monumento unitario di cultura urbana

Roma, 8 gennaio 2010

Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Onorevole Silvio Berlusconi

Al Presidente della Camera dei Deputati
Onorevole Gianfranco Fini

Al Presidente del Senato della Repubblica
Senatore Renato Schifani

Al Ministro per i beni e le attività culturali
Senatore Sandro Bondi

Al Capo del Dipartimento della Protezione Civile
Sottosegretario Guido Bertolaso

Al Sottosegretario di Stato ai beni e alle attività culturali
Onorevole Francesco Maria Giro

Al Vice Commissario della Protezione Civile per il recupero dei beni storici culturali dell’Abruzzo
Ingegner Luciano Marchetti

Al Capo dell’Ufficio Legislativo Ministero per i beni e le attività culturali
Dottor Mario Torsello

Al Presidente del Consiglio Superiore per i beni culturali e paesaggistici
Professor Andrea Carandini

IL CENTRO STORICO DELL’AQUILA SIA RICONOSCIUTO PER LEGGE
UNITARIO MONUMENTO DI CULTURA URBANA

A nove mesi dal sisma la preoccupazione di Italia Nostra – più volte espressa fin dal luglio scorso ” diventa forte denuncia per la mancanza di una piano unitario di interventi sul centro storico dell’Aquila e della sua cintura di centri minori, un patrimonio culturale e monumentale di dimensioni e rilevanza straordinarie. E’ questa la ragione che ci spinge a reiterare l’Appello, finora rimasto senza risposta, perché la ricostruzione non sia limitata alle chiese monumentali e ai pochi altri edifici oggetto del formale vincolo di tutela, ma sia estesa all’intero insediamento storico con il suo tessuto di strade, piazze, edifici e relative funzioni sociali.

Non c’è voce che dissenta dalla proposizione che il centro storico dell’Aquila debba essere integralmente ricostruito (com’era e dov’era).

Quella proposizione muove dunque dal presupposto principio che l’intero insediamento storico vada considerato come un insieme unitario, un unico pur se complesso bene culturale. E allora questo convincimento deve essere formalizzato con un esplicito riconoscimento che non può avvenire che per provvedimento legislativo (un decreto legge), essendo altrimenti impraticabile l’ordinario modello di dichiarazione che ha ad oggetto i singoli beni ed è condizionato dalle complesse e attardanti garanzie a tutela della proprietà privata.

Il vincolo complessivo garantisce che la ricostruzione del tessuto edilizio connettivo avvenga, secondo un piano unitario, sul fondamento di una analisi storica e tipologica dei singoli elementi che lo compongono, non sia cioè limitata alla ricomposizione delle facciate cui corrisponda una organizzazione degli spazi interni radicalmente innovativa: una ricostruzione meramente scenografica del paesaggio urbano, con il sacrificio della autentica identità urbana.

Alle presumibili ragioni di resistenza alla proposta (ulteriore complicazione burocratica con insostenibile allungamento dei tempi della ricostruzione; espropriazione della competenza comunale nella materia dell’edilizia, essendo il vincolo di tutela, nel sistema ordinario, rimesso alla gestione esclusiva della soprintendenza statale) il provvedimento legislativo ben può e deve rispondere, dettando una disciplina speciale con la previsione di una struttura operativa mista (comune”soprintendenza), secondo un modello di collaborazione paritaria; e con l’assegnazione di adeguate risorse, anche di straordinarie competenze professionali a garantire l’efficienza dell’operazione.

Il vincolo legislativo (che assume all’evidenza uno straordinario valore di principio e indiscutibilmente comporta l integrale finanziamento pubblico alla ricostruzione), a giudizio di Italia Nostra, rimane l’unico strumento che valga a mettere mano subito alla ripresa della vita nel nucleo antico della città, di cui da più parti è denunciato il preoccupante abbandono, avvio alla irreparabile distruzione. Perché la sollecita discussa edificazione dei molteplici nuclei satelliti nell’intorno del capoluogo non possa essere intesa come opzione alternativa all’integrale recupero del centro storico, che costituisce una ineludibile responsabilità nazionale: Italia Nostra non dubita che il Governo ne sia consapevole e vorrà adottare le tempestive e adeguate misure per corrispondere a quell’esigenza.

Per questo Italia Nostra chiede un incontro con il Sottosegretario Bertolaso per avere assicurazioni sulla definizione del vincolo e degli strumenti idonei alla sua rapida applicazione.

Il Presidente di Italia Nostra
Alessandra Mottola Molfino

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