la matrioska

di Eleonora Floris, 3 giugno

Mentre tengo aperte delle slide che non riesco a leggere, figuriamoci a studiare, penso.
Guardo fuori dalla finestra, nuvole bassissime inghiottono tutto. Il sole non c’è già più, e paradossalmente, il verde della natura che mi circonda, sembra più intenso. Oggi non ce l’ho con la pioggia, oggi non sono arrabbiata con lei. Perchè ieri, poi, mi ha regalato un arcobaleno.

Era un semicerchio perfetto, e io ci stavo sotto. Mi lasciavo cadere tra i capelli un po’ di gocce che scivolavano giù, percorrevano un po’ di rosso, un po’ di arancione, giallo, verde, poi blu, viola e poi -tic- cadevano sulla mia testa, perdendosi tra i ricci.
Ho pensieri confusi oggi, o forse ne sono troppi.

Come troppi studenti in un’aula troppo piccola durante una lezione troppo poco interessante: una bolgia.
E nell’instabilità del groviglio di pensieri, penso di sentirmi, chissà perchè, come la bambolina di una matrioska. Quella più piccola, quella che sta dentro a tutto. Che se la metti dentro la bambolina immediatamente precedente sta bene, bella ferma, protetta. Se invece la metti nella prima bambolina, quella grande, eh, allora è un casino, perchè sì, ci sta, ci entra, ovvio, è più piccola! Ma è troppo più piccola, e dentro ci sciacqua proprio, si capovolge, se la agiti sbatte alle pareti, ci sta male.

E io sono quella bambolina piccola piccola, ultima della matrioska, che dovunque la metti pare che sta bene, perchè ci entra, ma ad ognuno spetta il suo posto. Mi manca la mia matrioska, quella appena più grande di me, quella in cui entro precisa e che mi fa stare bene.

Mi manca casa mia, il mio vicolo e la mia piazzetta, è questa la bambolina giusta a contenermi, poi mi manca il centro, poi mi manca la rete sociale che girava tutto lì intorno, poi mi manca… quindi mi mancano almeno 3 bamboline, ALMENO 3, per stare meglio e non sciacquare più in questa in cui sto adesso, che è troppo grande, e manca di qualcosa.


Ma penso che forse è il caso che mi abitui a vivere non più come matrioska, ma come minuscola bambolina a sè stante.

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