protezione civile…una storia trentennale

Associazioni d’arma e protezione civile di Aloisio Rendi,

su “la Prova Radicale” 21 settembre 1971

E’ vero: le forze armate sono un pericolo vistoso, ma proprio per questo ancora riconoscibile e in qualche misura valutabile, almeno nell’ambito della realtà attuale. Questa realtà, tuttavia, è destinata a modificarsi rapidamente. Cambiamenti di notevole portata sono in gestazione ma anche già in atto, passando dalla fase teorica per giungere all’approvazione delle classi dirigenti e diventare infine operativi. Non è avvenirismo o fantapolitica dire che se da un lato ci si avvia a una trasformazione degli eserciti di leva in eserciti di mestiere, a gruppi relativamente ristretti di tecnici delle guerre e di militari di carriera, dall’altro (ed è un fenomeno altrettanto grave e pericoloso) si mira a una militarizzazione dell’intera società attraverso leggi e istituzioni che consentano la mobilitazione totale della comunità contro ipotetici o reali nemici esterni e sopratutto interni.
Non è dall’Italia, naturalmente, che ci vengono offerte le prime e più chiare indicazioni; ma, per esempio, da uno degli Stati più conseguentemente ed efficientemente autoritari e conservatori, la Francia di de Gaulle, in cui sono state ridotte le forze armate, falcidiando le unità militari esistenti, e insieme è stato costituito un apparato di controllo militare e civile su tutto il territorio, rendendo possibile, nei casi di «emergenza», la mobilitazione della popolazione civile sotto il comando accentrato, in ogni regione, nelle mani del prefetto.
Su questa via si vanno allineando oggi gli Stati Uniti di Nixon, dove dopo il fallimento delle forze armate nel Vietnam già il presidente configura la soluzione di un esercito di mestiere, con cui scavalcare il generale malcontento contro le strutture militari, e al tempo stesso acquista sempre maggiore importanza la forza militare per la repressione interna, già oggi con la «National Guard», una milizia borghese e reazionaria al comando dei governatori, mentre ampio spazio è dato anche agli ambienti degli ex-militari (il presidente dell’AOR, cioè degli ufficiali in congedo, è stato informato da Nixon del progetto di invadere la Cambogia prima ancora del Parlamento stesso).
Preoccupanti tendenze nello stesso senso si sono configurate nella Germania Federale, dove il ministro della Difesa Helmut Schmidt simpatizza con una nuova concezione di difesa proposta dal «Dundeswehrverband», l’associazione che raccoglie la maggioranza degli ufficiali di carriera. La proposta è di equiparare servizio militare e civile e unificarli in una gestione comune, detta «servizio della comunità». A questa superautorità militare-civile sarebbero dunque soggetti tutti i giovani di leva, non solo i militari ma anche gli obiettori, i non chiamati alle armi e i congedati.
:::::::
E in Italia? Nonostante che il paese sia continuamente funestato da catastrofi anche di eccezionali dimensioni, alluvioni, terremoti, incendi e malgrado il deperimento dell’habitat naturale e delle strutture assistenziali, culturali eccetera, la legislazione italiana in materia di una difesa civile, in caso di emergenza (come pure, va detto, in caso di emergenza militare) è assai carente.

Una legge sulla «protezione civile», su iniziativa del dc Zamberletti, ha sottratto i poteri d’intervento per catastrofi naturali al ministero dei Lavori Pubblici (forse troppo di sinistra) per assegnarli a quello degli Interni. Non esistono, come è noto, strutture (neanche allo stato di progetto) per l’impiego degli obiettori di coscienza in questo campo.
Ma non manca, anche in Italia, chi tenta di servirsi della difesa civile a tutt’altri scopi. Già l’anno scorso le associazioni d’arma, in un loro convegno nazionale, hanno avanzato al governo alcune precise richieste (modifica del l’art. 21 della Costituzione per limitare la libertà di manifestazione del pensiero), hanno assunto impegni che suonano minacciosi («i carabinieri e gli agenti di PS avranno sempre a fianco gli ex-militari») e hanno infine proposto che «le forze militari in congedo, raggruppate nelle associazioni d’arma, siano adeguatamente impiegate nella difesa civile, affidando compiti di addestramento e di esecuzione alle associazioni stesse».
:::::::::::::::::::
:::::::::::::::::::
C’è perciò un buon motivo di temere la prossima catastrofe «naturale», forse la sparizione di Venezia sotto le acque o un’alluvione del Tevere tipo dicembre 1870; perché allora sarà l’occasione buona per il grande cuore della destra di lanciare una legge di questo tipo che passerà a tamburo battente e senza discussione, nella convinzione degli uomini d’ordine che i militari siano le uniche persone efficienti, e dei moderati, che basti chiamare una legge «per la difesa civile» o «per l’obiezione di coscienza» perché veramente abbia anche a che fare con queste due cose. E sarà un altro passo avanti verso quella nuova società, controllata e coordinata da colonnelli, prefetti, gente d’ordine, agenti e spie dei diversi servizi d’informazione e dei programmi antiguerriglia.

su “la Prova Radicale” 21 settembre 1971

Annunci

0 Responses to “protezione civile…una storia trentennale”



  1. Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




foto Yar Man, nov 2012

L’Aquila in diretta

webcam da www.MeteoAQuilano.it
da www.caputfrigoris.it

il sismografo di Massimo

che sia sempre "piatto" e giallo ! immagine "on-line" da http://www.laquilaemotion.it/sismografo/laquilaemotion/sismotion.html

Archivio post

Post più letti

Massimo Giuliani: “Il primo terremoto di Internet” (libro o e-book)



:: Acquista il libro di carta su Amazon
:: Acquista l'ebook su Amazon
:: Se non hai Kindle, nessun problema: clicca qui per sapere come leggere l'ebook.

Blog Stats

  • 155,318 hits

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: