percorso di guerra

di Luigi Fiammata, da http://www.laquilaemotion.it/ , 2 dic.

 

Partenza da Sassa, verso il Nucleo Industriale di Bazzano, sede ASM.

Devo attraversare Sassa, per la via principale, strettoia, ci passa un’auto sola, anche se i sensi di marcia sono due, la curva è cieca, e quindi ci vuole circospezione, e scaramanzia. E un bonus di fortuna. Se hai un’auto ingombrante, ci vuole anche grasso di balena da spalmare sulle fiancate, per scivolare meglio sullo stretto. Qui c’era una volta l’Ufficio Postale, e ora non c’è più. C’era anche la Caserma dei Carabinieri, e ora c’è un cancello chiuso. Passo. E vado verso L’Aquila.

Rotonda, e Progetto C.A.S.E. E MUSP.

Strada stretta, un po’ di incroci dietro le curve, che chi arriva per capire se può passare deve sporgere il muso, a rischio di una nasectomia.

Incrocio per Lucoli, rotonda nuova, ancora in plastica, deve crescere. Addirittura stanno facendo dei lavori che somigliano ad un marciapiede, che parte e arriva nel nulla, e, a fianco, un megagalattico lavoro di scavo che realizza un canyon per l’acqua, ingabbiando pietre in griglie di ferro, e si perde in un buco sotto la curva a gomito. A sinistra una casa di legno, autorimessa di una compagnia di bus da noleggio, un fungo del sisma. E finalmente la rotonda amletica. Per andare a Bazzano faccio la Mausonia, o passo in mezzo alla città ? La rotonda è minuscola, nel centro c’è un lampione con la luce psichedelica, che, negli ultimi giorni, si accende e si spegne in continuazione, a intervalli di tempo imprevedibili, neanche un geyser di Yellowstone.

Decido di passare per la città.

Naturalmente, il passaggio a livello è chiuso, deve passare il trenino. Aspetto. Una volta c’era la casa del casellante, ora non c’è più. in compenso si passa su un ponte che sovrasta il canale secco di un rivo che non so dove nasce. Il letto è ingombro di massi, alberi divelti, erbe che crescono, rifiuti umani. E’ secco, il clima non piove. E aspetta di gonfiarsi. Magari troppo. E’ una lotteria. Carta vince, argine perde.

Le sbarre si alzano, e mi posso immettere sulla Strada Statale 17. Ovviamente, l’ingresso vero e proprio è una corsa a spintoni con quelli che vengono da Scoppito. Hanno la precedenza e se la prendono, senza pietà. E quando entro, finalmente, ho davanti uno schiacciatore di uova professionista. La lentezza esasperante si accompagna ad una precisione millimetrica per acciaccare le uova sparse sul manto stradale, non ne manca una, a quindici chilometri orari. E quando arrivo alla rotonda monumentale che porta al Centro Commerciale, prego gli dei del traffico che giri a destra, e mi liberi della sua augusta presenza. Gira, per fortuna gira !

L’ingresso nella rotonda è come quello del toro nell’arena, fiero, veloce, e senza pensare a nulla, e per proseguire verso la rotonda successiva, apro lo sportello a fianco del guidatore, per impedire il passaggio a quelli che vengono dal centro commerciale, che non danno la precedenza e pretendono di sorpassarmi sulla destra. Piuttosto mi faccio lapidare.

Altra rotonda monumentale, fatta in accelerata rombante, nessuno può entrare dalla mia destra, ma tanto quando arrivo io ad una rotonda, mi prendo la precedenza dall’alto, dal basso, e da sinistradestra.  Rettilineo.

