basta scuse!

Ricostruire subito si deve e si può
Bugie, numeri, responsabilità. Come uscire dalla paralisi delle macerie

dossier di Legambiente – febbraio 2010

AbruzzoMacerie-ilpunto2010def.pdf

:::: Ad esasperare gli abitanti dell’Aquila è soprattutto la presenza dei cumuli che impediscono la riapertura di molte vie del centro storico dove, accanto agli edifici crollati, si trovano anche numerose case dichiarate agibili dai tecnici, ma che non possono essere raggiunte e
rioccupate dai proprietari. La ricostruzione si può avviare subito: basta eliminare in via prioritaria il blocco delle macerie presenti nelle strade e nelle vie d’accesso agli edifici: un milione di metri cubi di calcinacci che impedisce ai cittadini (e alle ditte di ristrutturazione) di entrare nelle abitazioni. Ad aggravare l’empasse, nel caso dell’Aquila, è il fatto che la zona rossa non ha tenuto distinte le aree che con piccoli interventi di rimozione e messa in sicurezza si potevano “restituire” subito agli abitanti rispetto a quelle più compromesse, per le quali tali interventi prevedono tempi più lunghi.
Non è dunque vero che la ristrutturazione degli edifici non può partire se non si rimuove l’esorbitante cifra di 3 milioni di metri cubi di macerie. È sufficiente spostarne circa un terzo e le strade del capoluogo saranno di nuovo praticabili: così, senza aspettare che “tutte” le macerie siano asportate, potranno partire i lavori sui circa 10 mila edifici danneggiati tra centro storico e frazioni.

::::::::

L’Aquila, anno zero – TG3, 31 ottobre

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