se non subito, quando?

Costa Masciarelli è una delle più antiche vie dell’Aquila. Il suo andandamento curvilineo, assieme a quello di via Fortebraccio, forma un “cuneo viario”,  il cui vertice sta nella Porta Bazzano, e che si ritrova immutato nell’impianto urbanistico, fin dalle origini della città.

Quello che non si coglie dalle planimetrie, ovviamente, è il notevole dislivello che esiste tra le sue estremità: dal punto di origine in piazzetta Porta Bazzano, sino alla sommità della collina. Questa caratteristica ha fatto sì che la strada, in realtà, sia una lunga ininterrotta scalinata; rappresenta pertanto quanto di più “moderno” possa caratterizzare la circolazione delle persone all’interno di un centro storico: “la pedonalizzazione”, naturale, storicamente consolidata e non solo frutto di estemporanei divieti di transito veicolare.

Nel tratto superiore, Costa Masciarelli ha la prosecuzione nella via Cimino, questa con pochissima pendenza, e uno strategico “sbocco” diretto nella piazza del Duomo, “Capo-piazza” per la toponomastica “popolare” della città.

La città “moderna” viceversa, ha realizzato da pochi anni un grande terminal – parcheggio automobilistico, situato a breve distanza dalla piazzetta Porta Bazzano.

Le premesse, necessarie per la comprensione da parte dei non aquilani, finiscono qui.

Ora la domanda: perché nel programma (peraltro sconosciuto ai più e forse “segreto” , chissà perchè) della riapertura progressiva delle strade cittadine, e della progressiva riduzione della Zona Rossa, non viene inserita come priorità, la riapertura pedonale della Costa Masciarelli e  della via Cimino? E se è prevista, quando avverrà?

L’ampiezza notevole della Costa, fa sì che eventuali transennature di sicurezza delle costruzioni, lascino comunque ampio spazio di transito nella parte centrale dell’arteria; analogamente si può dire di via Cimino, i cui palazzi appaiono peraltro già “messi in sicurezza”.

E allora, perché no?

Questa nuova “pervietà” al cuore della città, Piazza e Corso, oltre a ovvie ragioni di “immagine di rinascita”, consentirebbe l’accesso rapido di cittadini e di visitatori, limitando la pressione veicolare che sia gli uni che gli altri, cominciano a esercitare  pesantemente su altri varchi d’accesso al centro storico.

Ultima notazione: la planimetria “ufficiale” della Zona Rossa, fin dal dicembre 2009, indica la piazzetta porta Bazzano, come “libera” dai divieti; nella realtà essa è “militarmente occupata” da un orrendo presidio di “vigilanza e controllo” e dal suo inevitabile corredo di bagno chimico Sebach e delle incessanti manovre delle camionette che assicurano i “cambi della guardia”.

Una immagine mortificante e crudele, di uno dei più begli angoli della città, che invece potrebbe essere attrezzato, con poco sforzo ed efficace “ritorno d’immagine”, come punto di ritrovo e di accoglienza per coloro che si recano al centro. E senza scomodare “archistar” e “archistarlettes”!

“Se non subito, quando?”


Adriano Di Barba, 7 giugno

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