la granita….(è sempre attuale)

“La granita era buona? Insomma, con quello che mi è costata!”

pubblicata da Piergiorgio Leocata il giorno venerdì 13 agosto 2010 , da Facebook

Vorrei raccontarvi una storia, seguitela bene, perchè grazie a questa sarà chiaro quanto io voglia esporvi.

“Una volta mi trovavo in visita in una località del sud Italia. Volevamo visitare una chiesa posta in una piazza. Essendo stranieri, chiedemmo informazioni per giungere sul posto. Ogni persona a cui ci rivolgemmo, oltre ad indicarci la strada per arrivare in visita alla chiesa, aggiungeva con entusiasmo la descrizione di un bellissimo BAR che serviva delle granite fantastiche all’ombra di una tettoia sulla piazza. Giunti sulla piazza, invece che visitare immediatamente la chiesa, entrammo nel BAR e ci sedemmo al tavolino e consumammo una rinfrescante granita. La sosta fu veramente rigenerante ma, quando ci presentammo in visita alla chiesa trovammo una brutta sorpresa. La chiesa aveva chiuso e noi non potemmo visitarla!”

Questo piccolo racconto mi è necessario per chiarire meglio il concetto di “comunicazione mirata”. Una comunicazione mirata può, se esercitata con cura, cambiare l’ordine di interesse dell’utente. Nel nostro caso avevamo come necessità la visita della chiesa e ci siamo ritrovati ad esaudire una necessità creata da un terzo:” la granita al bar”.

Tornando al nostro contesto del cratere, questa tipologia di comunicazione è stata utilizzata in 2 modalità diverse. La prima è stata basata sul dissenso. Una comunicazione di dissenso apre un confronto tra 2 parti e ha come obiettivo primario quello di spostare il contesto del confronto stesso, ma prima o poi si arriva sempre ad una verità. In parole povere ha un tempo determinato. L’esempio calzante è la diaspora che riguardava l’esistenza o meno dei fondi per la ricostruzione. Dopo molte settimane di confronto, alla fine si è giunti alla verità: “i soldi non ci sono” (Gianni Chiodi, commissario per laricostruzione).

La comunicazione mirata fondata sul consenso è molto diversa e genera effetti che possono essere molto nocivi ed può avere durata indeterminata. Si manifesta creando un’evoluzione dei contenuti portati avanti dalla parte avversa, che comprende o necessita il consenso ( nel nostro caso il consenso istituzionale). L’evoluzione comporta di per sè un avvicinamento tra le parti ( un tempo avverse) e sancisce di fatto un patto di non belligeranza, indebolendo il confronto fino a renderlo piatto. In questo modo si annulla di fatto l’azione di denuncia e controllo esercitata dai cittadini e pone in secondo piano i reali problemi della città, il tutto sostenuto da azioni volte a creare false speranze:” riapertura di attività commerciali nel centro storico (son almeno 6 mesi di dichiarazioni sui giornali….), arrivo di ingenti somme di denaro volte alla ricostruzione, presenza di master plan planetari (che nessuno ha mai visto), fantomatiche zone-franche…“. Nello stesso momento, si evolvono azioni indisturbate come la chiara SVALUTAZIONE immobiliare del centro storico e di tutte le zone adiacenti a questo, la svalutazione di enti importanti come quello Turistico del Gran Sasso. Tutto questo è accompagnato da vere e proprie azioni di investimento da parte di realtà immobiliari grandi che intervengono da fuori il territorio (forse conqualche amichetto locale) . Praticamente, per chi non lo avesse ancora compreso, siamo in svendita IMMOBILIARE. TERRITORIALE e ISTITUZIONALE ( visti i sistemi che oggi vengono alla luce, sistemi malavitosi che coinvolgono figure istituzionali del territorio).

Bisogna tornare ad essere CRITICI, perchè diventare grandi occupandosi di cose grandi non deve corrispondere con l’abbassare la guardia, con il  concedere tregue, con un allineamento funzionale alla nostra lenta, agonizzante, morte. Se non si tornerà ad accendere le luci sui problemi di tutti i giorni ( sistemazioni autonome non pagate da aprile, rientro degli sfollati dalla costa, problema LAVORO, problema TASSE e valanga nera EQUITALIA che tra poco travolgerà la città, anziani che si lasciano morire, tessuti sociali disintegrati, cricche e simpatici gruppi di acquisto da ogni dove, ospedale  completamente dilaniato dalla regione Abruzzo a favore delle strutture a noi vicine…) potremmo arrivare tra 10/20anni e renderci conto che dovevamo visitarla prima questa chiesa

(adesso è troppo tardi; e il prezzo della granita? adesso lo hai compreso? salato eh!).

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2 Responses to “la granita….(è sempre attuale)”


  1. 1 Lucio Gialloreti 6 gennaio 2012 alle 18:58

    Già, la parabola è calzante e fa capire bene ,ma basta anche seguire le sorti , pur a distanza ,come è il mio caso ,frequentando da pendolare ancora,per comprendere come sia in atto nel “cantiere più grande d’Europa”un colossale fenomeno di deprezzamento , svendita ed accaparramento patrimoniale ed economico di quella che era una delle più belle città d’Italia!

    • 2 adrianodibarba 6 gennaio 2012 alle 20:16

      drammaticamente vero. Però gli aquilani “residenti stabili” sembrano non accorgersene, non curarsene, non esserne preoccupati. Sono contenti?


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