riaprire la città – ecco le priorità

Ecco le priorità di Vincenzo Colorizio, 6 feb (da “il Capoluogo”)

Dopo 65 anni, un altro duro inverno per gli aquilani. Questo inverno suscita dei paragoni con quello del 1944/45, anche per chi all’epoca non era ancora nato. L’Italia era teatro di distruzione e desolazione, spezzata in due, prostrata, senza un barlume di speranza con la nostra Città che, nonostante l’isolamento, pativa i bombardamenti e le stragi ( Filetto, Onna…).

Purtroppo anche L’Aquila odierna è drammaticamente divisa in due.

La periferia, come il Meridione liberato dagli Alleati, caotica ma operosa, è animata da tante famiglie e tanti giovani che affollano gli accoglienti centri commerciali, le scintillanti gallerie e i nuovi locali di ritrovo lungo i viali Corrado IV e della Croce Rossa.

La zona rossa ricorda invece il Nord della Repubblica di Salò, con i palazzi distrutti, svuotati, sbrecciati, con le macerie, i posti di blocco e un silenzio siderale. Solo alla sera piccoli pezzetti del centro storico, piazzetta Regina Margherita – l’inizio di via Garibaldi – alcuni angoli del Corso, si riempiono di tanti giovani che, come nella Sarajevo assediata, cercano di mantenere un minimo di legami con i luoghi della memoria e dell’identità.

Eppure, così come nel ’45 giunse inaspettato il 25 aprile e quegli Italiani e quegli aquilani, ancorchè stanchi e sfiduciati, gioirono finalmente per la liberazione dalla guerra e dal nazifascismo, anche per noi , in questo incerto 2011 , potrebbe arrivare un messaggio di speranza: “Aquilani resistete, resistete, resistete; l’emergenza sta per finire, si avvicina il momento decisivo dell’UNITA’, la Città dell’Aquila potrà ricongiungersi al suo Territorio “ .

Allora qual è la parola d’ordine, qual è la priorità assoluta che potrebbe portare in meta l’intera cittadinanza sotto la spinta prorompente di una mischia invincibile ?

Eccola : IL RIENTRO DEGLI UFFICI PUBBLICI NEL CENTRO STORICO. SUBITO.

Tre le azioni immediate :

1) dopo l’esempio della Banca d’Italia, BNL e CARICHIETI che hanno riaperto su Corso Federico, della Sovrintendenza con sede a S. Amico, della Corte dei Conti e Struttura Tecnica di Missione a S. Domenico, bisogna incoraggiare gli Enti Locali che hanno promesso un rapido rientro, vigilando sulle date previste:

– in primavera la Prefettura su corso Federico II,

– in….………. l’INGV in via dell’Arcivescovado ( si può scucire una data a Boschi?),

– in autunno la Facoltà di Lettere al vecchio S.Salvatore ;

2) poi pungolare gli Enti assenti : in primis

il Comune anche solo qualche ufficio, ma frequentato da molti utenti, magari sopra la Standa o negli ex asili e scuole del viale (Carducci,Femminile,Giovanni XXIII);

la Provincia, almeno il facile risanamento della sede di via S.Agostino ;

le Poste, almeno un camper o una capannina per le raccomandate in piazza Duomo ;

l’Arcivescovado, idem + la chiesa di Cristo Re ;

le Banche, a quando il Salone CARISPAQ su corso V.Emanuele ?

gli alberghi, via libera prioritaria al Grand Albergo e all’ Hotel Il Duomo ;

Cinema, idem con il Cinema Massimo ;

Farmacie, fino a quando nei container ?

INPS, INAIL, almeno le impalcature !

3) infine insediare subito una TASK FORCE di Amministratori, Imprenditori, Professionisti, Associazioni varie, che programmi velocemente il piano PARCHEGGI e MOBILITA’ per far affluire in sicurezza gli impiegati e gli utenti nel centro storico.

Di conseguenza piena efficienza del Terminal Lorenzo Natali e del collegamento con piazza Duomo, nuova scala mobile con sbocco in via dei Giardini, ampi parcheggi anche multipiano su viale della Croce Rossa con collegamenti pedonali con l’ex S.Salvatore e Porta Branconio, altri su via XX Settembre -zona Villa Gioia, aree di scambio ad Acquasanta, Federale, Minorenni, Caserma degli Alpini (decentramento). Fondamentale una Circolare di navette bus lungo via XX Settembre, viale Collemaggio, via Strinella o via della Condotta, viale Croce Rossa , il tutto collegato con una circolare più ampia, recuperando la ferrovia e ciò che rimane della metro di superficie.

Ecco , vedendo qualche centinaio di impiegati ed utenti, possibilmente rinforzati da un po’ di abitanti della Villa Comunale, di S.Maria di Farfa e della Fontana Luminosa, gli Aquilani rialzerebbero la testa, anche se ancora frammentati e dispersi, anche se piegati da due anni di sacrifici. Questo duro inverno, questo incerto 2011 potrebbero trasformarsi nell’ ANNO della SVOLTA, della SPERANZA, della FIDUCIA, della RINASCITA.

Il nostro destino, il futuro dei nostri figli, dei nostri cari, dei nostri amici , di tutta la comunità è ora nelle nostre mani. Basta aprirsi alle PERSONE di BUONA VOLONTA’ che hanno voglia di partecipare alla RICOSTRUZIONE CIVILE e MORALE, basta aiutarle ad inserirsi in un URBAN CENTER , radunarle sotto un qualsiasi tetto, sotto una qualsiasi parrocchia, per confrontarsi, per consigliarsi, per consolarsi. Ma facciamo presto. Il vero esodo potrebbe cominciare adesso.

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1 Response to “riaprire la città – ecco le priorità”



  1. 1 riaprire la città…. « Verso L'Aquila Trackback su 27 maggio 2011 alle 10:05

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