lo sterminio dei campi

… ancora sui costi delle p.a.l.a.f.i.t.t.e.

di Luciano BelliLaura, commento, 12 gennaio

Ribadendo il concetto, chiarisco che nell’attesa che la Giustizia faccia giustizia della presunta “frode” si dovrebbe considerare interamente la colossale “abbuffata” speculativa messa in atto con finalità risolutive dell’emergenza abitativa dopo il terremoto a L’Aquila. Cmq in post, diversamente da un semplice commento, avrei considerato anche altri aspetti collegati.
Ovvero, l’assoluta mancanza del consuntivo finale dei costi di realizzazione delle p.a.l.a.f.i.t.t.e.! Giacché, la Protezione civile non ha più aggiornato il prospetto dei costi esibito al 13 agosto 2010 [http://www.protezionecivile.it/cms/view.php?dir_pk=288&cms_pk=18525], cioè sei mesi dopo aver ultimato i lavori.

Senza le spese tecniche (per progettazione, direzione lavori e collaudi) effettivamente sostenute dal Consorzio ForCase del Calvi e con l’omissione dell’onere d’esproprio dei terreni, questo prospetto ci dà un totale di spesa pari a 808.477.458,70 Euro. Per fare 185 case prefabbricate su p.a.l.a.f.i.t.t.e.. In origine, servivano per 17mila persone con abitazione tipo “E” o “F”. Quindi, al costo di 47.577 euro a persona. Orbene, oggi nelle 19 new town, stanno solo 14.079 persone. Quindi il costo di realizzazione è salito a 57.424 euro a persona. Ed i dati forniti dalla Struttura per la Gestione dell’Emergenza documentano che nei 4.449 alloggi delle 185 case dei 19 C.A.S.E., le persone presenti sono costantemente diminuite dalle 14.581 del 11 maggio 2010 alle 14.092 del 28 dicembre. Si tenga conto che alla fine della fiera (mi scuso per il termine) hanno dovuto fare anche dei M.A.P. a costi mai precisati (perché non distinti da quelli necessari per la popolazione dei Comuni del cratere). In questi Moduli Abitativi Provvisori, al 26 ottobre stavano 11.731 persone. Oggi scese a sole 2.551. Senza una ragione plausibile.
E così via con altri misteri …!
Alla luce del sole per ora c’è solo la sorprendente realizzazione d’una nuova città (Capitale dei Parchi) dove il consumo di suolo e di CO2 sale a ritmi diciamo preoccupanti. Una città sfilacciata dove i campi sono stati seminati con cemento, legno e polistirolo. Disse il poeta Andrea Zanzotto: “Una volta c’erano i campi di strerminio, ora c’è lo sterminio dei campi”.
Perché, sostiene Salvatore Settis) la terra non rende se non è “murativa”.
Mi fermo, solo per non includere tra i “farisei” anche i Sindaci e gli assessori all’urbanistica che hanno emanato le delibere per realizzare – ovunque e in deroga – un’infinità di casette, anche di due piani, provvisorie per tre anni. Dilazionabili.

L.B.L.

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