ho visto L’Aquila

di Fauso Vittorini, su “il Capoluogo”, 8 aprile 2010

Ho visto L’Aquila ricostruita! Bellissima. I palazzi risorti intatti come prima, antichi e rinnovati. Le chiese tornate al primitivo sacro splendore. Ci sono tutte, le piazze, brulicanti di giovani con gli zaini. C’è molto verde, ci sono più spazi. Si arriva in centro con la macchina e si può parcheggiare in un capiente parcheggio bipiano sotto piazza duomo, come in piazza Walter a Bolzano. C’è anche il metrò, funzionale e discreto.

E il mercato? Chiedo. E’ a piazza d’armi. E dov’è il Comune? . . a palazzo Margherita c’è il Rettore, come mai? Il Comune è nel nuovo centro direzionale sulla collina di Coppito, dietro la Reiss Romoli, di fronte al colle dell’ospedale. Il centro direzionale ospita tutte le funzioni pubbliche della città: Regione, Provincia , Comune, Prefettura, le grandi aziende di servizi, le assicurazioni, ecc. Non ci sono succursali, gli uffici sono tutti li, riuniti in una stessa isola.
Non c’è più la statale 17. Adesso devia a ponte Peschio e attraversa l’area industriale proseguendo per la Mausonia, scorrevole con due corsie. Il ramo dismesso è il principale accesso all’area direzionale insieme alla linea metropolitana che gli sta a fianco. L’area si estende dal colle di Coppito fino alle prime propaggini di Pettino inglobando le strutture della Reiss Romoli, della facoltà di medicina ed il palazzo Silone.

Ci sono isole di fabbricati e isole di parcheggio per il pubblico. I dipendenti hanno i parcheggi nei piani interrati degli uffici. A Coppito c’è rimasto l’ospedale ma non c’è più l’università, riunificata nel rinnovato centro storico dove trovano anche alloggio la quasi totalità degli studenti iscritti.
L’intera area direzionale è attraversata longitudinalmente da un diverticolo dell’asse metropolitano principale realizzato sui binari della dismessa ferrovia Antrodoco-Sulmona che congiunge Scoppito con San Demetrio. Il diverticolo lambisce ogni isola di uffici o di parcheggi giungendo alla via ferrata destinata alla mai realizzata metropolitana leggera, via ora ricongiunta, da viale Corrado IV, alla vecchia stazione ferroviaria. C’è anche un altro asse che dall’ospedale fiancheggia la via delle Fiamme gialle servendo la Scuola G di F, Coppito, Coppito 1, la sede vescovile, Coppito 2, l’aeroporto, Preturo e Cese di Preturo, ricollegandosi poi con l’asse principale nei pressi di Sassa scalo. Un’altra diramazione ad est congiunge S. Elia con Fossa tornando a San Gregorio via Onna e da qui a Paganica e Bazzano ricollegandosi a S. Elia con l’asse principale.

Il centro direzionale è veramente funzionale: la migliore fruizione si ha utilizzando i mezzi pubblici ma anche arrivando in automobile da est o da ovest si ha la possibilità di utilizzare un parcheggio con annessa stazione di metropolitana per raggiungere qualsiasi altro ufficio. La struttura del Centro direzionale è modulabile attraverso la preventiva individuazione di spazi pubblici pre-progettati (isole) che ne consentono l’ampliamento secondo necessità. Questi spazi sono collocati opportunamente lungo tutto il percorso della rete metropolitana che ne costituisce il sistema connettivo e ne annulla le distanze dagli altri siti.
Ma la città  storica, cosa ne è della città storica? Il vero sogno è qui. La rinata città storica ha una nuova missione da compiere: cultura, arte, turismo, residenza per studenti e cittadini (nei limiti degli alloggi esistenti, non ampliabili) e servizi connessi a queste funzioni (ricettività, uffici del turismo,eventi,ecc.). Le nuove aree dove sono stati realizzati spazi di verde, parcheggi, campeggi, ecc. sono state recuperate dalla mancata ricostruzione di edifici pubblici o privati venduti allo Stato di non elevato pregio artistico/architettonico e comunque troppo compromessi ai fini di una conveniente valutazione costi/benefici per la loro ricostruzione ovvero dalla destinazione urbanistica di aree ad eccessivo rischio sismico.Anche nelle frazioni è migliorata la qualità della vita. Le nuove dimensioni raggiunte con la popolazione dei nuovi quartieri antisismici hanno fatto incrementare la presenza dei servizi di base (poste, bancomat, supermercati, giornali, farmacie, presidi sanitari, ecc). La nuova rete metropolitana ed il potenziamento di quella viaria che collega le frazioni rendono agevoli gli spostamenti ora limitati soprattutto al raggiungimento dei posti di lavoro, allo svolgimento di pratiche amministrative nel centro direzionale e agli studenti non alloggiati nel centro storico.
Mi sveglio pieno di gioia, rifletto. Il sogno ancora mi pervade, sembra quasi un progetto. Cosa di più strategico e salutare per la collettività aggiornare la funzione di una città che nei suoi oltre settecento anni di vita ha assolto con pienezza ai mutati ruoli che le diverse epoche via via le assegnavano? Penso a piazza delle tavole perno della rivoluzione del mercato dei legnami del 1200, prima disperso presso i diversi castelli produttori, penso alla manifattura delle materie prime prodotte nel territorio e lavorate in città. Poi l’ascesa dell’aristocrazia, l’impoverimento del contado e la trasformazione della città con prestigiosi e fastosi palazzi in centro direzionale di un territorio non parimenti sviluppato. Poi con l’unificazione un ruolo amministrativo non proprio preminente ma importante con la contemporanea e mai trascurata funzione culturale che solo negli ultimi anni ha raggiunto dimensioni significative e ragguardevoli tanto da costituire, unitamente alla valorizzazione dell’ingente patrimonio artistico, l’asse strategico principale del suo sviluppo.
E la città  del sogno asseconda questa strategia destinando alla Cultura il suo asset principale: il “nuovo” centro storico. Centro nel quale, per vocazione naturale, fiorisce il turismo favorito dalla presenza del patrimonio artistico e dai nuovi spazi che con grande coraggio e convinzione sono stati recuperati. La politica e l’amministrazione si collocano dirimpetto per lasciare spazio agli studenti ed ai turisti e per gestire meglio le nuove attività e quelle tradizionali: il commercio, l’industria e l’artigianato restate più vicine al territorio ed al suo interland, loro naturali clienti.La saggezza dei nostri amministratori ha alla fine trionfato? Una città funzionale, perfettamente integrata nel suo territorio, senza le dimenticate periferie di una volta, così come l’avevano progettata e realizzata i suoi costitutori, una città fruibile da tutti, la vera città territorio delle origini!

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