figli e figliastri: s.Clemente a Casauria

da “il Capoluogo”, 8 apr.

«Un segnale di fiducia e di certezza prima ancora che di speranza». Questo rappresenta la riapertura al pubblico dell’abbazia di San Clemente a Casauria (Pescara) per il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Gianni Letta, intervenuto stamani alla cerimonia del taglio del nastro del luogo di culto danneggiato dal sisma del 2009, riconsegnato stamani alla collettività dopo i lavori di restuaro. «Rivederla così splendente, ritornare quella meraviglia che era, fa una grande emozione e una grande soddisfazione», ha detto Letta. Il sottosegretario si è fermato a salutare i familiari dell’architetto Berardino D’Eramo che ha lavorato al restauro dell’abbazia per la Soprintendenza abruzzese ma è morto improvvisamente nei giorni scorsi. Per lui è stato osservato un minuto di silenzio. Ai familiari è stata consegnata una targa.

«Sappiamo che non finisce domani e che i tempi per una città d’arte come L’Aquila e per un centro storico così antico, articolato, compatto saranno necessariamente difficili». Sapendo che i tempi sarebbero stati lunghi, ha osservato Letta, «abbiamo affrontato l’emergenza della prima ora in maniera diversa rispetto ad altri terremoti, non fornendo piccoli alloggi o container o tende, ma case confortevoli, non per sostituire le new town alla vecchia città o dare un altro centro di aggregazione perifierico in sostituzione di quello storico, ma solo per consentire un confortevole alloggio per la durata necessaria a restituire il centro storico al suo antico splendore e alla vita palpipante della comunità aquilana. Questo vogliamo fare e faremo con il concorso e la collaborazione di tutti e con la pazienza necessaria per quei tempi che nessuna bacchetta magica potrà mai comprimere ma che non significano abbandono, resa, rinuncia perché noi ricostruiremo L’Aquila così come questa abbazia che è una meraviglia, un miracolo, più bella di prima».

«Mi auguro che queste cerimonie si possano moltiplicare nei prossimi mesi e nei prossimi anni perché il percorso di ricostruzione è iniziato e non finirà fino a quando L’Aquila non tornerà ad essere quella città che era. Magari più bella e più forte di prima». E’ l’auspicio che il presidente della Regione e Commissario delegato per la Ricostruzione ha espresso, questa mattina, nel corso della cerimonia per la fine dei lavori di restauro dell’Abbazia di San Clemente a Casauria, a due anni dal sisma che l’aveva gravemente danneggiata. «Il saluto ed il ringraziamento della Regione Abruzzo – ha proseguito Chiodi – vanno, in primo luogo, agli artefici principali di questo splendido restauro, il World Monuments Fund e la Fondazione Pescarabruzzo, ed un plauso al vice Commissario delegato per la tutela dei beni culturali ed alla Sovrintendenza per l’ottimo lavoro svolto. Un risultato che è sotto gli occhi di tutti e non a caso oggi qui sono presenti due autorevoli esponenti di Governo».

L’abbazia di San Clemente a Casauria è stata restaurata in 2 anni e 2 giorni. Letta ha detto che «nell’unione degli spiriti, nella concordia operosa, con la solidarietà nazionale e internazionale tutti i pericoli si possono superare, tutte le insidie annullare, tutti gli sforzi possono portare al risultato che tutti auspichiamo. Da questo luogo storico del nostro Abruzzo, ha detto Letta parlando all’interno dell’abbazia, diamoci ancora una volta l’impegno a lavorare insieme e uniti perché possano essere cancellate le ferite del terremoto del 6 aprile. Dal ricordo, che rimarrà, traiamo stimoli per un futuro migliore. Il simbolo di San Clemente sia lo stimolo e l’impegno per tutti gli abruzzesi a fare bene, a fare presto, a fare insieme per il futuro dell’Abruzzo e dell’Aquila».

«La ricostruzione dopo il terremoto del 6 aprile 2009 è una grande sfida, che dobbiamo cercare di costruire, con pazienza, senza vittimismi né piagnistei, con il coraggio che ci viene comunicato dai cittadini abruzzesi». Questo il messaggio lanciato oggi da Francesco Maria Giro,sottosegretario al ministero dei Beni ed attivita’ culturali. «E’ una sfida difficile che ci impegnerà per molti anni – ha detto Giro – ma nasce da un territorio operoso che ha dimostrato di affrontare il dolore con grande dignità e il lutto con grande coraggio. Gli abruzzesi sono i primi ad averci insegnato che è una sfida che possiamo vincere insieme». Parlando del patrimonio da recuperare ha sottolineato che si tratta di un «patrimonio prezioso da preservare e ricostruire secondo i principi e i dettami custoditi dalle norme, da un Codice dei beni culturali del paesaggio che è la Carta costituzionale dei nostri beni culturali e ci accompagnerà nella costruzione dell’Aquila. E’ un’mpresa difficile – ha detto di nuovo – ma non impossibile. Stiamo lavorando alla progettazione, c’è un grande laboratorio mondiale di idee, e il percorso è stato già precisato sotto il profilo legislativo, tecnico, giuridico e verrà ulteriormente precisato».

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