lettera aperta

al Commissario per la Ricostruzione Gianni Chiodi e al Vice Commissario Antonio Cicchetti

Fitti e Lavoro
di Giosafat Capulli, 17 feb.
Egregi Commissari,
non vi scrivo per personale attacco di grafomania, ma per riportarvi senza infiocchettamenti semantici, le ragioni che ci sottopongono quotidianamente centinaia di aquilani, preoccupati per i ritardi nella ricostruzione della Nostra Città, Capoluogo di Regione.

Ebbene, di fronte a flussi finanziari incerti e dispersi per mille rivoli, i nostri telespettatori chiedono senza mezzi termini che tornino a pagare i fitti coloro che prima del sisma li pagavano.
A due anni dal terremoto che ci ha privato della Nostra Splendida e Amata L’Aquila, infatti, è diseducativo e immorale (oltre che dannoso per l’economia della ricostruzione), che costoro se ne stiano gratuitamente in case costruite dalla collettività nazionale, senza contribuire in nulla alla ricostruzione della Città, lucrando addirittura un reddito aggiuntivo. E’ immorale, dicevo, nei confronti di ogni criterio di giustizia sociale, nonché offensivo per coloro che hanno perso effettivamente la propria abitazione.

Egregi commissari, nei fatti, ci ritroviamo con persone che si ritrovano un reddito in più senza averci rimesso nulla, e con altre che hanno perso casa e stanno pagando un mutuo su un bene che non posseggono più. Il senso di Giustizia e Verità, impone di porre rimedio a questa nefandezza degna delle peggiori culture dello sfruttamento, antitesi di ogni idea di solidarietà.

Altro tema, signori Commissari, è quello della ricostruzione materiale delle abitazioni cittadine. Ebbene, se ogni domenica le nostre piazze, vicoli e scalinate cittadine pullulano di ripulitori, dal Lunedì al Sabato nei cantieri aperti in centro e nelle frazioni non si parla né l’Italiano, né il dialetto aquilano. E dire che tante sono le lamentazioni di certa cultura massimalista del lavoro, per una presunta mancanza dello stesso. Forse mancheranno posti fissi nella nostra L’Aquila, ma non certo il lavoro per coloro che hanno voglia di lavorare, visto che ci troviamo di fronte a una Città da Ricostruire.
Giosafat Capulli”

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