i predatori dell’emergenza

di Vittorio Emiliani da “L’Unità”, 12 febbraio 2010

Calpestano tutto, e nessuno si ribella. Ha ragione chi dice: dopo un secolo e mezzo di vita, l’Italia scivola ogni giorno verso la barbarie.

La sensazione che solo certe imprese potessero “passare” nella ricostruzione dell’Aquila circolava. Le intercettazioni ora confermano che c’era chi rideva per i grassi affari che sentiva avvicinarsi mentre la polvere era alta sulle macerie e sotto di esse giacevano morti e feriti. Trecentosette morti. Non v’è dubbio che la ricostruzione post-terremoto sia un’emergenza ed esiga regole differenti da quelle ordinarie. E però regole. Certe e trasparenti.

La ricostruzione dell’Irpinia richiese una commissione d’inchiesta parlamentare, presieduta da Scalfaro. Però sui restauri di beni culturali, curati dal soprintendente Mario De Cunzo, non vi fu ombra. Come sulla ricostruzione di Napoli (commissario Maurizio Valenzi, capo dell’ufficio tecnico Vezio De Lucia): neanche un avviso di garanzia. «Anzi – ricorda De Lucia – ricevemmo l’elogio della commissione Scalfaro e dei magistrati».

Lo stesso per la vasta area del sisma umbro-marchigiano del 1997 e per quella del più lontano terremoto del Friuli. Non è vero quindi che i commissariamenti portino con sé le degenerazioni che stanno emergendo ora, con l’ormai consueto contorno di escort.

Qui c’è di più e di peggio: qui siamo di fronte alla costruzione di un vasto arcipelago di “zone franche” dove norme, procedure, controlli, trasparenze ordinarie non esistono più, e dove ogni cosa è predeterminata, non dall’intero governo, ma dal presidente del Consiglio. Tutto nasce infatti da una sigla: Opcm. Ordinanza del presidente del consiglio dei ministri.

Un decreto legge dovrebbe pur sempre essere convertito dalle Camere. L’Opcm parte da vari spunti e dà luogo all’emergenza e al commissariamento.

È successo per i Mondiali di nuoto, che stavano per affogare e che, col medesimo arrestato Angelo Balducci quale commissario, si sono svolti lasciando impianti nuovi del tutto incompleti, seri sospetti di abusi e una scia di inchieste giudiziarie. Per l’area archeologica di Roma si è costruito a tavolino un terrificante quanto improbabile scenario di crolli commissariando tutto (anche Ostia che sta benissimo). La raffica di Opcm, di ordinanze, riguarda anche situazioni dubbie come la creazione della “grande Brera”, commissario Mario Resca, fresco direttore generale alla valorizzazione, per lavori da50 milioni. Di cui avrà, oltre allo stipendio annuo di 160.000 euro lordi, il 5%. Cifra sbalorditiva che i “normali” soprintendenti, anche i più stimati, non hanno visto in tutta una onorata carriera. L’ordinanza del presidente del Consiglio plana ovviamente su alcune colossali torte immobiliari, come l’Expo 2015 di Milano. Ci sono ritardi? Si commissaria. E nell’ordinanza si elencano le normative ordinarie che “saltano”: quelle sulle valutazioni di impatto ambientale, sugli espropri, sui vincoli derivanti dai piani urbanistici e di pubblica utilità, sulle procedure per le bonifiche (e sì che a Milano è in atto una maxi- inchiesta sulla bonifica di Montecity a Rogoredo, implicato Giuseppe Grossi, bonificatore a oltranza, con una decina di Ferrari in garage, socio per la centrale elettrica di Casei Gerola del Mario Resca di Brera), via anche quelle su appalti e sub-appalti nonché le norme del Codice del paesaggio, e quindi niente più Soprintendenze a operare molesti controlli. Tutto avverrà in regime di “deroga integrale”. Finalmente! Con la Protezione Civile SpA – in mano alla presidenza del Consiglio e quindi al duo Berlusconi&Bertolaso, con Tremonti tagliato fuori – il cerchio si chiude. In una sola persona si concentrano tre ruoli: politico (sottosegretario o magari ministro), amministrativo (capo dipartimento) e operativo (capo della Protezione civile). Inusitata concentrazione di poteri “in deroga” alle leggi sulla trasparenza e quindi sulla concorrenza e, insieme, palese privatizzazione di un bel pezzo di Pubblica Amministrazione. Non basta (ma Bossi e i suoi “dormono all’umido”?, come in Lombardia). Con ciò le Regioni sono in un angolo e con esse ogni embrione di Stato federale. Per i rischi idrogeologici sono stati appena nominati tre supercommissari, lo stesso avverrà per il nucleare. L’accentramento non è più nelle mani del governo,ma del duo Berlusconi& Bertolaso. Il Parlamento? Lavori a convertire i decreti legge del governo. Poi si vedrà.

Annunci

0 Responses to “i predatori dell’emergenza”



  1. Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




foto Yar Man, nov 2012

L’Aquila in diretta

webcam da www.MeteoAQuilano.it
da www.caputfrigoris.it

il sismografo di Massimo

che sia sempre "piatto" e giallo ! immagine "on-line" da http://www.laquilaemotion.it/sismografo/laquilaemotion/sismotion.html

Archivio post

Massimo Giuliani: “Il primo terremoto di Internet” (libro o e-book)



:: Acquista il libro di carta su Amazon
:: Acquista l'ebook su Amazon
:: Se non hai Kindle, nessun problema: clicca qui per sapere come leggere l'ebook.

Blog Stats

  • 153,183 hits

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: