stop al consumo del territorio

da http://consumoterritorioaq.wordpress.com/

Le “aree bianche” comunali a rischio di cementificazione: al via la campagna di sensibilizzazione promossa dalla “Rete Stop al consumo del territorio nodo locale L’Aquila”.

[…..]

Le “aree bianche” sono zone vincolate dal Piano Regolatore Generale (P.R.G.) del 1975 per essere destinate a Servizi, Verde Pubblico, Parcheggi e Attrezzature Generali; coprono una superficie di di circa 1120  ettari (11 milioni di mq) distribuiti su tutto il territorio aquilano.  Attualmente i vincoli ricadenti sulle suddette aree sono scaduti e il Comune dell’Aquila, che avrebbe dovuto pronunciarsi per regolamentare la destinazione di queste aree, nonostante le ripetute condanne subite dal TAR Abruzzo per protratta “lacuna” legislativa, ad oggi non ha preso alcuna posizione.

In un territorio come il nostro, già massacrato da una cementificazione selvaggia in nome dell’emergenza, la decadenza dei vincoli pone, di fatto, le aree bianche a rischio di speculazione edilizia, trattandosi il più delle volte delle “ultime aree verdi” inserite in un contesto urbano già fortemente degradato.

La “Rete Stop al consumo di territorio”, con l’iniziativa di oggi, avvia una campagna di sensibilizzazione per individuare, conoscere e riappropriarsi di tutte le aree a rischio di cementificazioni del nostro territorio.

La “Rete”, di fronte alla perdurante latitanza del Comune dell’Aquila,  presenta una vera e propria “bozza di Delibera di Consiglio comunale” in cui:

  1.  si richiama, come specifico riferimento normativo l’art. 49 della  L.R. 70/ 95,  che “……………in caso di vincoli scaduti ammette esclusivamente le ristrutturazioni edilizie degli edifici residenziali, o, gli interventi di cui all’art. 4  della L. 10/77”,  previsione introdotta dal legislatore proprio per normare il territorio anche in assenza o di decadenza del P.R.G..;
  2.  si propone l’adozione immediata di una “variante di salvaguardia” (entro 90 giorni) in virtù della quale l’Amministrazione comunale stabilisce e concede:
  •  la realizzazione di interventi progettuali nelle suddette “aree bianche” con un indice di UF = 0,03 mc/mq sul 50% dell’area, riservandosi la “disponibilità del restante 50%” nell’interesse della collettività per la realizzazione di aree verdi e servizi;
  •  la possibilità di aumentare tale indice di UF =  0,05 mc/mq, nel caso in cui si tratti di proposte progettuali organiche e vantaggiose per l’Amministrazione comunale.

Si chiede, infine, per l’adozione della suddetta variante di salvaguardia, a cui dovrebbe seguire una variante generale entro sei mesi, la verifica di trasparenza amministrativa in base all’art. 35 della L.R. 18/83, in virtù della quale il Consiglio Comunale accerta la consistenza delle proprietà immobiliari situate nelle aree oggetto della variante appartenenti ai singoli Consiglieri Comunali, al loro coniuge ed agli ascendenti e discendenti in linea diretta:  si chiede, insomma, di sapere se vi siano interessi dei consiglieri comunali sulle “aree bianche”.

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2 Responses to “stop al consumo del territorio”


  1. 1 Luciano B. L. 29 novembre 2011 alle 19:18

    undici milioni di metri quadri a vincolo decaduto corrispondono a quanti metri quadri ancora edificabili? E per quanti abitanti insediabili? Finché NON si risponde a queste domande si fanno buchi nell’acqua. Anche da parte di pseudo-urbanisti aquilani che si appropriano superficialmente (se non artificialmente) delle parole d’ordine del movimento per lo “Stop al consumo del territorio”. Insomma, Quanti abitanti vuole insediare ANCORA il Piano regolatore de L’Aquila di cui si chiede ORA una variante di salvaguardia entro novanta giorni ed una variante generale addirittura dopo SEI mesi? E il Piano di Ricostruzione che fine ha fatto?
    Intanto, ad oggi 29/11/’11, nel Piano C.A.S.E. gli edifici virtualmente VUOTI sono ben DICIOTTO: tanti quanti quelli edificati (inutilmente) a Coppito3 oppure, a Sassa Zona NSI.

  2. 2 Kylie Vosakalo 26 dicembre 2011 alle 15:23

    Questa ricognizione dovrebbe essere propedeutica ad iniziative di protezione e di tutela, assieme ad una campagna di sensibilizzazione delle popolazioni.


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