Sottolineato dal minaccioso Centro Meccanizzato delle Poste alla mia sinistra. Luogo in cui si perdono gentili anziane signore, dopo dodici ore di fila per ritirare una raccomandata; luogo, dove si narra, che un trentenne baldanzoso che voleva ritirare la propria posta arrivata all’indirizzo crollato,  sia diventato calvo nel frattempo, e con l’alopecia psorisiaca, e con uno strano tic nervoso che lo costringe al pianto dirotto, ogni volta che ascolta pronunciare un numero, che non è il suo. Unico ufficio aquilano di smistamento raccomandate e posta per terremotati. Il Signor Poste Italiane è un maniaco sadico con tendenze hitleriane.

La casetta dell’ANAS non c’è più, e neanche le fabbriche del Polo Elettronico, salvo qualche fantasma, e il ricordo di numerosi fallimenti drammatici. Quel luogo è oggi un ottimo investimento immobiliare.

Ancora una rotonda, circondata da esercizi commerciali che erano aperti, che sono aperti, che saranno aperti. e via dritto, verso il blocco stradale dell’uscita del casello autostradale, ovviamente senza aver dato la precedenza a nessuno, perché non gli spetta, che esca dai sette o otto incroci di negozi installati nella nostra vera via dello shopping, altro che Corso Buenos Aires a Milano. Noi abbiamo un negozio ogni tre centimetri quadrati, e neanche tutti gestiti da cinesi.

Il casello dell’Aquila Ovest mi ricorda che devo indossare le scarpe da neve fino al 15 aprile, e qui tra poco vado a riprendere il costume da bagno. C’è ancora la rimessa dell’ARPA, che fa rimettere, e l’ingresso ad un supermercato, diventato nel frattempo quattro supermercati in uno. Lì dentro a mia cugina hanno rubato il portafogli mentre, per paura di farselo rubare, lo stringeva tra i denti. La coda rallenta, così, sull’asfalto recentemente rinnovato, i colpi che si danno ai tombini sembrano solo una tappa della Parigi-Dakar. E fanno meno male alla cervicale.    

Ma perché non fanno una bella rotonda davanti al Motel ?

Magari una rotonda multipiano, con parcheggi e centri commerciali. Adesso stanno sistemando un capannone orrendo prima del Motel, e dentro ci faranno una centro commerciale di centri commerciali, splendido. Già ci sono in giro gli avvisi per la selezione del personale addetto alla distribuzione di generi di conforto per gli automobilisti sulla strada fermi in coda , che, si prevede, partirà da Mosciano Sant’Angelo, e arriverà ad Antrodoco.

Viale Corrado IV, al posto del benzinaio crollato, una centrale a biomasse, per lo smaltimento degli scontrini fiscali e delle ricevute. La vedo dura. Bisognerà allargare oltre i 70 chilometri il raggio di rifornimento. Sono le otto del mattino e al MC Drive c’è la coda. Colazione con il Master MC Pig, panino con piedini di porco fritti nel lardo e nell’olio di petroliera usato, guarnito di erba gatta e maionese dietetica.

Guardo Piazza d’Armi, il leggiadro tetto in legno della rimovibile chiesa di San Berardino bis, la possente piattaforma in cemento per ospitare il mercato di Piazza Duomo bis, la selvaggia vegetazione, che aspetta un Auditorium, un complesso termale, dodici piste d’atletica, un palasport, una piscina olimpionica, un palazzo del ghiaccio, una salsamenteria,e, naturalmente, parcheggi e centri commerciali.

Intanto devo stare attento a come guido; le ruote rischiano di finire tra le fessure delle rotaie della metropolitana di superficie. Quanto costa al chilo questo ferro ? Tutto davanti casa dell’ex sindaco andrebbe portato, che lo ricicli, e il ricavato lo devolva al Comune de L’Aquila, per istituire un servizio di carrozzelle trainate da cavalli, gratuito, per tutta la città. Cazzo.

Ora attraverso il sottopassaggio. Una volta questa era la “rotonda”. Neanche i soldi del copyright le hanno dato.  Le mura antiche un po’ sbriciolate, i palazzi sopra sbrindellati, e il centro commerciale lussuoso, che anni fa era sotto processo per abuso edilizio, poi presumo assolto, e ora pronto a sopraelevare, in un altro centro commerciale per poveri.

