gli asini litigano, i barili si sfasciano

di Antonio Di Giandomenico, da FaceBook, 30 ott.

Non prende la città l’ennesima violenza che una burocrazia cieca e inconcludente sta perpetrando ai suoi danni!

Ci sono le elezioni, e tutto quel che ruota intorno a questo appuntamento inutile quanto truffaldino fa notizia: il blocco dei lavori alla Madonna Fore, NO, non è una notizia, non merita l’attenzione e la conseguente indignazione dei cittadini!

I fatti, pure riportati dai quotidiani locali, ci dicono che sono stati sospesi i lavori di ristrutturazione della chiesetta, gioiello del cuore e dell’identità della nostra città, meta da secoli di passeggiate indimenticabili di tutti gli aquilani, quelli dell’Aquila, di Collebrincioni e di Arischia, e il motivo apparente, almeno stando agli atti, è la mancata richiesta del preventivo parere della Direzione regionale dei beni culturali.

Lavori fermi è la conseguenza, e se ne occuperà la magistratura, stando a quanto dichiarato dall’architetto Luciano Marchetti, vice commissario per i beni culturali. Significa mesi e mesi di fermo cantiere.

E la politica cittadina tace, e tacciono pure i cittadini, obnubilati dalle elezioni, così lontane dai problemi veri e reali, così presa dal balletto delle primarie, a dx come a sx, mentre la città, o  quel che rimane di essa, sprofonda nell’oblio dei tanti, e fatica a disegnare un futuro che, ormai, interessa sempre meno, interessa ancora a pochi.

Stiamo parlando della MADONNA FORE, amici cari, ma non potete capire se non ci siete stati, se non cogliete il significato di quella chiesetta, di quel bosco, di quei sentieri, caro architetto Marchetti e caro soprintendente Maggi.

Nella vostra terra d’origine esistono luoghi che ne segnano l’identità, la storia, la coscienza e il comune sentire?

La chiesetta  “incartata”, rappresentava per noi aquilani un segno di speranza per la ristrutturazione, per la restituzione di quell’immagine della nostra esistenza, a nuova fruibilità; dopo aver tristemente constatato che la messa di Natale, anche questa tradizione tutta nostra, non si era potuta tenere per motivi di sicurezza, avevamo cominciato a sperare  che, con il prossimo Natale, Cristo sarebbe  rinato, pure  lì, a rinverdire un’altra bella tradizione, con la messa nel pomeriggio del 24 dicembre, in un’atmosfera deliziosa di serenità e spiritualità, come solo quel luogo sa creare e far vivere.

Chiedo a tutti gli attori di questo stallo, di fare uno sforzo di buona volontà: risolvete ad horas le questioni burocratiche, riaprite il cantiere, restituiteci la Madonna Fore.

Vedete, quella chiesetta è nulla, rispetto al valore archiettonico che giace schiantato  e puntellato nel centro storico della nostra città, ma vale molto per il nostro cuore, per la nostra esistenza.

San Giuliano conserva ancora un prezioso patrimonio di integrità.

Un paesaggio che sorprende, un patrimonio da salvaguardare anche perché rappresenta l’immagine storica del lavoro di generazioni di contadini: il paesaggio è la nostra identità.

Chi non ricorda lo spaventoso incendio che tre anni or sono ha devastato l’area!

I segni della furia devastatrice sono ancora tutti là, a riaprire la ferita sanguinante che ha prodotto nel cuore di tutti gli aquilani. La vicenda del terremoto, si è potuto constatare, si sta svolgendo in uno spregiudicato consumo di territorio; e i programmi che timidamente si affacciano sulla scena non accennano a cambiare registro.

Iniziative edilizie disordinate e diffuse nelle frazioni, con un forsennato utilizzo del territorio a fini edificatori, insediamenti confusi, una sgradevole sensazione di disordine territoriale e non ultimo, impianti realizzati senza una opportuna programmazione, rischiano di compromettere il labile equilibrio creato dall’uomo e dalla natura attraverso secoli di storia, come è nelle montagnole che circondano L’Aquila.

Il paesaggio è cultura, identità, amore per la propria terra, le proprie tradizioni. Il consumo del territorio non può proseguire oltre senza intaccare equilibri estetico-culturali ed economici intangibili.

Il paesaggio, e l’ambiente che lo caratterizza,  è la più grande fabbrica di cui dispone L’Aquila, sul quale ancorare ogni ipotesi di rinascita dopo il disastro prodotto il 6 aprile 2009.

Il concetto di qualità totale non può che partire dal territorio e dal buon paesaggio, e il buono non può che partire dal bello.

Questo è per L’Aquila e per gli aquilani il territorio di San Giuliano, e la Madonna Fore, quella meravigliosa e minuscola macchia bianca, circondata e incorniciata dagli alberi, custode della identità e della spiritualità della città e dei suoi cittadini.

Fate ogni sforzo, metteteci buona volontà: restituiteci la Madonna Fore ristrutturata!

Totò Di Giandomenico

Cittadino senza città.

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