via Giuseppe Pica n. 1

…..67100, L’Aquila  di Eleonora Floris  16 feb.
Via Giuseppe Pica è un vicoletto cieco, un povero vicolo non vedente, e come troppo spesso accade nei riguardi di chi ha una disabilità, la gente nutriva indifferenza per lui, si teneva a distanza, qualche volta ho sentito lanciargli anche delle offese «jamo aju vicolo del piscio quatrà», e altre cose così. Ma lui era il mio vicolo, quello che accoglieva l’ingresso di casa mia, che mi accoglieva ogni giorno, ogni sera, ogni notte… Lui, il mio vicolo, mi vedeva arrivare da lontano, mi sentiva salire per Via S. Crisante, e fischiettare, o mi sentiva arrivare da Via Simonetto, lambire la piazzetta dei IX martiri e falcare la sua soglia, sempre fischiettando. Era malconcio poverino, era come un vecchio cane che cerca la forza per tenersi sulle gambe, ma ancora, quando ti vede, riesce a scodinzolare come un cucciolo. Ecco, lui era così, mal messo, sporco, disordinato, con le macchine parcheggiate quasi una sull’altra, come in una sorta di tetris, che per uscire dovevi fermare il traffico per mezz’ora e assistere ad una processione di auto che uscivano, poi rientravano, poi riuscivano…
E i ragazzini che si baciavano per la prima volta, lì, in fondo in fondo, a ridosso del muro che lo chiudeva, o che bevevano la loro prima birra, fumavano la loro prima sigaretta o la prima canna, ma anche la seconda e la terza… Era come un rifugio, un nascondiglio, per cose lecite e meno lecite. Era così, il mio vicolo. Sporco, disordinato, solo, non considerato, obbiettivamente brutto, buio, e di notte, beh, di notte tardi, non molto affidabile.
Il venerdì o la domenica mattina poi, potevi trovare ricordi di serate alcooliche finite male, o potevi trovare portafogli rubati, cellulari rubati, borse rubate…e se c’erano ancora i documenti potevi restituirli ai legittimi proprietari che non smettevano di ringraziare.
Ci sono stati momenti, negli anni ’90, in cui eri veramente sull’orlo del baratro, insomma, te lo ricordi, eri ormai diventato un porta spilli, spilli particolari, con residui di sangue e quasi mai col cappuccio, insomma, quegli spilli… Ma poi, poi ti sei disintossicato, hai salutato quelle cattive amicizie, gli anni caldi erano passati, e ora eri tornato pulito, quasi pulito.
Quando gli operai del Comune ti misero un lampione, ti vedevo ergerti finalmente al pari degli altri vicoletti della città, eri così orgoglioso di poter godere di quella luce gialla-arancione che ti dava un tono di importanza. Ma lo so, il tuo entusiasmo è stato spento appena nato, con una sassata hanno rotto il vetro e la luce non è più tornata. Così dopo tanto altro tempo di buio, ti abbiamo regalato una luce con la fotocellula, e quella non l’hanno mai rotta. Anzi, tanti ragazzi, il sabato sera, si sedevano per terra, sotto quella tua nuova luce, e giocavano a monopoli, fino a tardi. Che poi, lasciatelo dire, nonostante tu fossi il mio vicolo, io, sul tuo selciato lurido, non mi ci sarei mai seduta. Ma comunque, il casino che facevano giocando a monopoli o a carte, non era certo paragonabile a quello che veniva dalla piazzetta. Quando verso le 2:00 i locali iniziavano a chiudere, ecco che si riempiva, di gente, di bottiglie, di chitarre, di bonghi e darbuke. E iniziavano i canti, gli urli, gli applausi, i brindisi, gli auguri per ogni più stupida cosa. E tutto questo continuava fino alle 4:00 di mattina. E se la mattina ci si doveva alzare alle 5:30 per andare a lavoro allora erano guai. Ma era così un po’ in tutte le piazzette della città, però, a volte, sì, a volte avrei staccato i termosifoni dai muri e li avrei lanciati di sotto! Tutto sommato eri un bravo vicolo. E ora eri anche contento, perché avevamo un nuovo vicino di casa, che aveva messo a posto il garage di Osvaldo e ci aveva ricavato un appartamento. Aveva messo una pianta fuori la porta. Ti piaceva quella pianta, lo so, piaceva anche a me. Eri un vicolo brutto, ma vivo. E guardati adesso, ferito, coperto di tegole e calcinacci, che guardi solo distruzione. Tornerai come prima. Tornerai meglio di prima. E’ una promessa.
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6 Responses to “via Giuseppe Pica n. 1”


  1. 1 Maria 6 aprile 2010 alle 12:42

    Sono nata all’Aquila,ho abitato con i miei nonni in via San Crisante l’ultima casa d’angolo a sinistra venendo dal corso,mi piacerebbe sapere che danni ha avuto dal terremoto,le sarei veramente grata se potesse darmi qualche informazione. IL suo articolo mi ha commossa Maria

    • 2 adrianodibarba 6 aprile 2010 alle 17:35

      abbiamo chiesto a Eleonora, autrice del “pezzo”, di aggiornarci sulla situazione del fabbricato indicato. Maria, continua a seguirci.