Il viale della Croce Rossa, con i suoi marciapiedi incamminabili, ha un che di romantico, con i suoi manufatti legnosi o a mattoni sotto le mura della città, un cafarnao arrangiato. Devo smettere di avere la puzza sotto il naso. L’importante è che i finestrini siano chiusi, il filtro antiparticolato efficiente, e la capacità di apnea, allenata. Attività che erano in Centro. Mi dico. E’ giusto così. Mi dico. Ma non riesco a convincermi. In verità sono venti e fischia anni che non mi convinco, passando di lì. Quanto sarebbe bello se sotto le mura si potesse passeggiare nel verde, andare in bici. Baciarsi. Tu non fai economia, uomo. Fai star zitti i tuoi pensieri, e chiudi meglio il naso che passiamo vicino alle macerie di amianto.

Sfioro la curva mai realizzata dello stadio, a fianco al palazzetto dello sport mai funzionante, e finalmente arrivo alla rotonda sotto Viale Gran Sasso, ora sì che il traffico scorre. E pure l’erba è tagliata. Magari l’appalto non costa tanto quanto la ricostruzione della Questura, e non lievita altrettanto, e forse non è nemmeno al massimo ribasso, e forse non interessa alle cosche.

Non funzionano più i semafori all’incrocio con la caserma dei Vigili del Fuoco, così in caso di sisma i tredici Vigili in servizio escono veloci senza aspettare il verde. Però devi passare feroce di lì, giusto un pizzico di attenzione per non arrotare studenti. E passo accanto a quel meraviglioso capannone che il terremoto ha finalmente consentito di ristrutturare, dopo decenni di abbandono. Ci faranno un centro commerciale ?   

La curva a fianco al cimitero la faccio in sesta, che nessuno si azzardi a passare dai lati. Sono solo preoccupato che lo spostamento d’aria non danneggi i puntellamenti della chiesa. E, nel passaggio, mi ricordo le polemiche cittadine quando si consentì di edificare il centro commerciale con vista sul cimitero. Mi viene da sorridere, ma mi rabbuio subito, perché mi ricordo che ho sfiorato anche lo Stadio del Rugby mai aperto.

E via verso la rotonda di ingresso alla città, o di uscita, dipende dal punto di vista, ma in realtà, sono ancora in centro, visto che la città finisce a San Demetrio.

Un pezzo di strada a quattro corsie, raro come un mio lampo di intelligenza. Sgrano le marce, fino al restringimento. Dimenticavo che stanno costruendo i ciclopici cavalcavia a fianco del Progetto C.A.S.E. di Bazzano, e ci sono i lavori in corso. Quando passerò di li, mi sembrerà di volare, e potrò buttare le cicche di sigaretta sul balcone dei terremotati.

Ecco la rotonda, che mi immette sulla Provinciale; se non altro non ci saranno più i furbi che giravano a destra facendo finta di tornare verso L’Aquila, e subito rigiravano a sinistra per non fare la coda. vedi che le rotonde servono. Miscredente.

E poi, guarda che bella la rotonda del vecchio incrocio per Paganica. Ha anche un passaggio pedonale in mezzo, e spero che ci mettano una panchina, perché il panorama è magnifico: guardando verso Pescara, centri commerciali a perdita d’occhio.  Là dove c’erano fabbriche ora c’è una città, m’è venuta anche una citazione di canzone antica.

Ce l’ho fatta. Tra capannoni nuovi, e capannoni vecchi sono nel nucleo industriale di Bazzano. Commissariato. Sono arrivato.

In ritardo, gli sportelli sono chiusi. Sono arrivato tardi. Ci ho messo tre ore e mezzo. Facevo prima in elicottero.

La prossima volta parto da Preturo. Dall’aeroporto internazionale, di Preturo.

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