parola d’ingegnere…

da “Prima di Noi” 12 marzo

INGEGNERI: «PER RICOSTRUZIONE SIAMO ALL’ANNO ZERO»

L’AQUILA. Sulla ricostruzione post terremoto «siamo ancora all’anno zero, sulle macerie siamo a meno mille».
Lo ha denunciato il presidente dell’ordine degli ingegneri della provincia dell’Aquila, Paolo De Santis, secondo il quale «bisogna anche cominciare a capire i fenomeni sociologici del centro storico».
Su questi argomenti, l’Ordine chiederà un incontro al commissario delegato per la ricostruzione, Gianni Chiodi.
Riguardo al centro, De Santis ha sostenuto che «non si è fatto ancora nulla e, oltretutto, non si vede un master plan legato alle risorse finanziarie. E’ fondamentale sapere questo se non si collega la ricostruzione ad un master plan finanziario, come si fa a dire a certi proprietari che tra dieci anni gli toccheranno i contributi? E’ uno dei problemi che sollevo da mesi e mesi, ma vedo un muro nel dare queste risposte».
Secondo De Santis, «non basta la ricostruzione edilizia, bisogna considerare il sistema infrastrutturale della città».
In riferimento alle macerie, per il presidente degli ingegneri aquilani «é stata sciagurata l’ipotesi di assimilare le macerie ai rifiuti urbani. In tal senso avevo fatto una proposta all’assessore regionale all’Ambiente, Daniela Stati, nel tavolo specifico tesa a portare fuori dalla regione le macerie e provocatoriamente avevo proposto di alzare un muro di tre metri per metterli a Piazza d’armi». «Sono molte le domande che ci dobbiamo porre – ha continuato De Santis – Ad esempio: chi si è delocalizzato tornerà nel centro storico? Tutte le seconde case destinate alle residenze studentesche, ricordiamo che il centro storico era una casa diffusa dello studente, che fine faranno, chi le ricostruirà?».
«Sono queste – ha concluso Da Santis – le valutazioni che chiedo alla classe politica: fare chiarezza, prima di fare le scelte, in modo che il cittadino sappia qual è il suo futuro».
Intanto il popolo delle carriole, che tornerà nella zona rossa anche domenica prossima, chiede a Cialente un aiuto.
«Signor sindaco», scrivono, «domenica prossima torneremo a Piazza Palazzo, a tal proposito ci terremmo ad evitare di finire ancora una volta sulle prime pagine dei giornali per presunti tafferugli con le forze dell’ordine».
«Stiamo dimostrando – si legge nella lettera – di voler partecipare al processo di ricostruzione attraverso azioni concrete. Certo – si legge ancora – non svuoteremo il centro storico a carriolate, ma alcune tonnellate di quel pauroso gigante sono state selezionate ed hanno prodotto materiali riutilizzabili che domenica prossima, cresceranno di volume».
Di qui la richiesta di «poter avere a disposizione un luogo ove riporre questo prezioso materiale per evitare che eventuali incursioni notturne vanifichino il lavoro».

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