  2. 3 Eleonora 7 aprile 2010 alle 19:12

    Cara Maria, dalle indicazioni che mi ha dato non sono riuscita a capire con precisione quale sia la sua casa. Via San Crisante è una parallela del Corso Vittorio Emanuele, che parte dalla Piazzetta del Sole (dove si trova da sempre un albergo) poi costeggia Piazza IX Martiri e continua in discesa fino ad arrivare all’inizio di Via Fortebraccio, dove (effettivamente) si trova una casa ad angolo, che ha davanti una fontanella in ferro. Questa casa si trova scendendo Via San Crisante sul lato destro, mentre dal lato opposto iniziano le scalette che portano poi ai portici di San Bernardino…può essere questa la casa che mi diceva? Potrei, se vuole, inviarle per posta privata una foto aerea dell’isolato in cui è compresa Via San Crisante, e magari risucirebbe a identificare il palazzo in modo certo.
    Aspetto quindi una sua ulteriore risposta. Se la casa corrisponde a quella che le ho indicato poco sopra non aspetterò un istante a fornirle informazioni ed eventualmente foto.
    La saluto e la ringrazio per aver letto e apprezzato le mie parole.
    Eleonora

    • 4 adrianodibarba 8 aprile 2010 alle 12:29

      scusate l’intromissione: conoscendo l’indirizzo preciso e il numero civico, attraverso i tabulati pubblicati dalla Protezione civile sugli esiti dei rilievi del danno, è possibile avere qualche informazione, anche se sommaria, sulla classificazione del fabbricato.

  3. 5 Eleonora 8 aprile 2010 alle 13:46

    Giustamente….aspettiamo allora una notizia precisa da Maria. Non so perchè, ma non ho pensato di chiederle il civico, forse perchè davo per scontato che avesse abitato lì tanti anni fa e che ora non ricordasse qualcosa di preciso.

  4. 6 AdB 8 aprile 2010 alle 17:34

    Esiti verifiche di agibilità per via S. Crisante
    fonte: http://www.laquilarinasce.org

    E 491152 VIA S.CRISANTE 0 4906276 5 1490055421 abitativo 2009-05-29 1
    A 479217 CONSORZIO SVILUPPO
    INDUSTRIALE
    VIA S.CRISANTE 3 4999999 1499065005 produttivo 2009-05-22 1
    A 479218 CONSORZIO SVILUPPO
    INDUSTRIALE
    VIA S.CRISANTE 3 4999999 1499065004 produttivo 2009-05-22 1
    A 479219 CONSORZIO SVILUPPO
    INDUSTRIALE
    VIA S.CRISANTE 3 4999999 1499065006 produttivo 2009-05-22 1
    E 491154 VIA S.CRISANTE 9 4906276 7 1490055423 abitativo 2009-05-29 1
    F 495705 LORETO FLAVIANO VIA S.CRISANTE 10 4906941 5 1490035199 abitativo 1
    E 491153 VIA S.CRISANTE 11 4906276 6 1490055422 abitativo 2009-05-29 1
    E 495693 ROBIMARGA/VALENTINI VIA S.CRISANTE 12 4906941 1 1490035195 abitativo RIMOZIONE PARAPETTI CORNICIONI AGGETTI
    TRANSENNATURE PROTEZIONE PASSAGGI
    2009-06-11 1
    E 495746 CIFANI LUIGI VIA S.CRISANTE 14 16 4906278 2 1490063188 abitativo RIMOZIONE DI TEGOLE,COMIGNOLI,PARAPETTI,
    RIMOZIONE DI CORNICIONI,PARAPETTI,AGGETTI,
    TRANSENNATURE E PROTEZIONE PASSAGGI
    POTENZIAMENTO
    2009-06-11 1
    E 495747 CIFANI LUIGI VIA S.CRISANTE 18 20-25 4906278 3 1490063189 abitativo RIMOZIONE DI TEGOLE,COMIGNOLI,PARAPETTI,
    CORNICIONI,PARAPETTI,AGGETTI. TRANSENNATURE E
    PROTEZIONE PASSAGGI POTENZIAMENTO
    2009-06-11 1
    E 495744 MAZZONETTO GIORGIO-LIVIANI VIA S.CRISANTE 26 28 4906278 4 1490063187 abitativo RIMOZIONE DI TEGOLE. COMIGNOLI,PARAPETTI,
    CORNICIONI, AGGETTI. TRANSENNATURE E
    PROTEZIONE PASSAGGI. POTENZIAMENTO
    2009-06-11 1
    E 498415 FATIGATI-FIORENZ-DI CARLOVITALE
    VIA S.DOMENICO 2 3 4904384 B 1490065589 abitativo


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