non ci sono più le tende

L’eurodeputato IDV Sonia Alfano in visita nel capoluogo, aggiunge: ”comportamenti configurabili come reato, che denuncerò in sede europea” – 13 gen. (da “il Capoluogo”)

Incontro con Sonia Alfano, eurodeputato, eletta come indipendente nelle liste dell’Italia dei Valori. Ha aderito al Gruppo ALDE (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa). Al Parlamento Europeo è membro della commissione LIBE – Libertà civili, giustizia e affari interni – e della commissione CONT – controllo di bilancio.

Onorevole Alfano, l’ultima visita a L’Aquila, nel maggio 2009, si concluse con un incontro in una tenda; venti mesi dopo, cosa è cambiato ? “Le tende non ci sono più”, risponde l’eurodeputato, “ma c’è una maggiore rassegnazione nelle persone. Ho notato uno stato quasi di torpore e di assopimento che attribuisco alla rassegnazione, quasi, per lo stato in cui versa la città. Sono stata in giro al centro, nella Zona Rossa, e quello che ho visto è la sfrontatezza di una “falsa fotografia” che è stata diffusa dal governo italiano e da buona parte dei media nazionali”.

Due e tre mesi fa la doppia visita del suo amico e collega Luigi De Magistris, in qualità di presidente della commissione controllo bilanci dell’Unione Europea. Avete avuto modo di scambiarvi idee e di parlare dell’Aquila ? “Sì, e mi ha detto che L’Aquila è l’emblema nazionale delle operazioni di facciata del governo. Sono però voluta tornare, oltre che per rendermi conto di persona dello stato in cui versa la città ed i comuni del cratere sismico, anche per portare la mia testimonianza e per far capire alle popolazioni colpite dal terremoto che c’è qualcuno che non si è dimenticato di loro. Io, personalmente voglio portare la questione aquilana in sede europea. Sono venuti qui in aprile due funzionari dell’Unione Europea, secondo i quali nessuna irregolarità è stata commessa. Vorrei chiedere loro se è la stessa città che ho visto io: ho ravvisato di persona diversi elementi che possono essere configurati come reati, che denuncerò in sede europea”.

Lei si occupa spesso di mafie e criminalità organizzata. Secondo lei, nel dopo terremoto, è arrivata e presente questo tipo di criminalità ? Se sì avete provato a fare una mappatura delle eventuali infiltrazioni in Abruzzo? La criminalità è arrivata immediatamente dopo il terremoto. I clan che maggiormente sono avvezzi a lavorare con gli appalti pubblici si sono già mossi da tempo, piazzando le loro pedine, anche in sede di subappalto. Quanto alla mappatura, si, ci stiamo provando e siamo a metà lavoro, cercando di stabilire quanti e quali clan sono presenti e dove, lavorando in collaborazione con diverse procure”.

E’ a conoscenza della proposta di legge di iniziativa popolare redatta dai cittadini dell’Aquila, sulla ricostruzione e per la quale è in corso la raccolta delle firme in tutta Italia ? “Firmerò anche io”.

In conclusione, un omaggio a suo padre, del quale l’8 gennaio scorso si è celebrato il diciottesimo anniversario della morte: come avrebbe raccontato Beppe Alfano il dopo terremoto a L’Aquila ? “Un particolare che non ho detto mai a nessuno è che mio padre, tra gli altri motivi, è stato ucciso anche per le sue denunce sulle frodi alla Comunità Europea (sui fondi per l’agricoltura, per diversi miliardi di lire). Senz’altro avrebbe raccontato di tutto quello che non è andato per il verso giusto. A partire dalla gestione dell’emergenza e del post terremoto. Personalmente trovo che possa essere onorata la sua memoria, continuando questo ruolo all’interno delle Istituzioni”.

di Paolo Della Ventura

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