garanzia e controllo

“Garanzia e controllo” sull’amministrazione comunale dell’Aquila: la parola ai giudici?

pubblicata da Alberto Bazzucchi , da Facebook, 24 feb

Ho l’impressione che sia passato un po’ troppo sotto traccia un documento che forse meriterebbe un minimo di considerazione in più. Il 2 febbraio scorso la V Commissione Consiliare permanente “garanzia e controllo”, a firma del suo presidente Enzo Lombardi, ha pubblicato la sua Relazione annuale sull’attività svolta nel 2011 come previsto da Regolamento del Consiglio e dallo stesso Statuto comunale. Io vorrei sbagliarmi ma credo che vi siano gli estremi per una azione penale e forse anche quelli per lo scioglimento del Consiglio stesso in base al TU delle leggi sull’ordinamento degli enti locali Dlgs 267/2000 (in particolare art. 241 e ss). Rinvio ai giuristi per una più puntuale analisi del caso ma i cittadini possono e devono riflettere sui contenuti della Relazione.

Cosa si dice nel documento?  La Relazione esordisce rilevando le “gravi criticità che hanno investito i settori nevralgici del funzionamento della macchina comunale e dell’andamento della ricostruzione della Città dell’Aquila” ed aggiungendo che, per questa ragione “è stato evitato un certosino controllo formale degli atti di Giunta e degli Organi politici, scegliendo di spostare l’attenzione soprattutto alla concreta capacità amministrativa e tecnica degli apparati”. L’estensore si rammarica, poi, del fatto che la gestione della macchina comunale “non abbia portato a realizzare ciò che la Commissione già auspicava nelle relazioni del 2010 e 2009, condivise dal Consiglio Comunale, per predisporre “una struttura comunale perfettamente organizzata e funzionante al fine del più veloce ed  efficace perseguimento della Ricostruzione sia edilizia che immateriale”, nonché la riunione di tutti gli uffici comunali in un’unica sede … “. Fin qua siamo sui desiderata e non credo si possibile andare oltre una certa comprensibile delusione

Poi la Relazione sottolinea alcuni aspetti  della gestione del personale evidenziando come nelle 24 sedute dedicate dalla Commissione all’argomento sia stato “verificato il mancato rispetto dei principi di imparzialità, liceità, opportunità ed, a volte, anche di legalità. Sono numerosi gli episodi che hanno evidenziato come, al centro della gestione, vi fosse da parte di pochi la volontà  irrefrenabile di “arraffare” il possibile. Basti ricordare: i cambi di profilo per i quali è addirittura cambiata, ad hoc, la pianta organica dell’Ente; le abnormi progressioni di carriera; l’attribuzione senza procedure di mansioni superiori; l’attribuzione incongrua della qualità di “progetti obiettivo” al semplice lavoro ordinario; i bandi di concorso per il reclutamento di personale a tempo determinato basati sulla sola valutazione del solo Dirigente dei punteggi attribuiti con autodichiarazione dei concorrenti; l’abnorme attribuzione e gestione degli incarichi dirigenziali; tutto quanto altro catalogabile come surrettizio sistema premiante  intuitu personae”.

La Commissione si è riunita nel 2011 48 volte esaminando 73 argomenti e approvando, oltre a varie indicazioni rivolte ad Amministratori e Dirigenti, 5 relazioni condivise all’unanimità, e svariate mozioni tutte approvate dal Consiglio Comunale.

Nell’ambito della sua attività di garanzia la Relazione rivela come, relativamente allo stato di attuazione delle mozioni e degli ordini del giorno approvati dal Consiglio Comunale, “la procedura della nomina del responsabile del procedimento, al quale la norma assegna il limite di 30 gg. per la loro esecuzione, non viene rispettata, rendendo così impossibile al Sindaco di poter riferire al Consiglio Comunale lo stato di attuazione come tassativamente previsto dal Regolamento”.

Nell’ambito dell’attività di controllo la Commissione ha rilevato quanto l’efficienza e l’efficacia dell’azione amministrativa sia oggi “ingolfata dalla inadeguatezza degli uffici per la disorganizzazione funzionale e logistica dell’Ente” lamentando inoltre che, nonostante 12 riunioni e 2 relazioni nel 2010 che prevedevano l’istituzione di due Commissioni di Indagine su personale ed uffici, le stesse “giacciono da mesi non considerate ed ignorate”. Qui la Commissione fa seguire 17 punti in cui sono illustrate le questioni salienti in cui si è incentrata l’attività di controllo. Ne riporto alcuni.

a) Le abnormi condizioni organizzative, amministrative e gestionali dell’apparato funzionale, nonostante il ripetuto appello, condiviso dal Consiglio Comunale, rivolto alla Giunta ed ai Dirigenti, oltre che al Sindaco;

b) … i mai risolti problemi emergenziali riguardanti le nomine, gli affidamenti degli incarichi e le attività contrattuali nella gestione della dirigenza;

c) … la dispersione organizzativa, frammentaria, caotica e dispendiosa, aggravata dalla mancata informatizzazione dei servizi e da una deficiente gestione del sito internet causata da una forte reticenza, a monte, alla integrale pubblicazione di tutti gli atti e le notizie da organizzare on-line nonostante gli obblighi di legge;

d) mancato riutilizzo degli immobili di proprietà poco danneggiati ed il conseguente caotico e dispendioso reperimento di immobili da affittare come sedi di uffici;

e) continui approfondimenti della strategia della ricostruzione, specialmente …. progetti C.A.S.E., M.A.P., Fondo Immobiliare, affitti concordati, casette di legno, Contributi di Autonoma Sistemazione (C.A.S.) e l’assenza di un valido regime di sistemi di controlli incrociati al fine di evitarne abusi;

f) … nomine negli Enti ed Aziende, le procedure per la loro scelta, l’assenza, al riguardo, delle informative previste per il Consiglio Comunale;

g) .. controlli sulle gestioni, spesso inefficienti, disinvolte e dispendiose delle Società partecipate, specie nella gestione del personale;

h) da ultimo, ma tutt’altro che secondaria, la tematica dei cosiddetti “Piani di Ricostruzione dei Centri Storici”.

 Mi pare non ci sia da aggiungere molto. Sarei curioso di conoscere il parere di esperti circa i rapporti tra le questioni sollevate nella Relazione e la Costituzione italiana in primo luogo, il Codice penale, la Corte dei Conti, il TU sulle autonomie locali.

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