sa paradura: generosità tra pastori

Sa paradura, generosità dei pastori e non solo, dalla Sardegna all’Abruzzo

di Alessandro Garau, da http://www.sassarinotizie.com, 7 mar

La gara di solidarietà dei pastori per aiutare il collega di Sestu, Learco Addari, a rimettere in piedi l’attività, è entrata nel vivo. In meno di una settimana sono state raccolte 25 pecore, ma la sorpresa più grossa è che sette di queste provengono da chi di mestiere non fa il pastore. Persone che dopo aver visto il video-appello hanno deciso di comprare appositamente una pecora da donare. Una storia di generosità e altruismo, doti tutt’altro che estranee ai sardi. Learco si è visto decimare il proprio gregge, in una sola notte, dall’incursione di un branco di cani randagi nel suo ovile. Così ad Anna Crisponi, assessore a Sestu, ma di origini nuoresi, è venuto in mente di riportare in auge sa paradura, antico strumento di mutuo soccorso secondo cui quando un pastore perde il proprio gregge a causa di un furto o di qualsiasi altra disgrazia, riceve la solidarietà dei colleghi che gli cedono uno o più capi di bestiame.

La forza del passaparola. A dare gambe all’iniziativa ci ha pensato Stefano Lai, giovane pastore di Escalaplano, il quale si dice sicuro che le offerte aumenteranno nei prossimi giorni, quando cioè comincerà a diffondersi seriamente il passaparola. «Il tam tam mediatico è servito a farci conoscere e a sensibilizzare le persone sulla vicenda – spiega Lai – Le prime donazioni provengono da mie conoscenze dirette e da persone che hanno letto i giornali. Ma i pastori delle altre zone vanno contattati singolarmente».

Sa paradura anche in Abruzzo. Sarà pure un’usanza tutta sarda, ma talvolta l’altruismo dei pastori isolani travalica i confini regionali. Come avvenne nel 2009, in seguito al terremoto che colpì L’Aquila e provincia, causando la morte di oltre trecento persone. Il gruppo musicale degli Istentales organizzò sa paradura per giungere in soccorso delle aziende zootecniche dell’Abruzzo. Furono raccolte tremila pecore: un successo strepitoso se si considera che il capitale perso ammontava a circa la metà. Così le restanti in eccesso furono donate agli allevatori del nuorese i cui greggi erano stati decimati nello stesso anno da un terribile incendio.

Un incarico importante. Stefano Lai non nasconde un certo orgoglio nel ricoprire un ruolo solitamente conferito a pastori che godono di una certa credibilità, come lui stesso ci spiega. Non è la prima volta che il pastore di Escalaplano partecipa a sa paradura. «Conobbi l’usanza verso la fine degli anni Ottanta – racconta – Nel mio paese ci fu un grosso incendio che uccise tutte le pecore di un allevatore. Così alcuni suoi amici si attivarono facendo il giro degli ovili e raccogliendo capi di bestiame. Non è altro che una forma di volontariato: ciascuno decide se e quante pecore dare e in ogni caso il donatore resta anonimo. Chiaramente è sempre una terza persona a occuparsi della ricostituzione del gregge, mai il diretto interessato. Quest’ultimo deve comunque godere di una buona reputazione tra i suoi colleghi, altrimenti nessuno lo aiuterebbe».

Nulla osta dall’Asl. Intanto per le donazioni a Learco è già partito anche l’iter burocratico. Lai ha ottenuto dalla Asl un nulla osta unico, a nome di una sola persona, per il trasporto di tutto il bestiame che verrà raccolto, in modo da non creare complicazioni ai donatori.

Per contattare Stefano Lai: 3273455517, stefanolaiescalaplano@gmail.com

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1 Response to “sa paradura: generosità tra pastori”


  1. 1 roberte 14 aprile 2012 alle 10:17

    E’ terribile questo massacro delle povere pecore, veramente non capisco perché non ci sia più controllo di cane randagi, ho notato che nei paesi si vedono molto più cani sciolti , cosa che prima avveniva più in città. Trovo invece molto bello questa rete di solidarietà tra pastori e gente comune…che mi fa pensare ” in questo mondo esiste ancora della gente con il cuore, che non tutto e’ marcio….bene allora qualcosa può cambiare||| Grazie per questo articolo.


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