: hanno un nome e un volto.

Giunta, Comelli, Chiavola

Organizzarsi non basta: occorrono gli uomini capaci di far funzionare le cose a tutti i livelli. Alcuni di loro diventano il simbolo stesso della ricostruzione. Con Legge Regionale del 6 settembre 1976 n. 53 si istituisce la Segreteria Generale Straordinaria che assume le caratteristiche   “authority” con forti e rapide capacità decisionali, tecniche e di spesa. Dipende direttamente dal Presidente della Giunta Regionale, avv. Antonio Comelli, e viene energicamente diretta dall’ing. Emanuele Chiavola.

Anche la Chiesa friulana fa la sua parte. Si schiera al fianco della gente, è protagonista nell’emergenza e nella successiva ricostruzione. Organizza i soccorsi attraverso la Caritas, le associazioni cattoliche, gli Scout, i gemellaggi tra le parrocchie dei paesi colpiti dal sisma e le diocesi italiane. È vicina spiritualmente e materialmente ai terremotati, tiene unite le comunità colpite, infonde la fiducia nella rinascita dei paesi distrutti e del Friuli. Adotta con coraggio il principio “prima le case, poi le chiese” proposto dal gruppo ecclesiale “Glesie Furlane”. Le funzioni religiose continuano a scandire, in condizioni spesso di fortuna, la vita delle popolazioni.

Il sisma ha investito le località che più di altre conservavano intatte le testimonianze storiche più antiche e preziose della storia del Friuli. Oltre ai monumenti, il terremoto ferisce anche una grande quantità di beni storico artistici. Affreschi, statue in pietra e lignee, tele, altari, organi, ori, arredi, finiscono sotto le macerie. Per il recupero delle opere d’arte si mobilitano centinaia di volontari che le disseppelliscono e le trasportano nei luoghi di raccolta dove appassionati ed esperti restauratori ricompongono i frammenti recuperati. Il Centro di Catalogazione e Restauro di Villa Manin di Passariano forma nuovi restauratori. La gran parte delle opere è restituita alle comunità di provenienza. […..]

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(un ringraziamento particolare a Bruno Damiani – sede RAI – Udine)

percorso_07.html

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