senza titolo

di Adriano Di Barba, 4 ago.

via delle BoneNovelle 15 (foto AdB)

……semplicemente disperante. E’ la mia conclusione dopo la lettura dei resoconti della assemblea cittadina di ieri. Altro che discutere di utopia e confrontarsi su modelli radiocentrici policentrici diffusi soffusi centrici!

A te che mi chiedi da lontano “com’è andata ieri”: …. quelli (4 gatti spelacchiati, rissosi, rancorosi, autoreferenziati, mentre gli altri 60 mila si fanno i cavoli propri altrove), stanno a “carissimo amico”. Non ne verranno fuori e continueranno a farsi “pippe mentali”, sino alla morte per consunzione del cervello. E tutto resterà così com’è. Chiodi Cialente Pezzopane Iacovone Fontana Di Stefano… chièquissu, chièquiju….chiscìttù, chisòjì….

E poi c’è pure chi si raccomanda di “fate sapere agli altri fuori da qui…. di non dimenticarsi dell’Aquila…crogiolo di nuova democrazia e partecipazione e ricostruzione…”

Mi chiedo soltanto: ma se fossi (- stato ancora -) il proprietario di un immobile, di una casetta, di un appartamento, di una cantina…. lo lasceri marcire così, in attesa di chissà cosa? In attesa che si mettano d’accordo? Cercherei alleanze e aggregazioni con condòmini o vicini o amici o ex-nemici disponibili? Mi metterei a sgomberare spostare spalare ripulire ammucchiare arredi oggetti macerie calcinacci? Dove potrei portare le macerie? Magari farei un mucchio lì accanto, uno spazietto “di nessuno” lo troverei (ce ne sono tanti di spazi e spazietti “di qualcuno” pur occupati abusivamente e nessuno dice niente!) in attesa di trovare un sito ove recapitarle. Mi potrebbero fare qualcosa per impedirmelo? E cosa, in concreto? Anche se la casa stesse in zona rossa e fosse puntellata, potrei riuscire a fare qualcosa? Entrerei, a rischio di prendermi qualche breccola in testa, ma entrerei. Quante breccole recenti ho trovato per terra, cadute negli ultimi 28 mesi? Poche, diciamocelo… Hai presente quando tocchi, maneggi qualcosa di tuo, senza timore, perchè è cosa solo tua e che nessun altro toccherebbe o maneggerebbe senza timore o reticenza come puoi fare solo tu. Così toccherei le mie pareti, i pezzi feriti, martoriati della mia casa, delle mie cose. Mi potrei trovare un’impresetta, 3 operai scamuffi ma volenterosi e un vecchio capomastro saggio e concreto; potrei farmi prestare dei soldi, chiedere un mutuo, fare qualche patto scellerato con un tecnico, un impresario, un direttore di banca….. Mi alleerei col diavolo!. Qualche autorità potrebbe impedirmelo?. E se, piano piano, cominciassi a riparare, ricostruire, rifare un pezzetto alla volta della casa, dov’era e com’era, senza un metro lineare o cubo in più di prima (anzi qualcosina di meno di prima), qualche autorità potrebbe impedirmelo? Ok, verrebbero i vigili, farebbero un verbale, partirebbe una ordinanza di sospensione, una denuncia per lavori abusivi. Echissenefrega! hanno costruito un intero Paese abusivo!…..; potrei tornare il giorno dopo e quello dopo ancora e ancora. E chi me lo potrebbe impedire? ...e ogni giorno, al ripresentarsi dei vigili, farei mettere a verbale le mie dichiarazioni, e coi verbali dei vigili ci formerei il giornale dei lavori….. Lo rileggerei insieme al giudice, a futura memoria, in un tribunale, chissà se e chissà quando, confessando di aver lavorato ed essermi venduta l’anima per riavere la mia casa: è un reato?
Alla fine, la vita o coloro che non sarebbero più disponibili ad aiutarmi o la Legge, mi fermerebbero.
Ma avrei la coscienza a posto. Reo confesso del reato di ricostruzione della propria casa. Patteggerei la pena.
Senza tante storie di piani, modelli, progetti, aggregati, vision, mission……

PS: perdonami lo sproloquio, amico mio: sono un vecchio rancoroso e un po’ presuntuoso e , soprattutto, senza “titolo”, praticamente un intruso.

AdB

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