sciacalli, avvoltoi e altre bestie…

di Antonio Congeduti da “il Capoluogo”, 18 febb.
Certamente Giustino Parisse non sa quanto io gli voglio bene  “Confesso che, in questi giorni, ho sperato che la gestione dell’emergenza post terremoto all’Aquila, da parte della Protezione Civile, non entrasse nell’inchiesta della Procura di Firenze. In quella indagine sta emergendo un sistema che.… oggi viene definito gelatinoso”. (Giustino Parisse, mercoledì 17 febbraio 2010).

Ebbene, già ho avuto l’occasione di consigliare a Giustino di fidarsi meno di certi personaggi, specialmente di quelli che oltre i 70 anni si presentano ancora giovanili e prestanti. E poi, gli avevo denunciato il comportamento fascista dei dirigenti della “Protezione Civile Nazionale” diretta proprio da Fabrizio Curcio nelle operazioni di smantellamento delle tendopoli e di sistemazione alloggiativa alternativa, che hanno comportato una vera e propria deportazione di massa dei cittadini aquilani, di fatto costretti alla diaspora italiana del terzo millennio.

Ebbene caro Giustino sarebbe stato più opportuno ascoltare le voci che provenivano dal popolo e non le sirene seppure autorevoli di un Governo che non vuole Ricostruire la nostra bellissima Città, ormai perduta? Vedi caro Giustino, io sono davvero molto vicino alle necessità delle genti delle frazioni, con queste popolazioni vorrei condividere una idea di Città Territorio, ma quando vedo che il terremoto d’Abruzzo viene conosciuto come il terremoto di Onna, allora io mi preoccupo soprattutto per le genti di Onna, le genti del nostro stesso territorio, cioè le genti del Territorio che non vuole essere Ricostruito dal Governo di Berlusconi: che ha fatto dell’Emergenza lo stato ultimativo dell’intervento in “aiuto” delle popolazioni colpite, anzi il solo intervento, neppure completato a sufficienza se si pensa che 40.000 persone sono a tutt’oggi sfollate, e quindi ancora in emergenza abitativa.
Infatti solo 13.000 persone sono state sistemate in C.A.S.E. che come dallo stesso Governo dichiarato sono soltanto moduli abitativi durevoli ma provvisori, e dunque non potranno mai essere accettati, neppure come semplici quartieri dormitorio.
Adesso voglio rivolgere l’ultimo appello alla Città, cioè ai miei concittadini: “Uniamo i nostri bisogni in una lotta comune per la Rinascita della Nostra Città”, lo ritengo vitale per gli interessi del nostro territorio,per il patrimonio storico e culturale, per il ruolo politico del Capoluogo d’Abruzzo, e inoltre perché Sulmona ed Avezzano restino gemme preziose incastonate nel contesto Civile e Politico più naturale.

Per poter iniziare la Ricostruzione vera e propria occorre che gli Aquilani rialzino la testa e si levino dalla sottomissione e dalla non dovuta gratitudine a quegli uomini in nero con la scritta bianca: “ protezione civile nazionale” che hanno devastato oltremodo il territorio già colpito dal terremoto ed hanno violato le nostre già provate coscienze.
Devo inoltre fare appello alle Nazioni Unite ed all’Europa affinché le Organizzazioni Umanitarie e di Tutela dei Diritti Elementari della Persona si occupino di quanto determinato in Emergenza nella città martire del terremoto, aprano un’inchiesta sia sugli appalti che sui comportamenti governativi imposti alle popolazioni afflitte, prima nelle tende, poi stipate in promiscuità nelle casette ed altre raminghe senza alcun territorio.

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