solidarietà per Paganica-Camarda

Risoluzioni dell’assemblea cittadina autoconvocata dei residenti di Paganica e Camarda al fine di analizzare le problematiche e le eventuali proposte alternative alla luce degli ultimi atti amministrativi riguardanti il problema dello smaltimento delle macerie del “cratere dell’aquilano”.

“Premesso che  – si legge in un comunicato inoltrato dai comitati “buche TEGES” e “no discarica Cesarano” e dall’associazione Gruppo Ecovalle –  dalla destituzione del comune di Paganica nel 1927 il nostro territorio ha subito uno smembramento della propria storia, attraverso una sottrazione sistematica del paesaggio e dei luoghi simbolo della comunità e che le scelte degli ultimi anni hanno sistematicamente condotto l’agricoltura e l’allevamento locale verso l’agonia compromettendo il tessuto storico-paesaggistico-culturale:

Esproprio, durante gli anni 70, di 200 ettari circa di terra agricola e irrigua, per la realizzazione del nucleo industriale di Paganica-Bazzano con la presenza di industrie chimiche altamente inquinanti e siti industriali non ancora bonificati (come la ex Ravit);

Mancato ripristino ambientale previsto da legge delle cave Teges 1, 2 e 3, ancora ferite aperte sul territorio;

Mancata acquisizione per uso pubblico di Palazzo Dragonetti, dunque svendita dell’edificio storico e del suo parco a privati;

Realizzazione durante gli anni 70 sul nostro territorio di diverse discariche di rifiuti solidi urbani

Esproprio di 6 ettari di terra agricola, negli anni novanta, per la realizzazione del Centro polifunzionale, rimasto ad anni di distanza un’opera incompiuta;

2009: Esproprio di 34 ettari di fertile terra agricola e irrigua, per la realizzazione di 29 piastre per il progetto C.A.S.E.

E nonostante negli anni le varie amministrazioni locali abbiano usato il territorio dell’ex comune di Paganica come “cortile di casa”, le genti di Paganica e del circondario, non vogliono tirarsi indietro rispetto alle problematiche legate allo smaltimento e recupero delle macerie, a patto che vengano rispettati dei punti sui quali la popolazione non è disposta a trattare:

– Esproprio dei siti dell’ex Teges 2 e 3 in località Pontignone, ed esclusione di qualsiasi ampliamento del sito;

– Temporaneità nell’utilizzo dei siti dell’ex Teges 2 e 3, limitata ai tempi di riempimento stesso della cava con gli inerti e successiva rinaturalizzazione e ripristino paesaggistico dei siti finalizzato alla fruizione turistica-ricreativa e sociale come verde pubblico;

Nessun nuovo esproprio di terra agricola al fine di ampliare a due corsie la strada di servizio ai siti di smaltimento, quindi ovviare ai problemi di traffico dei mezzi pesanti attraverso piazzole di sosta;

– Coinvolgimento di tutti i comuni del cratere per la soluzione complessiva del problema macerie utilizzando tutte le cave disponibili da ripristinare e riqualificare;

Esclusione definitiva del sito di Cesarano da qualsiasi impianto di smistamento e deposito, in quanto penalizzante per gli abitanti di Paganica e Camarda dato che per il sito è già stata deliberata la sua inclusione nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga;

– Tutela del fiume Vera dove ancora oggi vengono sversati i liquami della rete fognaria paganichese e la salvaguardia di tutte le canalizzazioni a scopi irrigui; – Istituzione di una commissione di garanzia rappresentativa delle comunità locali coinvolte, per seguire il corretto ed effettivo ripristino ambientale.”

Domani, 20 Marzo,  alle ore 10 i cittadini di Paganca organizzeranno un presidio presso l’ex cava Teges di Pontignone, dove inizierà una raccolta firme, per dare peso alle condizioni poste dalla popolazione paganichese.
Gli organizzatori invitano le amministrazioni locali a far proprie le proposte espresse.

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