della “ricostruzione”, degli sprechi

Ateneo unica speranza. Sprechi altrove

di Carlo Costantini, da http://www.asca.it, 12 mar.

 ”Legittima l’attenzione rivolta ai canoni di locazione pagati dall’Universita’ dell’Aquila per garantire la prosecuzione delle attivita’, subito dopo il terremoto; canoni che secondo alcune stime, peraltro totalmente ‘decontestualizzate’, sarebbero superiori di circa il 40% rispetto ai valori di mercato”. Ne e’ convinto il capogruppo IdV in Consiglio regionale d’Abruzzo, Carlo Costantini, che pero’ riflette: ”Legittima, a patto che una identica attenzione venga rivolta a tutte le procedure di spesa adottate all’Aquila nel dopo terremoto, a partire da quelle del Comune, della Protezione civile e dello stesso Commissario Chiodi, che in molti casi e con ragioni di urgenza molto piu’ deboli di quelle che si e’ trovata ad affrontare l’Universita’, hanno speso fino al 300% in piu’ dei prezzi di mercato”. ”Esempi concreti tuttavia – aggiunge – non servono, perche’ tutto quello che hanno fatto e’ costato mediamente il doppio di quanto sarebbe costato in condizioni di normalita’. Per tutti possono valere gli alloggi del Progetto CASE: ne facciano stimare il valore di mercato e scopriranno che valgono circa 900 euro/mq e sono costati quasi 3.000 euro/mq. Oppure vadano a vedere i ponteggi, che alla fine costeranno chissa’ quante volte in piu’ di quanto sarebbero costati normalmente; i bagni chimici; o la gestione delle mense, per scoprire che ancora pochi mesi fa sono state affidate senza gara di appalto, con un costo di gran lunga superiore non solo a quello di mercato, ma anche a quello che si pagava prima di questo avvicendamento”. Sostiene, Costantini, che ”in molti, non solo il rettore dell’Ateneo aquilano, Ferdinando di Iorio, si sarebbero letteralmente ‘svenati’, pur di assicurare la prosecuzione delle attivita’ universitarie; i fatti gli hanno dato ragione, se e’ vero, come e’ vero, che con i suoi 24.000 studenti e’ stata la prima e forse l’unica istituzione pubblica aquilana a tornare alla normalita”’. ”Una normalita’, quella dell’Universita’ – fa notare il cspogruppo IdV – che oggi rappresenta la speranza alla quale e’ aggrappata una intera comunita’, delusa e mortificata da come e’ stato gestito tutto il resto.

Bene, quindi, le verifiche, le ispezioni, le indagini e tutti i controlli del caso, sulle spese dell’emergenza dell’Universita’, cosi’ come sulle spese di tutti gli altri enti pubblici che si sono trovati ad operare all’Aquila e giusto che tutti quelli che risulteranno aver sbagliato paghino le conseguenze, senza eccezioni di sorta”. ”Male – ammonisce Costantini – ancora una volta, la stragrande maggioranza di politici aquilani che, con il loro silenzio, fingono di ignorare due verita’ incontestabili. La prima, 24.000 studenti e tutta l’economia del valore di decine di milioni di euro l’anno che ruota attorno a loro fanno gola, molto piu’ di quanto possa fare gola una sede distaccata della Corte d’Appello o di qualche ufficio regionale; la seconda, nel rapporto costo/benefici, tra quello che e’ stato speso ed i risultati prodotti, l’Universita’ dell’Aquila e’ l’unica ad essersi meritata la promozione piena”. ”E forse e’ proprio per questo – conclude – che, in una Citta’ nella quale la politica si e’ divorato tutto, sembra quasi che solo l’Universita’ debba essere chiamata a rispondere di qualcosa!”.

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1 Response to “della “ricostruzione”, degli sprechi”


  1. 1 Lucio Gialloreti 13 marzo 2012 alle 20:49

    ….E direi che gli aquilani stessi hanno contribuito largamente alla lievitazione di ogni tipo di affitto , senza che nessuno abbia mosso un dito per bloccarli !!Facessero sì i controlli ,ma su tutto!!


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