una città difficile da vivere

di Massimo Prosperococco, 2 apr.

…..non e ‘ facile da raccontare, ma ci provo la getto cosi,  come mi viene.   Oggi pomeriggio 1 aprile 2011 alle ore 15,30  quasi a due anni dal terremoto,  mi ero organizzato con Piergiorgio per andare in centro a Piazza Duomo per verificare dove piazzare un gazebo che servira’ domenica per la raccolta fondi UILDM (Unione Italiana Lotta Distrofie Muscolari).

Arrivato come solito al posto di blocco dell’esercito con la mia auto sono stato fermato, come solito, per la verifica del permesso dei documenti e tutta la solita storia, ……ma non era la solita storia. Mi dicono che bisogna verificare il permesso e i documenti, attendo, 5 minuti, 10 minuti 15, minuti, 20 minuti comincio ad innervosirmi nel frattempo passa Dino e si ferma a fare due chiacchiere con noi, torna il militare e chiede a Piergiorgio i documenti, con fermezza, ma con educazione gli chiedo se è normale tutto questo, gli dico che è una vergogna quello che sta succedendo, gli dico che questa è la mia città ed io ho il diritto di andare in Piazza Duomo, come tutte le altre persone, è un abuso di potere quello che stanno facendo!

Loro non mi guardano nemmeno in faccia non parlano non dicono nulla si prendono i miei documenti si allontanano mi dicono da lontano  di attendere, passano altri 5, 10, 15, 20, 30; è 1 ora che siamo fermi fuori dalla Standa. Dentro di me ho voglia di mettere in moto ed andare in Piazza Duomo, nella mia piazza, la piazza degli aquilani, mi controllo. Arriva una volante, posteggia dietro; scendono due poliziotti e mi chiedono documenti io gli rispondo un po’ sgarbatamente, ma sinceramente ne avevo i motivi, che i documenti li tengono i militari allora mi chiedono il libretto e i documenti di Piergiorgio, li prendono e vanno in auto per controllare nei loro server se  fossimo dei  criminali passano altri 20 minuti………un altro poliziotto mi riconsegna gentilmente i documenti e mi dice che posso andare dove voglio…….pero’ mi dice che noi stavamo riprendendo con una telecamera il posto di blocco! Si, è vero, Piergiorgio aveva una telecamera in mano perchè volevamo anche fare un video/documento a due anni dal terremoto, ma la motivazione è incredibile “un regolamento interno dell’esercito impedisce di fare riprese a posti di blocco militari” capite un regolamento interno dell’esercito! non la legge dello stato Italiano! Cos’e’ L’Aquila una zona di guerra? Esistono anche regole d’ingaggio per disabili terremotati?

Sono arrabbiato, non è giusto che i militari, gli amati alpini, che di mestiere non fanno l’ordine pubblico, debbano stare nei punti di accesso del centro fuori della zona rossa a controllare cittadini come me! lì ci devono stare i Vigili Urbani. Purtroppo non sono il primo disabile e nemmeno la prima volta ad essere fermato in questa maniera;  a me è andata bene : alla fine alle 17 ero in piazza duomo stressato e provato, 100 metri dalla standa 1 ora e 30, ma ad altri disabili è stato impedito di entrare in centro e sono dovuti tornare indietro.

Sono stanco: i militari devono tornare in caserma, L’Aquila non e’ Tripoli o Kabul e’ una citta’ terremotata e noi cittadini abbiamo il diritto senza patemi d’animo di andare dove vogliamo nelle zone messe in sicurezza, tanto quello che c’era da rubare nelle case e’ stato rubato ora abbiamo solo il ricordo di come era. L’Aquila e’ anche così oggi, una città molto difficile da vivere in tutte le sue sfaccettature.

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